Un titolo dovuto al fatto che dall’altoparlante esce una ragazza de ipanema… mentre scorre sullo schermo un pezzo che sottolinea come il successo di Facebook sta riducendo l’importanza del Seo e delle pratiche per fare traffico influenzando i criteri di Google per la valutazione della rilevanza delle pagine. Cioè: non proprio riducendo l’importanza. Ma creando un’alternativa.
23/06/2009 08:43
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Esquece seo faiscbuc
23/06/2009 08:43
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Luca De Biase

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- coworking Bari su To be, or how to be: that is the question – digital humanities, identità, media
Mi sembra come minimo un’ipotesi azzardata. è vero che non si può pensare alla rete senza facebook, ma non è (ancora) sinonimo di internet. La maggior parte di quelli che si collegano, dopotutto, non hanno un account, e usano la rete per altre ragioni.
Sottoscrivo il commento precedente, anzi, mi sembra che approcciare a Internet come fosse il monolitico vecchio Mercato di massa sia fuorviante. Dipende molto da quali mercati, nicchie e prodotti si vuole promuovere.
In questo senso, per l’ambito sanitario ad esempio, la recente ricerca del Pew Internet / California HealthCare Foundation sulla “vita sociale dell’informazione sanitaria” evidenzia proprio come Facebook/MySpace/Twitter sono reti sociali poco significative nell’ambito salute: solo il 6% dei “pazienti 2.0” che fanno uso di questi social network hanno iniziato o aderito a un gruppo in materia di sanità, a fronte di un utilizzo di internet per la ricerca di informazioni mediche e sulla salute di ben l’83%.
Non confondiamo dunque – restando sempre in ambito sanitario -i social media generici, tipo Facebook, con quelli specializzati: hanno finalità diverse e la gente li distingue molto bene.
Facebook, per dirla in modo aulico, serve a socializzare, appunto, (o come più prosaicamente qualcuno sostiene “a cazzeggiare”), mentre nei social media specifici e specializzati, dove si esprime al massimo il principio della “coda lunga”, le persone si incontrano e condividono bisogni mirati e importanti con una partecipazione ed un coinvolgimento (relativamente) molto elevato, assolvendo una reale funzione d’aiuto e di empowerment, (ovviamente i numeri sono molto più bassi e questo apre l’altra interessante questione della sostenibilità dei social media sulla salute).
Se siete interessati al tema social media e salute il mio blog sulla Salute 2.0 è:
http://tecnologiaesalute.it/