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Facebook: “likes in common”

Ti piacerebbe conoscere gente su Facebook che fa “like” sulle stesse cose sulle quali lo fai tu? Secondo Facebook “ti piacerebbe”. Tanto è vero che ha aggiunto questa feature, senza troppo clamore. (via InsideFacebook). Se non ti piace, invece, che chi non è tuo amico sappia che cosa ti piace, fai attenzione ai comandi per la privacy.

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Ahref al servizio delle persone

La testimonianza di Concita De Gregorio su Wikipedia va presa come un segnale: la cultura della rete non è facile da comprendere neppure per le persone più aperte e costruttive. E le reazioni raccolte a Pesaro sull’importanza dei social network per la costruzione di un migliore sistema dell’informazione dimostrano che c’è ancora molta strada da fare: si sentivano diversi interventi, in effetti, nei quali la rete veniva descritta come tendenzialmente orientata a fomentare piccoli gruppi di interessi omogenei e visioni del mondo chiuse piuttosto che come un territorio di...

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Commenti per Cosmo

Risulta dunque che Cosmo abbia avuto un buon successo tra i giovani e poco tra gli anziani. Forse anche perché c’era il Rigoletto in un altro canale. Ma ha suscitato un fervore di commenti in rete. Bisogna dire che sono stati prevalentemente positivi. E alle volte esageratamente positivi… Non mancano le critiche costruttive. Una raccolta è qui. Grazie a tutti! ps: La trasmissione, attualmente, si può rivedere qui. pps: Altri commenti da Yurait, Deeario, Byoblu, Scacciamennule, Pollicinor, Vittorio, Keplero, Rangle. (Grazie, grazie molto a Mante, Michele, Dario, Idenditag...

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Mike Arrington si interroga

Mike Arrington, di TechCrunch, con la sua abituale generosità intellettuale – vagamente ingenua – si interroga sulla capacità dei blog di manipolare le opinioni. E conclude che il problema si risolve con la crescita della consapevolezza del pubblico attivo.

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Concita dice che Wikipedia sbaglia la sua data di nascita

Concita De Gregorio, direttrice dell’Unità, dice che la sua data di nascita su Wikipedia è sbagliata. Questo le fa concludere che Wikipedia può contenere una quantità di errori molto grande. Aggiunge che non sa come correggere quell’errore da sola. E testimonia che nessuno l’ha chiamata per conoscere dalla sua viva voce la sua data di nascita.

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Domande cosmiche

Non ho visto la trasmissione che va in onda stasera. Cosmo finora per me è quello che ne ho scritto: un’esperienza fatta di emozione, lunghi ragionamenti collettivi, sincopati, creativi e nello stesso tempo attenti a interpretare il possibile risultato in termini di audience e di critica. A me ovviamente interessa il servizio che abbiamo alla fine realizzato per il pubblico. Ma indubbiamente un pubblico tanto vasto e differenziato ha esigenze incommensurabili con la mia capacità di interpretazione. Che fare dunque? L’unica strada è condividere le domande necessarie per fare la...

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Cosmo: la rete come metafora

Cosmo è dunque domani sera. Ho scritto le mie impressioni davanti all’obiettivo della telecamera. Ora aspetto di conoscere le impressioni che avremo davanti alla televisione: non ho visto la puntata anche se spero che sia venuta bene. E spero davvero che le aspettative non siano superiori al risultato. Non si parla molto di web, internet e social network: i media digitali sono il nostro contesto e ci accompagnano a ogni passo. Si parla di novità scientifiche con ritmo e piglio da magazine, sulla base della convinzione che “siamo tutti una rete”: viviamo in un sistema...

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Hobby Apple Tv: non ha un palinsesto sociale

Steve Jobs ieri ha parlato della Apple Tv come di uno hobby. Perché il sistema televisivo non reagisce come quello della musica all’impatto di internet. E quindi Apple non ha lo stesso impatto che ha avuto nella musica. Il sistema iPod-iTunes ha cavalcato l’onda della musica in mp3, razionalizzando un po’ il rapporto tra la vendita di brani e internet. Il risultato è stato quello di ricreare un modello di business che il peer-to-peer stava mettendo in discussione. Ma contribuendo a mettere in crisi la logica dei cd: tante canzoni in bundle non avevano senso in un mondo in...

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Le muraglie che rischiano di dividere il web

Raffaele Mastrolonardo segnala che l’Economist esce domani con una copertina dedicata ai rischi che corre la struttura aperta del web. Dagli attacchi alla net neutrality alla sua assenza completa nel mondo dell’internet mobile, dalla Cina alla intromissione censoria di molti altri governi, dalla crescita di nuove piattaforme chiuse alle conseguenze di una domanda montante di difese contro l’utilizzo spregiudicato che alcune aziende fanno della tecnologia per conoscere i comportamenti degli utenti invadendone la privacy… Contro le muraglie che rischiano di dividere il...

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Ping fa discutere

Robert Scoble non ci trova Madonna e i Black Eyed Peas. Altri non capiscono come cercare amici. Altri ancora dicono che funziona solo nei paesi dove funziona iTunes. Insomma, Ping, il nuovo social network musicale della Apple, fa come minimo discutere. Riflettendoci, forse è più un miglioramento di iTunes che un sistema per fare direttamente concorrenza a MySpace o altri. Anche perché non viaggia nello stesso spazio economico: i primi sono fatti per raccogliere tanta pubblicità, questo è fatto per fare marketing di brani da comprare su iTunes. Naturalmente, una certa concorrenza ne verrà...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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