La cultura è sviluppo

Grande intervento di Pier Luigi Sacco al convegno delle Fondazioni Svizzere, a Lugano. La cultura è investimento. L’investimento che genera l’indotto più ricco, di senso e di crescita economica. I risultati delle sue ricerche dimostrano che l’accesso alla cultura produce enormi risultati economici, riduce i costi sanitari e ambientali, alimenta l’innovazione. I numeri di Sacco lo dimostrano. La cultura è valore. Il valore è sviluppo.

Rapporto 2011 sulle fondazioni in Svizzera.

È intanto arrivato il comunicato relativo all’evento:

LAC Lugano Arte e Cultura – SwissFoundations

COMUNICATO STAMPA

“Fondazioni culturali: modelli ed esperienze di collaborazione fra pubblico e privato”

22 Settembre 2011

Giovedì 22 settembre, presso l’hotel Villa Principe Leopoldo a Lugano, alla presenza di un pubblico
selezionato di esperti e addetti ai lavori, si è svolto il simposio
“Fondazioni culturali: modelli ed esperienze
di collaborazione fra pubblico e privato”.

L’incontro ha rappresentato la prosecuzione ideale di un percorso iniziato il 30 giugno dello scorso anno,
con la presentazione all’USI – Università della Svizzera Italiana del primo studio sulle fondazioni di pubblica
utilità in Ticino ed è stato un momento di confronto sul tema della collaborazione fra istituzioni culturali e
mondo filantropico. E’ la prima volta che ad un evento come questo sono presenti allo stesso tavolo a
Lugano fondazioni svizzere e italiane.

Con l’occasione SwissFoundations – Associazione delle fondazioni donatrici svizzere, ha presentato in
lingua italiana il Rapporto sulle Fondazioni Svizzere 2011, che per la prima volta contiene anche un
excursus dedicato alla realtà delle fondazioni di pubblica utilità in Ticino.
I lavori sono stati aperti dal Presidente dell’Usi, Piero Martinoli, che ha sottolineato l’importanza di una
collaborazione attiva tra il mondo delle istituzioni, dell’università e delle fondazioni nel promuovere la
crescita dell’economia e della società ticinese.

Pier Luigi Sacco nel suo intervento ha invece sottolineato come “l’economia culturale e creativa sia, alla
luce delle più importanti esperienze di sviluppo locale degli ultimi anni, uno dei settori più promettenti di
crescita economica e sociale del futuro prossimo. La cultura non si esaurisce più nella sua funzione
tradizionale di passatempo, ma diventa un fattore fondamentale per il conseguimento di traguardi di
cruciale importanza per il futuro di qualsiasi territorio: l’innovazione, la qualità della vita, la coesione sociale,
la sostenibilità. Allo stesso tempo, la produzione culturale e creativa rappresenta oggi un vero e proprio
macro-settore industriale, tra i più grandi in assoluto dell’economia europea e soprattutto in rapida
crescita anche in momenti congiunturali difficili come quello attuale. All’interno di questo scenario di
opportunità, le fondazioni possono avere un ruolo importantissimo, operando come vere e proprie agenzie
del cambiamento, selezionando i progetti ed i talenti creativi e imprenditoriali migliori e facilitandone
l’affermazione in un’ottica di produzione di qualità economica e sociale, con una grande attenzione alla
valutazione di efficacia e di impatto delle proprie iniziative, e con una forte sensibilità verso l’accountability
nei confronti della società civile. In questo modo, le fondazioni possono supplire in modo decisivo ai limiti
dell’intervento statale, inaspriti da una fase di risorse finanziarie scarse, conquistando una leadership
importante ed una capacità di visione nel dare corpo all’economia e alla società del XXI secolo”.

Pier Mario Vello, Segretario Generale della Fondazione Cariplo ha affermato che “negli ultimi vent’anni la
società civile ed il mondo finanziario ed economico hanno attraversato grandi cambiamenti: crisi valoriali e
sociali, crisi finanziarie, aumento dei disagi, incremento dei flussi migratori tra diverse parti del mondo ecc.
Molti cambiamenti costituiscono una sfida, moltissimi sono delle vere e proprie opportunità. La cultura
rappresenta il filo conduttore per comprendere questi cambiamenti. Si tratta, però, di una cultura non
autoreferenziale e asfittica riservata ai salotti esclusivi o alle cerchie di esperti, né una cultura che per

aprirsi al vasto pubblico si trasforma in un evento da applauso. Parliamo piuttosto di una concezione di
cultura che sia leva del cambiamento sociale e dell’innovazione creativa con cui costruire mondi nuovi.
Le fondazioni hanno un grande ruolo nel produrre e promuovere cultura. Interroghiamoci su cosa fanno e
come lo fanno, dato che fare il bene non è più sufficiente. Bisogna anche farlo bene. Esse si trovano in un
momento privilegiato: la loro evoluzione le può portare ad essere agenti di cambiamento culturale, con
impatti trasversali sull’intera società e sulle sue potenzialità imprenditoriali”.

In questi anni di crisi a livello nazionale e internazionale, è visibile l’impegno del mondo filantropico a
mantenere lo stesso livello di erogazioni del passato. “Stiamo assistendo a dei grandi sforzi di apertura nei
confronti dei richiedenti. Le fondazioni si aprono a collaborazioni fra di loro a livello nazionale ed
internazionale e stimolano iniziative che tendono a consorziare i richiedenti, ottimizzando in questo modo
anche l’impatto sociale delle iniziative” ha affermato Elisa Bortoluzzi Dubach. “Il ruolo delle fondazioni per
il finanziamento privato della cultura è rilevante. Alcuni fatti a suffragare questa affermazione: a fine del
2010 vi erano in Svizzera 12 531(716 in Ticino, di cui 74 sotto vigilanza federale) fondazioni di pubblica
utilità. Il loro numero nello stesso anno è cresciuto di 500 unità, raggiungendo i record stabiliti negli anni
2007 e 2008. In testa la Svizzera Romanda in cui negli ultimi dieci anni sono nate il 68,7 % delle
fondazioni, seguito dal Ticino con il 46,7% e dalla Svizzera tedesca con il 43.8% (Fonte: Stiftungsreport
2011). Il gettito di erogazioni corrisponde a circa 1.5 miliardi di franchi per anno. Se a questi dati
aggiungiamo che secondo stime recenti in Svizzera vi saranno oltre 900 miliardi di franchi di patrimoni
lasciati in eredità (CEPS- Centre for philanthropy services, Università di Basilea), di cui una parte sarà
sicuramente utilizzata a scopo filantropico, possiamo immaginare quanto possa essere importante questo
mercato.”

Beate Eckhardt, Segretario Generale di SwissFoundations ha ricordato che le fondazioni sono attori
significativi in molti ambiti della società e con le loro iniziative promuovono l’innovazione. In un momento di
crisi economica, lo sviluppo di partenariati e collaborazioni diventa un canale importante attraverso cui
concretizzare ancora meglio il loro potenziale. SwissFoundations gioca in questo senso un ruolo
fondamentale in quanto network per la condivisione di buone prassi e per lo scambio di esperienze e
informazioni.

L’Associazione delle fondazioni donatrici si propone di instaurare una collaborazione attiva, socialmente
utile ed equa con le fondazioni, e promuove i valori della trasparenza e della professionalità nel panorama
delle fondazioni svizzere.
Attualmente sono affiliate a SwissFoundations 80 fondazioni donatrici di pubblica utilità, che nel corso
dell’anno passato hanno erogato più di 210 milioni CHF e rappresentano il 20% del volume erogato da
tutte le fondazioni svizzere.

SwissFoundations, che opera a livello nazionale, si presenta per la prima volta in Ticino nell’ambito del
Simposio „Fondazioni culturali: modelli ed esperienze di collaborazione fra pubblico e privato”. La giornata
ha offerto un momento stimolante di confronto con la realtà filantropica ticinese, che speriamo di
intensificare ulteriormente in futuro.

Lidia Carrion, General Manager del LAC ha ricordato “il ruolo del LAC come motore di innovazione e di
crescita per la Città di Lugano. Oggi uno spazio culturale non può essere soltanto un luogo rivolto a pochi
appassionati, ma deve diventare un centro pulsante della vita non soltanto culturale, ma anche sociale
della città. Il LAC, grazie al suo edificio di grande qualità architettonica e dotato dei più moderni standard
tecnologici, si propone di diventare un nuovo polo di centralità per Lugano, localizzato strategicamente e
dotato di uno spazio aperto che si offre alla città come una nuova ‘piazza’ centrale da abitare e da vivere.
Uno spazio accogliente e aperto a tutti, ricco di servizi a disposizione del visitatore, dal ristorante alla
caffetteria al bookshop, in cui sentirsi a proprio agio e confrontarsi con le nuove idee e con le migliori
espressioni della creatività internazionale, per capire meglio il mondo in cui tutti noi operiamo e per
stimolare l’intera scena culturale ticinese verso nuovi traguardi e verso un confronto sempre più attivo con
quella internazionale. Il LAC è anche una struttura molto attenta ai temi dell’efficienza gestionale e della
raccolta fondi, in costante ascolto di tutti i suoi potenziali partner e sponsor e sempre interessata ad aprire
con essi un dialogo attivo per progettare insieme”.

L’intervento di Mimi Lepori Bonetti, Direttrice generale della Fondazione San Gottardo, ha messo
l’accento sull’importanza di costituire un tavolo delle Fondazioni donatrici ticinesi che abbia la capacità di
porsi come soggetto attivo nei confronti dello Stato e dell’economia. “E’ solo garantendo un partenariato
nuovo tra società civile e Stato che è possibile far fronte, in modo innovativo, alle sfide che ci attendono”
ha sottolineato Mimi Lepori. “Le fondazioni donatrici, se riunite tra di loro, sono in grado di interagire, di
ottimizzare gli interventi sul territorio, di porsi in modo costruttivo di fronte alle associazioni di categoria
svizzere e della Regione Insubrica che già lavorano con questo spirito”. Con queste parole Mimi Lepori ha
auspicato che da questa giornata ricca di spunti interessanti, la prima a livello ticinese, possa veramente
nascere un lavoro di coordinamento tra le fondazioni. “Sarebbe un vero salto di qualità per il mondo delle
fondazioni e un segnale forte per affermare il ruolo insostituibile della società civile” ha concluso Mimi
Lepori.

L’ On. Giorgio Arch. Giudici, Sindaco della Città di Lugano ha posto l’attenzione sul percorso di
rinnovamento della città, imperniato sul modello dei cinque poli che si sta avviando verso il suo
compimento con la fondamentale tappa dell’apertura del LAC nel 2013.

L’ On. Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino e Direttore del Dipartimento delle Istituzioni
ha sottolineato come il LAC si ponga tra gli obiettivi quello di essere un punto di riferimento per il turismo
culturale non solo del Canton Ticino. A contribuire alla buona riuscita possono essere soprattutto le
Fondazioni culturali che in Ticino sono un centinaio di cui 55 impegnate nella cultura di simposio.
Auspicabile sarà la nascita di progetti che permettano a queste numerose Fondazioni di proporre di tanto
in tanto dei programmi culturali a beneficio del futuro centro culturale. Vi è infatti frammentarietà tra
queste entità. Questo, a volte, porta all’organizzazione di eventi, manifestazioni o mostre che suscitano
meno interesse di quanto prefissato, mentre meriterebbero molta più notorietà “Offerte che mi auguro -
ha detto il Consigliere di Stato Gobbi – possano essere diffuse anche alle zone periferiche del Canton
Ticino”. Il LAC potrà fungere da traino per l’ideazione di interessanti proposte grazie anche all’apporto
delle Fondazioni esistenti e di quelle che vedranno la luce.

Da ultimo l’attenzione dei relatori si è soffermata sulle specifiche esigenze dei richiedenti alla luce
dell’attuale contesto sociale. Argomenti approfonditi fra gli altri la fiscalità, le normative legali, e la
pianificazione, progettazione e rendicontazione delle collaborazioni fra mondo No-Profit e Fondazioni.

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