Zynga, crisi di crescita

castleville.pngZynga ha 49 milioni e mezzo di utenti attivi ogni giorno (AppData). Ha lanciato recentemente un nuovo gioco sociale su Facebook, CastleVille, con quasi 7 milioni di utenti attivi ogni giorno. Manca poco alla quotazione dell’azienda e questi numeri assoluti sono di sicuro molto buoni. Ma il problema è che invece di crescere, gli utenti attivi sono piatti o diminuiscono (TechCrunch). E gli analisti cominciano a lanciare segnali di scetticismo (BusinessWeek).

Il fenomeno dei giochi sociali su Facebook è stato gigantesco. E lo è tutt’ora. I soldi effettivamente girano. E il modello di business sta in piedi. Quello che manca attualmente sembra l’entusiasmo dei primi tempi, la libertà creativa delle piccole aziende che esplorano un mondo nuovo, la certezza di un ritmo di crescita sostenuto per l’avvenire. Siamo apparentemente arrivati al tipico rallentamento delle curve logistiche. Ma che male c’è? Per la finanza speculativa è un problema vero. Per il resto del mondo non sembra un grande problema. Vedremo se Zynga saprà adattarsi all’epoca storica in cui si presenta sul mercato finanziario.

Ma un fatto è certo. La gamification della vita sociale è un fenomeno che vive di mode, di eventi, di aggregazioni di attenzione non necessariamente continuative. Per coinvolgere, le storie devono sorprendere, gli incentivi a vincere devono affascinare e i software devono funzionare. Quando un fenomeno passa dalla fase esplorativa a quella della stabilizzazione la qualità deve crescere più della quantità.

Resta però l’impressione che nella cultura del gioco ci sia di più che un insieme di passatempi. C’è uno dei misteri della motivazione delle persone a impegnarsi e fare qualcosa con energia. Il dibattito intorno alla questione può avere dei periodi di maggiore e minore interesse, ma la tendenza segnala qualcosa di più profondo e importante.

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