Home » perplessità » Petrolio in mare
perplessità Post

Petrolio in mare

Il petrolio che è finito nel mare ligure non è il primo caso in cui il rischio ambientale dovuto all’estrazione e lavorazione degli idrocarburi diventa un disastro effettivo. La settimana scorsa gli italiani hanno deciso di lasciare le trivelle al loro posto fino a esaurimento dei giacimenti confidando nel sistema di gestione del rischio messo a punto dalle imprese e dalle autorità. Il caso ligure non è un esempio confortante.

(Il rispetto per tutti coloro che stanno lavorando e soffrendo per il disastro accaduto in Liguria è grande. Queste parole sgorgano dall’emozione. Tentando di incanalarla in un ragionamento).

Di fronte al caso della Liguria e in seguito alla scelta del governo di prendersi la responsabilità di chiedere agli italiani di lasciare le trivelle al loro posto ci si aspetta un cambio di passo sulla gestione ambientale e sui rischi delle lavorazioni più pericolose. Anche perché qui non stiamo parlando soltanto delle estrazioni entro le 12 miglia: stiamo parlando di tutto il sistema di trattamento del petrolio e derivati in Italia. Un’epopea ingegneristica e aziendale, in passato: oggi un’industria da rivedere alle fondamenta, in vista del suo tendenziale superamento.

Vengono in mente alcune considerazioni (probabilmente davvero naif):
1. Predisposizione di sistemi di risposta all’emergenza più efficienti: non può essere tutto affidato all’eroico volontarismo delle squadre che intervengono a guaio fatto. A questo proposito, l’IIT e la DirectaPlus da tempo dicono che il grafene può essere usato per creare spugne in grado di assorbire il petrolio e non l’acqua da usare nei casi di emergenza come questo. Vogliamo approfondire la questione?
2. Chiarimento delle responsabilità: il presidente della Regione, il Sindaco, il governo, le aziende, i sistemi di monitoraggio e controllo, l’informazione alla cittadinanza. Tenere tutto nascosto fino al prossimo disastro non è una buona politica.
3. Piano stategico: affrontare il futuro del petrolio e preparare il sistema industriale a superarlo, deviando una parte consistente dei profitti immediati che ancora evidentemente si fanno con questa materia prima verso le conseguenze del suo superamento.

Ihmo.

ps. Per chi si chiede a che cosa possa servire il ministro dello Sviluppo economico, queste idee potrebbero servire come parziale risposta?

Commenta

Clicca qui per inserire un commento

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

Video