Home » media » Rodotà e AGCOM
media perplessità

Rodotà e AGCOM

Rileggevo alcuni appunti su un convegno della settimana scorsa. Ecco un estratto dell’intervento di Stefano Rodotà (spero di aver preso bene gli appunti):

Stefano Rodotà diceva che per lui occorre integrare il concetto di copyright con nuovi riferimenti. Pensa al “futuro delle idee” di Lessig e alla “conoscenza come bene comune” di Elinor Ostrom. E l’accesso è sempre più autorevolmente considerato un diritto. D’altra parte, dice sempre Rodotà, all’autore conviene far circolare le sue idee: se vende 10mila copie, guadagna 10mila euro; ma se mette online il suo libro e l’opera è vista 400mila volte, può fare addirittura più soldi come conferenziere. Gli usi rivali dei beni sono spesso superati nel mondo digitale, ma gli usi non rivali possono essere molto più ricchi per la società. E dunque, la delibera AGCOM? Vale la pena, dice Rodotà, di dare un’occhiata al caso Adopi in Francia, abbattuto perché incostituzionale: non c’era diritto alla difesa. Attenzione: in generale, se creiamo normative criminogene siamo responsabili di quello che ne consegue…
Ieri scrivevo di “editori, tecnologia, pirati” alla ricerca della giusta misura nell’enforcement delle attuali norme sul copyright.

Commenta

Clicca qui per inserire un commento

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

Video

Post più letti

Post più condivisi