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Prospettiva

Il discorso di Enrico Letta è stato bello, equilibrato e prospettico. E in effetti molti di noi hanno colto l’accenno alle startup e all’agenda digitale con vero conforto. Destinazione Italia, citata due volte, è una strategia importante. E il senso di rigore con crescita, in vista di una vera e propria roadmap da portare avanti con buona visione delle coerenze e delle innovazioni da realizzare, ha sotteso l’argomentazione. Ci si poteva riconoscere. Se qualcuno dice “fatti non parole” altri dicono “intanto cominciamo con le parole giuste”.

Le condizioni di scenario sono cambiate oggi. Anche se il momento storico-simbolico della fine di un’epoca è rimandato, la conclusione di un incredibile blocco politico contrario all’innovazione del paese si è avvicinata.

Ne esco con l’idea che la politica politicante non è eliminabile. Ma resta il fatto che il solo modo per superarla è coltivare una prospettiva fattuale, concreta e nello stesso tempo visionaria ed empatica. Anche Matteo Renzi ha dimostrato di condividere questo approccio. Il suo appoggio, ieri, deve avere confortato molto il presidente del consiglio: ma certamente ha confortato anche i suoi sostenitori.

Perché questo si consolidi non basta un politico di talento. E neppure due politici di talento. Occorre un metodo. Un modo di parlare di politica che tenga conto dell’agenda comune a tutti gli italiani e a tutti gli europei. Solo in base a ciò che si vive in comune si può discutere costruttivamente intorno alle differenti valutazioni e opinioni.

Noialtri dovremmo imparare a sentire in questo metodo la qualità della politica. Se un politico fa discorsi che non tengono conto del bene comune, dell’agenda, della prospettiva, dovrebbe essere chiaro che stona. E dovrebbe chiaramente perdere consensi. Se un politico lavora coerentemente per l’agenda di tutti gli italiani, se il suo discorso è pacato e fattuale, dovrebbe apparire di qualità. Imho.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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