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Month April 2009

Soap policy

Anche al New York Times si sono accorti che la vicenda Lario-Berlusconi-Elezioni è una soap opera. Il pezzo è una lettura godibilissima che dimostra ancora una volta la grande sintesi secondo la quale “in Italia la situazione è tragica ma non è seria”.

Link per lavoro

Twitter matrix
Futuro del social web
Exectweets e Twitturly
Google trends su newspapers
Nielsen su Twitter e gli infedeli utenti
Bill Grueskin, su Journalism online e Publish2
Apture, multimedia widgets.
Riotta’s speech.

Onore al sorriso

Bello, sorridente questo video… Una versione di Stand By Me suonata e cantata da persone che sono lontane.


Playing For Change | Song Around The World “Stand By Me” from Concord Music Group on Vimeo.

Nomi e luoghi su GIzmodo.

Stendere un velo sulla velina

Forse il consiglio giusto per chi deve gestire da sinistra la vicenda della politica velinista è quello della Pulce di Voltaire: niente veleno sulle veline ma stendere un velo sulla vicenda.

Twitter perde pezzi

Il 60 per cento dei nuovi iscritti a Twitter non continua a twittare dopo un mese… Mashable.

Non è palloso ciò che è serio…

Dal 2004 a oggi, i giornali hanno più che raddoppiato il numero di
articoli nei quali parlano di giornali.

Ma le persone che usano il web
hanno più che dimezzato il numero di ricerche online contenenti la
parola “newspapers”.

Lo si può verificare, con tutte le cautele
metodologiche del caso, consultando Google Trends.

Il che suggerisce
che il problema dei giornali nell’epoca di internet cambia a seconda
dei punti di vista. Per il pubblico, le difficoltà dei giornali non si
traducono – apparentemente – in un problema (per esempio in una scarsità di informazione). Anzi. La
sostenibilità del business dei giornali preoccupa invece chi vi si dedica
professionalmente ma non chi ne fruisce in cambio di un po’ di
attenzione per le inserzioni pubblicitarie.

Il problema è che le questioni sono in parte sovrastimate e in parte sottostimate.

Sovrastimati:
1. problemi del business degli editori
2. problemi dell’attenzione del pubblico
3. problemi della pubblicità online e offline

Sottostimati:
1. problemi del filtro critico dell’opinione pubblica
2. problemi del filtro critico dei giornalisti
3. problemi di organizzazione strutturale della produzione dei contenuti

L’informazione c’è e ci sarà. Cambierà piattaforma e troverà il modo di sostenersi. Alcuni editori andranno in crisi, alcune carriere andranno a rotoli… Altri editori e altri giornalisti emergeranno. Il pubblico darà attenzione a quello che la merita. E la pubblicità troverà il modo di influenzare i consumi.

Il filtro è la questione culturale centrale. E l’organizzazione è la sua incarnazione strutturale. L’obiettivo di una riforma del mestiere di chi fa informazione è necessariamente concentrati intorno a queste questioni:
1. come attuare consapevolmente il programma di riformare i filtri culturali con i quali interpretiamo la realtà;
2. come organizzare le relazioni tra giornalisti, pubblico attivo, pubblico di esperti, in modo che emergano le informazioni e circolino nel modo più libero e intelligente…

Telecom.eu

Riporta wsj che l’accordo raggiunto a Bruxelles sul pacchetto telecom è un compromesso tra le richieste dei detentori di copyright e i sostenitori della libertà di espressione. Non si parlerà di internet come diritto fondamentale dell’uomo. Ma non si darà alle telco e ai governi il compito di perseguire i “pirati”: ci vorrà sempre la polizia e la magistratura. (O almeno questo è quanto si comprende dai primi resoconti).

Ma le decisioni vanno molto oltre questo aspetto. Storia da seguire.

Giornali in crisi

Sul Wall Street Journal, edizione cartacea, i dati sulla perdita di vendite dei giornali americani. Nell’ultimo trimestre del 2008, meno 20 per cento. I piccoli giornali locali, quelli con meno di 10mila copie, hanno tenuto un po’ meglio con una perdita del 6 per cento.

Veronica Lario, Sofia Ventura…

Veronica Lario. Sofia Ventura. Citano, Thatcher e Merkel. Nilde Jotti e la Prestigiacomo. Il mondo è cambiato. Deve cambiare. Il potere non apprezza.

Dai tempi di Ilona Staller molto è cambiato, si diceva (grazie ai commenti). Vedremo alla fine quali sono le famose liste del Pdl per le europee. Ma l’impressione è che le proteste non potessero che venire dall’ambiente che esse stesse criticano.

La sinistra sembra lontana. Parla di fatti locali mentre tutto il mondo tiene conto, in modo più o meno rispettoso, del corpo delle donne in politica. Le immagini delle due prime donne di Spagna e Francia non erano certo esteticamente sgradevoli, anzi. Evidentemente questa questione non è soltanto italiana. Ed è profonda. Come giustamente sottolinea Ventura.

Ma è solo in Italia che il problema diventa così labirintico. Perché questo dibattito politico sembra una discussione su valori sociali e culturali miscelata nella sceneggiatura di una telenovela.

Il casting, organizzato con i corsi per europarlamentare, è stato fatto con la sapienza dell’impresario di maggior successo della storia d’Italia. E le indiscrezioni sono state pensate con la massima capacità di manovra sui giornali. Non è detto che le liste siano effettivamente quelle che sono trapelate. Ma se n’è parlato. Si è guidata la campagna elettorale in modo che si parlasse di quello che era scritto nella sceneggiatura. Tutto divertente, interessante, relativamente basso come tutto ciò che conquista molta audience in tv.

Per adesso, da questa situazione non si riesce a uscire. Ci vuole un racconto diverso, una sceneggiatura vera e propria per un film che non sia una telenovela ma un capolavoro d’arte e immaginazione. Bisogna dare una svolta al contesto culturale nel quale siamo invischiati. E per farlo non bastano piccole intuizioni, ma un pensiero davvero grandioso. Sul futuro che vogliamo costruire. Non per il godimento di breve durata, per la ricerca della felicità.

Dubbio suino

Finito un numero si comincia a pensare al prossimo. Ma dovunque si guardi si legge swine flu.

Un settimanale vive nel dubbio quando si tratta di un’emergenza di grande impatto mediatico come la febbre suina. E Nòva non è da meno. Si vorrebbero trovare le esperienze più istruttive in materia, senza inseguire l’allarme. E senza dimenticare che le massime sofferenze, in questi casi, sono nei paesi la cui povertà abbassa le difese immunitarie sociali.

Ciclo anche per Google

Il primo calo trimestrale nel fatturato di Google. BusinessWeek.

Donne di Farefuturo

Service unavailable. Ffwebmagazine, in questo momento (ore 12.25 di martedì 28 aprile) non è accessibile. Il periodico della Fondazione FareFuturo dal quale erano partite alcune critiche sul “velinismo” in politica (sulle quali il presidente Gianfranco Fini aveva detto “valutazioni comprensibili ma eccessive”) è forse inaspettatamente troppo richiesto dai navigatori e per questo non riesce a soddisfare tutti i browser che passano di lì.

La polemica sull’uso strumentale del corpo femminile per aumentare l’appeal di certe liste elettorali è nota. Ed è interessante che a lanciarla sia stata una donna di destra critica delle scelte della destra.

Viene da chiedersi in che cosa si differenzi la pratica attuale da quella tenuta in passato per esempio dal Partito Radicale che aveva candidato Ilona Staller, in arte Cicciolina.

E una considerazione viene in mente: Ilona era un gesto scandaloso di sfida alle consuetudini di un sistema fondamentalmente democristiano e comunista, ma in un contesto non irrispettoso del parlamento; le candidature attuali avvengono in un contesto meno attento alle prerogative dei parlamentari, se è vero che per esempio si discute dell’idea di far votare le proposte di legge soltanto ai capigruppo.

(Nel frattempo il sito di ff è ripartito. Questo è l’articolo di Sofia Ventura. E questa la risposta di Fini).

Ci mancava anche questa

La polizia inglese voleva che lo stato investisse 2 miliardi di sterline per costruire un megadatabase sul quale sarebbero state registrate tutte le mail, i messaggi, gli sms, i post, le comunicazioni su social network di tutti gli abitanti del regno… Per fortuna, la richiesta è stata respinta. Ma i dati dovranno comunque essere conservati dai provider che li hanno e messi a disposizione della polizia alla bisogna. Guardian.

FastTech / Stanza, Vine, Firefox

Amazon compra Stanza. Probabilmente la versione iPhone di Kindle non andava abbastanza bene. E Stanza era già il programma per leggere libri più diffuso sull’iPhone. Ma sta di fatto che Amazon ha tagliato i tempi e ha comprato Stanza. Non si sa per quanto.

Microsoft lancia Vine. A Seattle, la Microsoft lancia Vine, un nuovo servizio di comunicazione e informazione sociale iperlocale personalizzato. L’interfaccia è fondamentalmente una mappa, i messaggi appaiono nel punto dal quale sono inviati, possono essere letti con un widget sul pc o con un cellulare. Può essere usato da famiglie, associazioni, notiziari locali…

Firefox beta 3.5. Una prova della beta di Firefox 3.5 rilasciata lunedì su Silicon.com. Java più veloce, acceleratore degli scambi di dati tra server e browser, suppporto per tag per audio e video, browsing privato per non lasciare tracce sul proprio computer mentre si naviga, e altro. Qualche problema con Gmail.

Disinformazione suina su Twitter

Foreign Policy lamenta la disinformazione che si è diffusa su Twitter in merito alla febbre suina.

E’ un buon caso che consente di ripetere una banalità che però si dimentica facilmente: Twitter non è un giornale… E’ una piattaforma nella quale le persone scrivono quello che vogliono. Di solito le loro emozioni. O le loro opinioni. Qualche volta le loro informazioni.
Per i giornali, Twitter è una piattaforma da imparare non un concorrente da temere.