Day4: disinformazione educativa

Day4 è un’azienda svedese che si occupa di animazione digitale. In un post recente ha raccontato di come abbia volutamente ingannato la parte della rete interessata alle notizie sulla Apple mettendo in giro la notizia secondo la quale Cupertino stava progettando nuove viti per i suoi gadget. Ne è venuta fuori una grande bordata di commenti e opinioni, compresi quelli vagamente paranoici di chi ha visto in quelle immaginarie nuove viti un ulteriore sistema della Apple per impedire agli utenti di aprire e modificare gli apparecchi. Ed è stata la dimostrazione di come il network sociale travolga molte persone che pur di partecipare abbandonano ogni volontà di verifica e ogni senso delle proporzioni.

Certo, a sua volta, la notizia dello scherzo di Day4 potrebbe essere stata disinformazione.

Ma il fatto rimane: le dinamiche veloci del social network digitale, le bolle di Pariser, l’immediatezza dell’emulazione che va dal cervello individuale a quello collettivo, non incentivano necessariamente una pratica razionale dello scambio di informazione anzi forse sono strutturalmente orientate a favorire i messaggi che si richiamano all’intuizione e all’emozione. C’è da fare molto in questo senso. Non per evitare la disinformazione ma per renderla meno probabile. E se i cittadini attivi vogliono mantenere la loro leadership culturale che negli ultimi anni ha tanto profondamente mutato il panorama dei media avranno tutto l’interesse a dotarsi di un metodo per aggiungere accutatezza all’informazione.

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5 Commenti su “Day4: disinformazione educativa

  1. Se io, come giornalista, scrivo qualcosa di falso, posso subire una querela, o una denuncia per procurato allarme. Ma quali sanzioni sono possibili per chi diffonde notizie “burla” come Day4 (che in altri contesti e proporzioni potrebbero portare anche a una turbativa di mercato?)?

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