L’Italia non interessa più all’estero, dice Eric Jozsef, corrispondente di Libération. Lo si intuiva. Al più incuriosisce come le nozze di qualche duca che trova ancora spazio nelle cronache, più per divertimento che per informazione. Ma quello che importa dell’osservazione di Jozsef è la motivazione: “Perché non asseconda il cambiamento, perché i personaggi politici sono sempre gli stessi, perché altri Paesi emergenti la stanno sovrastando. A Napoli, per le recenti elezioni comunali, di giornalisti stranieri
c’ero solo io. E a Milano eravamo in due”. (via Prima)
L’Italia non è sull’onda del cambiamento. Non lo asseconda. Non lo guida in nessun modo. Non si vede perché ci si dovrebbe interessare all’Italia se non risponde a nessuna domanda tra quelle che importano oggi: “Dove stiamo andando? Che prospettiva stiamo costruendo?” (Non è solo questione di leader, anche se quelli contano: un precedente post).
L’Italia senza prospettiva però è un assurdo. E’ un’Italia senza la sua storia. Prima o poi riemergerà. Ma si devono riannodare molti fili che sono stati spezzati.
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