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Metodo TED

L’ultimo giorno di TED Global è stato un discorso sul metodo. «Non basta l’apertura dei dati e la scoperta delle correlazioni a generare il cambiamento» ha detto Margaret Hefferman ricordando che ci sono voluti vent’anni perché si decidesse di tirare le conseguenze pratiche della scoperta che l’esposizione ai raggi X delle donne gravide aumentava drammaticamente il rischio di cancro nei figli. Occorre un metodo che convinca della necessità del cambiamento. Ogni teoria deve essere sottoposta a critica. E ogni organizzazione deve funzionare in modo da consentire la critica e la discussione empirica fino al raggiungimento di una conoscenza migliore e accettata. Le organizzazioni che non ammettono questo metodo non pensano. E con ogni probabilità sbagliano. «Openness is not the end, it’s the beginning».

Il metodo di derivazione scientifica diventa insomma l’ispirazione per il miglioramento del metodo con il quale funzionano le organizzazioni. Disponibilità dei dati, possibilità di usarli, teorizzazione, verifica empirica, critica, visioni alternative, verifica, e così via.

Certo è che se tutto parte dai dati e dalle informazioni disponibili, internet serve a far partire il processo. Ne ha parlato John Wilbanks per quanto riguarda i dati. E quei dati devono essere disponibili e utilizzabili. «Il copyright sulle opere creative, assomiglia al concetto di proprietà privata» ha detto Kirby Ferguson, cineasta e remixer: «Ma la creatività non funziona così». Ferguson ha fatto ascoltare alcune canzoni di Bob Dylan paragonandole a canzoni tradizionali e ha concluso: «Due terzi delle prime melodie di Bob Dylan erano “prese a prestito” dalla canzone tradizionale». Le opere d’autore sono sempre dei remix, dice Ferguson. «Perché la creatività non viene da dentro di noi, ma dalla nostra interrelazione con gli altri. Dipendiamo dagli altri». E Chris Anderson ha commentato che la vita vale la pena di essere vissuta se la vediamo attraverso idee interconnesse con quelle degli altri e comunque più grandi di noi. TED è un enorme successo proprio perché ha scelto di “aprire”: i video degli speech che la gente paga migliaia di dollari per vedere dal vivo in teatro, sono gratuiti in rete e milioni di persone li seguono, migliaia di persone li traducono. Lo stesso marchio è diventato aperto con il programma dei TEDx. Per un editore si tratta di un’esperienza tutta da studiare. Del resto internet alimenta anche l’abitudine alla critica, ha detto Michael Anti (Zhao Jing), blogger cinese: «In Cina c’è il firewall. Ma ci sono 500 milioni di utenti di internet. E 300 milioni condividono contenuti in rete. La Cinanet è separata da quella del resto del mondo. Ci sono i servizi copiati da Twitter, Facebook, Google, YouTube. E un numero incredibile di persone, paragonabile a tutta la popolazione degli Stati Uniti, li usa massicciamente. L’effetto della rete funziona anche all’interno del firewall». Il caso del deragliamento del treno che le autorità volevano coprire è diventato un motivo di critica talmente diffuso nella rete cinese che alla fine le autorità ne hanno parlato e hanno addirittura imprigionato i responsabili.

Fin qui, il metodo internet funziona. Ma che succede con le decisioni democratiche?

Clay Shirky ha ripercorso l’insieme del ragionamento. «Mary, alunna delle elementari, ha deciso un giorno di fare un blog con le fotografie dei pasti che riceveva a scuola. Un giorno ha scritto che c’era un capello nel piatto. Il suo seguito è aumentato e ha raggiunto le migliaia di persone». Fino a che fu richiamata per questa sua attività. E scrisse che la scuola le impediva di continuare il blog, quindi lo chiudeva. «Che osa pensate che sia successo? Una quantità incredibile di messaggi di protesta. Si censurava la bambina. Uno scandalo enorme. La scuola dichiarò che non aveva mai avuto intenzione di censurare la bambina. E il blog è di nuovo in piedi».

La quantità di punti di vista si moltiplica. Shirky dice: «Più ci sono idee in giro e più ci sono probabilità di discussioni con opinioni contrastanti. Ora si dice: tutta questa informazione e tutte queste discussioni sono piene di cavolate. Voglio ricordare che, dopo l’invenzione della stampa, il primo libro erotico è arrivato circa 150 anni prima dell’invenzione della prima rivista scientifica. Ma il problema è chiaro: non vogliamo più discussioni, vogliamo discussioni migliori».

Come? Shirky ripercorre la storia del sistema decisionale che ha portato alla realizzazione del sistema operativo Linux. Non un caos assoluto, un caos gestito. Linus Torvalds si è occupato per tre anni del sistema operativo ricevendo i pezzi di codice via mail e pensando come poteva migliorare la sua organizzazione. Alla fine scrisse che aveva capito come fare a garantire la collaborazione controllata tra persone libere. E inventò il Git che consentiva a tutti di cambiare il codice ma associava a ogni cambiamento un numero unico distintivo. La soluzione si rivelò molto buona per migliorare il sistema decisionale necessario alla produzione di Linux. In questo modo persone che non si conoscevano cominciavano a fidarsi le une delle altre. «Anche per fare le leggi in modo che la popolazione partecipi alla loro scrittura si può trovare una soluzione che generi fiducia e responsabilità. Una società migliora se trova un modo migliore per discutere».

Shirky segnala che la struttura della piattaforma ha una conseguenza sul comportamento delle persone che la usano. «Ogni strumento contiene un suo implicito sistema di management delle decisioni».

I media civici sono un’innovazione che favorisce la consapevolezza del metodo che accomuna le persone, anche quando hanno opinioni diverse.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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