Antonio Damasio, direttore del Brain and Creativity Institute alla University of Southern California, ha pubblicato uno studio che si è fatto notare.
Il suo gruppo di neuroscienziati sostiene – in un paper firmato da Mary Helen Immordino-Yang e altri – che Twitter può generare una forma patologica di amoralità. Perché gli esseri umani hanno bisogno di tempo per prendere decisioni moralmente consapevoli e la velocità delle relazioni che si intrattengono su Twitter non riserva alle persone quel tempo.
Gli esperimenti del gruppo hanno dimostrato che le persone rispondono correttamente a stimoli che richiedono un po’ di senso morale in 6-8 secondi. Ma su Twitter, sul nuovo FriendFeed, persino in tv, quel tempo è troppo. (via Sarah Perez).
Può sembrare antiscientifico, ma leggendo questo resoconto non si può fare a meno di ridere. In effetti, viene in mente che l’umanità non ha atteso l’avvento di Twitter per dimostrarsi capace di gesti immorali.
ps: Un aggiornamento doveroso dopo il post da leggere assolutamente di Federico Bo. Damasio non è stato certamente tanto naif quanto appariva dal pezzo di Sarah Perez.
