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Miguel Gotor

Miguel Gotor partecipa al dibattito sull’evoluzione della conoscenza e la rete con un articolo sul Sole 24 Ore che andrebbe discusso.

Da un lato sottolinea, giustamente, come il percorso di produzione culturale in rete debba recuperare un rapporto con i tempi della ricerca e dell’educazione, perché la straordinaria velocità del web si può equivocare in immediatezza. Dall’altro lato si preoccupa di attendibilità di Wikipedia e di digitalizzazione dei documenti storici con parole che sembrano indicare che il suo pensiero sottovaluti un dato di fatto che invece apparirebbe chiarissimo: internet si aggiunge alle altre occasioni di informare e trasmettere documenti, non si sostituisce. In questo senso, sembra più probabile che si traduca più in un arricchimento che in un appiattimento. Imho.

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  • La preoccupazione sulla digitalizzazione mi sembra questa: se si hanno da una parte documenti estrremamente accessibili e dall’altra documenti difficili da consuktare, alla fine il 90 per cento delle ricerche le sifarà sui documenti accessibili. nche se sono il 3 per cento di quelli esistenti, e magari quelli meno interessanti. Insomma, se non è facilmente accessibile, non esiste. Un tempo s faceva nasconendo gli archivi, oggi non digitalizzandoli. Mi sembra sia una preoccupazione condivisibile. Specie poi se s considera che un documen to digitalizzato si può occultare facilmente. Via il ink, via il dolore.

  • Detto così il discorso cambia Marco, hai colto un aspetto diverso e specifico, non mi sembra che l’articolo lo prendesse in carico se non citando algoritmi esoterici.

  • E’ un po’ un vizio dei commentatori liberal alla Gotor vergognarsi di dire che l’umanità comprende parecchie persone pericolose, se non possono attribuire la pericolosità in modo preciso alla parte politica avversa…. In altre parole, se non possono strillare al fascismo, si rifugiano negli algoritmi.

  • No no.. magari voleva fare un discorso sofisticatissimo che nessuno ha capito 🙂
    Ieri Ainis nell’articolo sulla libertà della rete secondo me ha fatto centro e senza invocare fantasmi.

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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