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Guest post. È nel nostro interesse. Da Fabrizio Sammarco, ItaliaCamp

Ricevo e volentieri ospito questo intervento di Fabrizio Sammarco, amministratore delegato di ItaliaCamp

Fabrizio Sammarco

E’ nel nostro interesse

Se è vero che fare del bene sia divenuta la migliore formula per sentirsi bene, il paradosso dell’egoismo come espressione di generosità, coglie di sorpresa tutti coloro che – oggi – tentano di definire il perimetro tra un generico interesse collettivo e uno specifico interesse personale. E così, l’idea che si può migliorare solo se tutti miglioriamo, diventa un ingarbugliato rebus tra individualismo e altruismo.

Una società tentata dalla vox populi di “non aiutare nessuno perché tanto non te lo perdoneranno” riflette gli irreversibili accadimenti della Grecia tanto quanto le recenti pagine di cronaca contemporanea relativi al sistema di governo del Paese sia nazionale che territoriale.

Al centro della riflessione, il confronto tra ideali e interessi.

Si parte dall’utopia, di Tommaso Moro, per un modello di società animato da ideali tanto difficili da raggiungere per quanto auspicabilmente perseguibili: “Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo. E quando vi getta l’ancora, la vedetta scorge un Paese migliore e l’Umanità di nuovo da leva” (O. Wilde, L’anima dell’uomo sotto il socialismo).

Passando per la distopia, di John Stuart Mill, per rappresentare una società del futuro in cui le tendenze del presente sono estremizzate diventando, così, negative: “senza di te non avremmo mai trovato il coraggio, ma tutti, appena trovata la nostra strada, ti abbandonammo, perché tu sei un bel ideale e nessun ideale può mantenersi puro, saresti svanito come una bella bolla di sapone, ai primi compromessi. Eppure noi ti abbiamo amato veramente. Ma non tanto da farti vivere sempre con noi. Perché nessuno può amarti come vorrebbe. Ma tu ritornerai sempre. Nella mia vita, o in quella di qualcun altro” (S.Benni, Baol).

Per giungere alla realtà di un confronto, che ognuno vive nel suo quotidiano, professionale e sociale, tra la forza di un ideale, tanto esigente per quanto necessario a riempirci d’entusiasmo, e l’opportunismo – dell’istante dopo – animato da un interesse personale che non tramonta mai.

Anche se i dati lasciano spazio a poca immaginazione e l’elencazione di ciò che non va prenderebbe facilmente il sopravvento nello spirito costruttivo dei tempi, vince chi, per primo, riuscirà a superare la dicotomia tra “takers” e “givers”. Da un lato sarà dunque necessario interpretare l’atteggiamento di chi è sostanzialmente preoccupato per sé stesso, convinto che difficilmente qualcun altro penserà al suo d’interesse, dichiarandosi così più interessato a ricevere che a dare, nel suo paradigma “win-lose”. Dall’altro sarà utile consolidare l’attività di chi si preoccupa di contribuire al benessere collettivo e al governo del bene comune (più che ai propri di interessi!) facendo qualcosa per gli altri, più che chiedersi cosa ottenere da essi (gli altri, appunto!).

Venerdì 10 e sabato 11 luglio, in EXPO a Milano, si terrà la quinta Assemblea ItaliaCamp in cui, con più di 300 rappresentanti del mondo dell’impresa, istituzioni, finanza e del terzo settore, si muoverà il primo e deciso passo verso la comprensione della nascente “economia delle connessioni”, dalla sua identità territoriale alle rispettive potenzialità internazionali.

É, infatti, nel nostro interesse investire nella nascita di un inedito “Vivaio di Idee” che possa sostenere la crescita delle nuove Città delle Soluzioni, traducendo ogni investimento in impatto.

Obiettivo comune: generare nuovo valore per il Paese.

Chi verrà, vedrà.

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Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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