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Salute, bugie, propaganda e qualità dell’informazione

Salvo Di Grazia scrive Medbunker, blog di informazione sulla salute. Il suo libro “Salute e bugie” esce in tempo per cogliere ancora nell’aria la vicenda Stamina. Il libro è una miniera di casi, inchieste e fatti.

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La qualità dell’informazione sulla salute e la medicina è un valore di primaria importanza, ovviamente. Ma in un paese predisposto a credere ai “maghi” e nel quale per trent’anni ha affidato alla chiacchiera televisiva più che all’approfondimento scientifico la generazione di opinioni, si è creato un ottimo terreno di coltura per il business di vari ciarlatani che propongono le cure inutili o fasulle alle quali allude il sottotitolo di Di Grazia.

Se tutto è opinione e ogni pensiero viene valutato nella chiave dell’interesse o del fazionismo, anche le notizie critiche sulle cure più o meno estemporanee che vengono fuori appaiono semplicemente delle opinioni come le altre, anche se provengono da scienziati di valore mondiale. Se chi fa informazione non studia e non si fa un’idea propria, metodologicamente trasparente e indipendente, ma si limita a “sentire tutte le campane”, il pubblico tende a pensare che qualunque opinione in fondo valga quanto un’altra, oppure si schiera col suo “partito”. Se poi chi manipola l’informazione riesce a far credere che un’opinione è quella che è sostenuta dalla “pancia del popolo” i media “popolari” non si azzardano a contrastarla.

Temi ben noti in politica. E che però quando arrivano alla medicina diventano inaccettabili. Del resto, contaminando tutto di interesse e fazionismo, si finisce col generare depressione e sconcerto in qualuque materia. Il metodo con il quale si genera l’informazione è più importante dello schieramento al quale l’informazione fa piacere.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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