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La brutta giornata di Google / update

Si poteva essere fiduciosi se la questione fosse stata soltanto una mancata chiarezza da parte di Google nei termini di servzio. (Vedi post precedente). E probabilmente la questione si risolverà proprio in riferimento a questo. Ma resterà aperta un’altra questione. Rilevante: perché è probabile che il diritto alla libertà di informazione e il diritto alla privacy saranno sempre più in conflitto. E tutti coloro che vorranno ridurre la prima potranno appellarsi alla seconda. Allora sarà importante capire bene la seconda. E in questo caso a quanto risulta c’è un aspetto molto...

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La brutta giornata di Google

La sentenza italiana su Google dice dunque fondamentalmente che i giudici non considerano la piattaforma come un editore (non è condannata per diffamazione) ma la considerano responsabile se ci sono violazioni della legge sulla privacy, in particolare per la diffusione di dati sensibili relativi alla salute di una persona. E’ possibile che questo problema sia risolto semplicemente aggiungendo un bottone alla piattaforma che, nel momento in cui un utente si iscrive per pubblicare qualcosa, chieda di dichiarare che il contenuto uploadato non infrange la legge sulla privacy? Vedremo...

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Google Video: la legge italiana complica il mondo

E quindi le piattaforme che consentono agli utenti di pubblicare quello che vogliono online diventano responsabili delle eventuali violazioni commesse dagli utenti stessi? Un giudice italiano ha deciso che sì. E questo genera conseguenze giuridiche globali. Il giudice Oscar Magi – quello di Abu Omar – ha condannato alcuni responsabili di Google Italia per violazione della legge sulla privacy, in riferimento al video sul bambino affetto dalla sindrome di Down pubblicato su Google Video, mentre li ha assolti dalle accuse di diffamazione. In pratica, sembra di capire, Google avrebbe...

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L’ultima delle Faq a BlogNation

Le risposte alle Faq di BlogNation sono da leggere. Divertenti. E piene di buon senso. Persino “troppo” aperte, visto che l’ultimo scambio è questo: “Non mi avete ancora convinto del tutto. Siete sicuri di essere completamente imparziali?Accettiamo la sfida. Clicca qui: è una ricerca su Telecom Italia fatta su BlogNation. Verifica tu stesso se abbiamo nascosto post critici.” Nel momento in cui questo post va in pubblicazione, cliccando su “clicca qui” si arriva a una pagina nella quale ci sono zero post. Come dire: si sono presi il...

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Autori che bloggano

Simon & Schuster, megaeditore, dice che gli autori dovrebbero tenere un blog e partecipare ai social network. (Joanna Penn). E suo nel nuovo sito pubblica una sezione apposta per dare suggerimenti pratici agli autori che vogliano fare tesoro del consiglio.

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Apple frontale contro Flash

Pare che Steve Jobs abbia presentato l’iPad al Wall Street Journal. E che abbia colto l’occasione per fare un attacco frontale durissimo contro Flash. Niente compromessi. (Gawker) 

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Social mobile

Pare che gli americani spendano tre ore al giorno con il telefonino in mano. E che lo usino tanto per comunicare sui social network da lasciare intendere che Facebook e company siano ormai piattaforme più usate dal telefono mobile che da computer fisso. Il che è considerato il segno del fatto che i social network diventano sempre più mainstream. (ReadWriteWeb)

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Che cos’è l’ATTENZIONE? Una forma di energia

Con l’arrivo di Buzz molti hanno avuto un moto di repulsione: non solo per le note questioni di privacy violata, ma anche perché ci si trova di fronte a un ennesimo strumento di comunicazione sociale da gestire, ascoltare, tenere d’occhio. Di qui lo spunto per una riflessione sull’attenzione. C’è un pezzo di Chris Brogan che si fa leggere. Contiene un’indicazione da criticare e una proposta da prendere sul serio. Per Brogan l’attenzione è una moneta che si scambia e ha un grande valore. Uhmm. Per me la metafora non tiene: la moneta, come insegna la reazione...

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Dati sulla FELICITA’ da Facebook

I dati sulla “felicità” degli utenti di Facebook potrebbero essere la più grande raccolta di esperienze in materia della storia. Per adesso sono registrati con un metodo piuttosto arcaico: si estraggono le parole associate a qualcosa di positivo e quelle che segnalano qualcosa di negativo, poi si contano. Risultato: per lo più l’ovvio, che di per sé è interessante ma non sorprende. Balza all’occhio la persistenza di single, in un “campione” di 400 milioni di persone: 30% delle donne e 40% degli uomini si dichiarano single.  E intriga il miglioramento...

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YouTube’s secret

E’ stata una vera innovazione, YouTube. Il suo segreto più straordinario è stata l’idea di consentire le citazioni profonde dei video sui blog e i siti che “embeddavano” facilmente il codice. Una piccola differenza che ha generato una valanga di conseguenze, grazie alla dinamica del passaparola. E ha consentito a YouTube di battere 10 a 1 Google Video. Oggi in assoluta maggioranza i video si vedono perché sono stati segnalati da qualcuno, non perché sono stati cercati sul motore di ricerca. Il blog di YouTube ha festeggiato. E Giovanni ha raccolto un po’ di video...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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