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Casa della cultura: libertà e tecnologie

Libertà: La facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo. Treccani

Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Wikipedia 15 maggio 2015

Tecnologia: Settore di ricerca multidisciplinare con oggetto lo sviluppo e l’applicazione di strumenti tecnici, ossia di quanto è applicabile alla soluzione di problemi pratici, all’ottimizzazione di procedure, alla presa di decisioni, alla scelta di strategie finalizzate a dati obiettivi, sulla base di conoscenze scientifiche comprese quelle matematiche e informatiche. La t. riguarda l’uso ottimale, anche e soprattutto da un punto di vista economico, di tecniche, procedimenti e conoscenze tecnico-scientifiche avanzate in un dato settore, e l’insieme di elaborazioni teoriche e sistematiche applicabili alla pianificazione e alla razionalizzazione dell’intervento produttivo. Treccani

Il termine tecnologia è una parola composta che deriva dal greco tékhne-loghìa, cioè letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al secolo XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con la tecnica. Per tecnica si può intendere un qualunque metodo organizzato e codificato per raggiungere uno scopo definito. La parola tecnologia indica perciò la catalogazione e lo studio sistematico di tecniche, spesso riferite ad un certo ambito specifico (es. “tecnologia informatica”). Wikipedia 15 maggio 2015

Alla Casa della cultura, domani alle 10:30, si parla di “libertà e nuove tecnologie”. Se per caso questo significa chiedersi se internet sia un nuovo spazio di libertà o un nuovo limite alla libertà la risposta fa riferimento a un livello di astrazione superiore legato alla consapevolezza: l’infosfera è l’insieme ambientale e culturale in cui siamo immersi ed è arricchito dall’internet, che a sua volta è ciò che siamo in grado di farne. La libertà che sviluppiamo di fronte a questa realtà discende dalla nostra conoscenza della rete, dalla nostra consapevolezza delle sue caratteristiche, dunque dalla nostra capacità di modificarla in relazione alle nostre esigenze emergenti. Il mantra secondo il quale “conoscenza è libertà”, in questo contesto, assume un significato programmatico molto pragmatico.

Ma le ambiguità non cessano facilmente. I modi attraverso i quali il sapere incarnato nel codice delle tecnologie digitali diventa regola e limitazione della autonomia di scelta sono banali o sottili: un menu di opzioni, un algoritmo, un’interfaccia, generano strade che indirizzano i comportamenti, generano abitudini, sollevano dai problemi e quindi limitano. D’altra parte, le tecnologie abilitano ambiti di scelta che prima della loro introduzione erano impraticabili. Sicché operare nelle tecnologie è libertà se usate per fare cose prima impossibili ed è limite se subite acriticamente. Mentre operare sulle tecnologie è libertà se conduce alla costruzione di nuove piattaforme e ambiti di azione ed è limite se questo avviene in funzione di costrizioni mentali come quelle derivanti dalla finanza o dal mero gioco della soluzione di rompicapi tecnologici.

Così si arriva a contrapposizioni difficili: oblio e informazione, espressione e privacy, trasparenza e riservatezza, sicurezza e diversità…

Forse il vero problema è alzare il livello del dilemma. Lo spazio di libertà è ampio nel futuro e nullo nel passato, ma si incarna soltanto nel presente. Questo conduce alla tentazione di scegliere in base al tunnel decisionale costruito nel passato o di paralizzarsi di fronte all’infinità di opzioni del futuro. Del resto, si può dire che il momento in cui la libertà si fa vedere è quando la si “usa” scegliendo consapevolmente, come l’informazione esiste quando si sceglie tra diverse possibili opzioni conosciute. Il bit è unità d’informazione quando si è scelto tra lo 0 e l’1 non prima.

La libertà allora si amplia quando si amplia l’immaginazione, quando si immaginano più opzioni nell’ambito di una narrazione liberante. La narrazione sviluppata nell’ambito dell’ecologia sembra quella più adatta a riconfigurare le contraddizioni apparenti e a cercare un equilibrio nell’infosfera.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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