Lettera a Beppe Grillo e all’M5S

Con moltissima umiltà e qualche speranza per un momento politico che potrebbe trasformarsi in una svolta significativa, vorrei che le persone di buona volontà che vanno nel nuovo parlamento si unissero per realizzare subito una innovazione forte in Italia. Perché questo avvenga, secondo me, invece di aspettare, M5S potrebbe fare una cosa che spiazzerebbe alcuni e aiuterebbe tutti gli altri. In tantissimi stanno scrivendo a Beppe Grillo. Aggiungo la mia lettera. Per contribuire al dibattito.

Caro Beppe Grillo e cari esponenti del M5S

capisco che le colpe di quelli che a molti appaiono come zombie e mummie debbano ricadere su chi li ha votati, ma non capisco perché debbano ricadere su tutti gli italiani.

Per dare una mossa alla situazione penso che lei potrebbe fare una proposta spiazzante, tipo: “questo è il governo al quale se fossi in parlamento darei la fiducia e questo è il suo programma”.

Se fa una proposta del genere gli italiani vedono qualcosa che non si è ancora visto e possono, se vogliono, cambiare. Magari tirando fuori il meglio di sé: chi sta male può avere un senso di prospettiva e dare una mano costruttiva; chi sta bene può allargarsi la testa e avere un moto di generosità.

Tenere tutti nell’attesa di quelli che molti si aspettano siano gli errori dei vecchi capi partito non ottiene niente di tutto questo.

Perché non provare? Comunque vada sarebbe un esercizio di chiarezza che farebbe bene a tutti e anche al M5S.

Grazie per l’eventuale attenzione.

Luca De Biase

ps. è una lettera troppo stringata, lo capisco. se vuole qui sotto c’è una versione più articolata:

Caro Beppe Grillo e cari esponenti del M5S

la popolazione italiana è arrabbiata, impaurita, fortemente bisognosa di una grossa innovazione. E sicuramente è divisa. Certo, l’innovazione non è facile da capire per chi non la fa. Forse, a conti fatti, si può dire che non la capisce un insieme di minoranze che sommate fanno purtroppo una maggioranza della popolazione italiana (ma è un po’ come sommare le pere e le mele, o gli zombie e le mummie). L’unica strada e fargli vedere una strada. Come?

Dubito francamente che le capiti di leggere queste righe, quindi non mi preoccupo di farle perdere tempo. E se per caso le leggesse, abbia pazienza.

I nostri nomi si sono incrociati tempo fa quando inopinatamente abbiamo vinto insieme un premio per la cultura della rete e quando ha accettato di partecipare alla scrittura di un inserto sull’innovazione che allora curavo. Sono venuto ad ascoltare alcuni suoi spettacoli e ho, ovviamente, visto spesso il suo blog. L’approccio che è riuscito a coltivare con il suo pubblico è stato magistrale e se non bastasse il giudizio di uno come me vale certamente quello del Nobel Dario Fo. L’artista riconosce l’artista. E noi abbiamo solo da imparare.

Per questi motivi sono convinto che se per caso si imbatterà in queste parole avrà l’apertura intellettuale di trovarci qualcosa di buono.

Il punto è che, per quello che ho visto, l’innovazione non si impone, piuttosto viene adottata. Qualcuno la propone. Ma per avere effetto deve essere fatta propria dagli utenti. Deve diventare parte della loro vita. In modo che con quell’innovazione a loro volta innovino.

All’inizio, l’adottano in pochi. Poi se ha successo in molti. Poi diventa mainstream e comincia a diventare qualcos’altro: perché oltre a innovare deve difendersi dall’innovazione altrui. M5S è arrivato alla seconda fase.

Non occorre affrettare i tempi per arrivare alla terza.

Che cosa farà l’M5S in questa fase?

1. Penserà pragmaticamente a ottenere alcuni risultati tra quelli che sono nel suo programma?
2. O punterà a ottenere cambiamenti radicali subito?
3. Oppure semplicemente punterà a rendere ancora più evidente la necessità di innovare votando M5S alle prossime elezioni?

Secondo me dovrebbe valere la seconda. Perché non c’è tempo da perdere. Ma è possibile?

Sì.

Considerando i vecchi partiti come entità solide, la strategia di costringerli a unirsi per far commettere altri errori può servire all’M5S per vincere le prossime elezioni, ma al prezzo di sprecare l’occasione di costringerli a fare qualcosa di sensato subito. L’opzione 3 contrasta con la 1 e a maggior ragione con la 2.

Per ottenere la 1 (qualche risultato buono subito) occorrerebbe far nascere un governo debole che si adatti a chiedere costantemente l’appoggio dell’M5S. Ma quel governo avrebbe bisogno di una fiducia per poter nascere e con i numeri attuali non può ottenerla senza il Pd alla Camera e senza Pdl o M5S al Senato. Inoltre non si possono sciogliere immediatamente le camere e andare a nuove elezioni, per fortuna! Se il nuovo governo avesse l’appoggio del Pdl, dovrebbe fare poi una politica molto diversa da quella auspicata dal M5S e dunque l’ipotesi 1 salterebbe, restando valida solo la 3. Con un vantaggio per il Movimento (sarebbe più votato la prossima volta) ma uno svantaggio per gli italiani che non vedrebbero attuate le misure che il Movimento considera importanti per gli italiani. Se se ne accorgessero, gli italiani che hanno votato M5S penserebbero che il Movimento privilegia il suo vantaggio futuro al loro immediato. Anche l’ipotesi 3 potrebbe essere messa a rischio.

La sola strada per mostrare che M5S vuole il bene degli italiani sarebbe impedire un accordo tra Pd e Pdl. Dunque votare la fiducia a un governo. Avendo escluso che questo governo possa essere guidato da Bersani, esistono altre possibilità?

Sì.

Certo, per adottare qualcosa di nuovo spesso si deve abbandonare qualcosa di vecchio. Ma un’innovazione per crescere si deve trasformare.

Che cosa succederebbe se M5S proponesse una squadra di governo intelligente e chiedesse al Pd di accettarla, tenendo conto del programma dell’M5S e delle sue forti somiglianze con parte di quello del Pd? Beh, ovviamente il Pd potrebbe rifiutare ed essere spinto ad allearsi col Pdl; ci si troverebbe nel caso precedente, ma almeno gli elettori del M5S vedrebbero che il Movimento ha tentato di ottenere risultati importanti. Ma forse più probabilmente il Pd su troverebbe a fronteggiare fortissime tensioni interne e alla fine si spaccherebbe. Una parte sarebbe favorevole al governo proposto da M5S e una parte tenterebbe di fare l’accordo col Pdl (sappiamo già sotto la guida di chi).

Sarebbe la resa dei conti. Sulla carta è probabile che i sostenitori dell’accordo col Pdl sarebbero meno di quelli d’accordo col M5S. Ovviamente è un azzardo: se fossero di più quelli che vanno col Pdl si tornerebbe al caso 3 con ancora più forza per M5S. Se però fossero di più quelli che sono d’accordo a fare il governo proposto dall’M5S si aprirebbe la strada per la sospirata e urgente riforma radicale, il punto 2.

Ovviamente le probabilità di una simile uscita aumenterebbero se la proposta di governo del M5S garantisse alcuni risultati importanti per gli esponenti del Pd che la dovrebbero accettare. E magari anche per i sinceri innovatori che ci sono anche tra i montiani. Niente che l’M5S non possa accettare e molto che possa volere (del resto sarebbe la proposta dell’M5S!):
1. conti a posto senza se e senza ma
2. reddito di cittadinanza
3. agenda digitale senza se e senza ma
4. troncatura del conflitto di interessi
5. politica dell’energia come da programma M5S
6. ristrutturazione in senso progressivo dell’Imu
7. maggiore intensità nella politica a favore delle startup, della ricerca, della facilità d’uso della pubblica amministrazione
8. accelerazione della riforma della scuola per dare spazio agli innovatori
9. consultazioni pubbliche sulle scelte di allocazione delle risorse all’interno delle compatibilità possibili
10. altre dieci cose che sapete meglio voi di me… tra cui quelle sui costi della politica.

Una soluzione intelligente per la squadra di governo dovrebbe tenere conto del conservatorismo degli stranieri, ma li potrebbe convincere anche con gli impegni citati sopra. E soprattutto con il metodo: discutiamo su qualche dettaglio, decidiamo il progamma e la squadra di governo, votiamo la fiducia, ci si attiene a quanto deciso, se si incappa in un intoppo si va a nuove elezioni e M5S aumenta ancora.

Pensa che non accerebbero? Ma perché non provare visto che comunque vada sarebbe un successo?

Ps. Nell’innovazione con un forte contenuto culturale la consapevolezza di chi l’adotta la rende più efficace. Se la popolazione italiana vedesse un comportamento del genere da parte del M5S, diventerebbe più razionale e consapevole. Saprebbe meglio chi è l’M5S. E il suo voto sarebbe meno di protesta o di moda e più di proposta e prospettiva. Gli italiani avrebbero l’occasione di dare il meglio di se. Gli zombie e le mummie sarebbero fatalmente messe da parte.

Comments

20 Comments so far. Leave a comment below.
  1. Fabrizio,

    Questo è il programma di buon senso che non può non trovare il consenso di tutti coloro che sono fuori dal Parlamento e quindi, a maggior ragione, di coloro che sono stati eletti. Sottoscrivo, quoto, rilancio etc…

  2. Marco Locatelli,

    Concordo Luca con la tua proposta pragmatica e di buon senso.
    Contando che c’è il semestre bianco (e non si torna comunque ad elezioni subito) conviene comunque provarci, per non sprecare il tempo e comunque stanare il bianconiglio!

  3. La trovo un’ottima proposta, intelligente e che apre a molte e diverse possibilità, non indicando un’unica strada possibile ma più ‘biforcazioni’ lungo il suo percorso.
    La domanda che mi pongo – immaginando ovviamente che Beppe Grillo o chi per lui possa leggere questa lettera – è di comprendere l’intenzione profonda di ciò che si sta facendo con il M5S: è solo attraverso il rendere esplicita l’intenzione che si può dialogare sulla strategia da scegliere.
    Se l’intenzione rimane di parte, fa poca differenza (salvo preferenze personali) che sia di protesta contro gli interessi dei ‘vecchi’ o di tutela degli interessi dei ‘giovani': si continua a rimanere separati ed in conflitto gli uni contro gli altri, come abbiamo ben sperimentato in questi ultimi 20 anni. Se l’intenzione si allarga al benessere di tutti gli abitanti di questo Paese, compresi coloro che non hanno e non avrebbero mai votato per il M5S, la strategia possibile è molto più ampia ed allineata con quanto proposto in questa lettera.

  4. Marco Giovannelli,

    Ecco cosa abbiamo bisogno, dell’emergere di pensatori lucidi come Luca. Grazie. Umiltà, creatività e responsabilità. È difficili vederli insieme, ma ci si deve provare e credere. Il tuo contributo è straordinario.
    Non è il momento dei muscoli, ma della fantasia e dell’intelligenza mescolata a capacità di stupore. Qualità che spesso sono proprie degli artisti più che dei politici, ma dobbiamo provarci senza demonizzare nessuno come temo stia avvenendo.

  5. Lucido, chiaro e innovativo!
    Approvo la riflessione/proposta e per quello che vale la condivo ovunque

  6. Nicola Triggiani,

    Proposta che non può che trovare il favore di tutti gli italiani di buon senso e di buona volontà.
    Per parte mia, concordo pienamente !

  7. Cris,

    Tutte belle parole per carità… Ma ti sfugge che in sostanza è la proposta che Bersani ha fatto a Grillo e a cui Grillo ha risposto con “è uno stalker politico” dando prova di aver più a cuore la propria immagine che il bene del paese.

    Fra l’altro i punti da te suggeriti in realtà richiederebbero una maggioranza piuttosto ampia e coesa visto che non sono esattamente nè di semplice realizzazione nè privi di controversie. Un conto è dire: “tagliamo i parlamentari” un conto è dire “politica energetica come da programma del M5S” (che era una roba estremamente confusa e irrealistica, a mio modo di vedere le cose).

  8. pippo russo,

    Mi sembra una bellissima proposta

  9. Marcello,

    condivido anch’io la riflessione…. tengo solo a sottolineare di non dimenticarsi oltre al conflitto di interessi della “onestà”… dell’onestà politica e dei politici…. se non recuperiamo questo valore ci ritroveremo ancora guidati dai “ladroni” …. che legittimeranno gli italiani a “rubare” ad evadere le tasse…. come è sempre stato fino ad oggi…
    io ci credo in una Italia nuova… onesta, vera, trasparente, solidale….
    buon lavoro…. in bocca al lupo…

  10. Corrado Truffi,

    Bellissima proposta…..che purtroppo sarà rifiutata

  11. Giuseppe,

    La riflessione/proposta è chiara, oggettiva, innovativa, lungimirante.
    A questo punto dobbiamo chiederci: Cosa si intende per ingovernabilità?
    Non cadiamo nel tranello…(nel modo in cui è in questi giorni inteso) si tratta di un termine della politica degli zombie e delle mummie.

    La governabilità va intesa come realizzazione di alcuni punti programmatici chiari, rivoluzionari, di forte impatto culturale e sociale prima che economico. La missione deve essere: liberare le risorse già presenti ma tenute a bada volontariamente per garantire a pochissimi il potere sulla massa. Tale “governabilità”, oltreché realizzabile, potrebbe essere l’unica via

  12. Matteo Scappini,

    In uno dei suoi molti scritti Hubert Jaoui ha espresso il seguente concetto: “Definire ciò che è la qualità non è per niente facile: tuttavia, quando la incontri, la riconosci subito”. Ebbene questo è (a mio avviso) un articolo di qualità.

  13. Queste parole di buon senso sono percepibili solo da chi ragiona con la testa del buon senso.
    Anche senza le sottili argomantazioni di Luca, un osservatore esterno “ragionevole” capirebbe che l’alleanza PD-M5S è l’unica che in questo momento potrebbe dare la la garanzia di ottenre dei risultati (pochi ma sicuri) senza per questo indebolire il movimento che alle prossime elezioni (comunque non lontane) avrebbe dimostrato di essere in grado di mettere in crisi il sistema senza gettarci nel baratro del populismo nichilista.
    Come ci insegna De Biase, per comunicare occorre essere in sintonia con la stessa frequenza d’onda di chi dovrebbe ascoltarci.
    La prima considerazione è che chi anima il movimento non vede il PD come un interlocutore affidabile, la sola idea di venire a patti con il PD per moltissimi grillini equivale ad un tradimento.
    Questo anche a costo di esprimere spesso posizioni contrastanti:
    – non si vota la fiducia al PD
    – appoggeremo le proposte di volta in volta
    dimenticando (o omettendo) che senza la fiducia iniziale il governo non va avanti, quindi senza la fiducia non ci saranno proposte da avanzare.
    Grillo lo sa bene, e infatti ha cominciato da subito una melina a suon di insulti per far vedere a tutti che lui non si piega a nessun compromesso (una versione mediatica del celodurismo). Una strategia che sembra solo funzionale ad alzare la posta prima di acconsentire alla fiducia.
    Non è però così scontato che Grillo e il Movimento siano così interessati a un accordo finale.
    I miei amici Grillini (campione parziale) sono tutti sulla linea dura, indifferenti alla buona prospettiva di vedere attuati alcuni punti del loro programma.
    Il punto è che gli obbietivi di programma sono solo un aspetto (esteriore) delle aspirazione dei sostenitori del M5S.
    Non si ottengono risultati da una trattativa se non capisci quali sono le motivazioni del tuo interlocutore.
    Se quindi analizzi le motivazioni (non l’apparenza ma le motivaizoni profonde) capisci che il PD e il M5S sono inconciliabili.

    Il PD rappresenta un falso progressismo, alimentato e gestito da politici che hanno (anche in buona fede) l’obbiettivo di occupare posti di potere mantendo il più possibile inalterato il sistema sociale; un sistema che il PD conosce benissimo e che costituisce il suo habitat naturale. Non voglio dire che il PD sia il male assoluto (molti grillini lo pensano), però:
    – rappresenta strati sociali e elettori che rispetto a chi ha votato M5S sono protetti dal sistema (dalla tradizionale casta politica ai garantiti con stipendio e pensione)
    – pensa e ragiona politicamente secondo schemi che secondo il M5S sono essi stessi causa del malessere di questa società (logica spartitoria, eccesso di strategicità, elitarismo della gestione pubblica)
    I rappresentanti del PD aspirano a rioccupare quelle stanze dei bottoni, costi quel che costi; più che per reale spirito di responsabilità, per una ncessità vitale. Come in crisi di astinenza devono aspirare i loro 5 minuti di potere; sperando che basti dare al Movimento, quei contentini che chiedono, per garantirsi i propri personali paracadute.
    Anche i sostenitori del PD meno dentro al sistema tendono a credere alla bontà intrinseca dell’istituzione burocratica; sono disposti a soprassedere su molte incoerenze e corruzioni del sistema, pur di mantenere invariato il sistema generale del quale in larga parte evidentemente, in un modo o nell’altro, beneficiano.

    Sul fronte opposto il M5S è un movimento che per la prima volta da voce alla categoria degli esclusi e dei precari. Persone da sempre escluse dalle garanzie sociali (non assunti a T.I., senza pensioni garantite, senza mutua, non dipendenti dello stato, ecc.) che vedono invece essere assegnate a chi fa parte del vecchio sistema (i raccomandati, i figli dei potenti, i tutelati dal lavoro e dai sindacati, oltre ovviamente a politici e dirigenti istituzionali).
    Grillo non a caso esprime sempre posizioni a favore dei precari e delle piccole e medie imprese (che sono anche esse spesso escluse dal giro dei grandi affari e dalle garanzie); contro i poteri forti (banche, politici, grandi aziende).
    Persone che, esasperate da anni di totale disinteresse, hanno come unico obbiettivo (considerato, in buona fede, come l’unica reale soluzione al problema della degeneraizone italiana) quello di destabilizzare tutto. Si tratta di gente che non ha nulla da perdere, perche non ha nulla. Gente per la quale l’ingovernabilità non è un problema. Gente che non ha al contrario nulla da guadagnare dalla governabilità (che porterebbe economia ai soliti potenti). Gente che sa (almeno lo intuisce) di essere di fronte a esperti della gestione delle stanze del potere, per cui ogni cedimento è un rischio potenziale di essere fregati. Cedere solo di un passo alla ragionevolezza equivale a mettere la testa direttamente dentro al cappio.

    Questa differenza è evidente, altrimenti come si spiegherebbe che due forze politiche dai programmi apparentemente molto simili

    Un movimento che aspira alla distruzione di un sistema e uno che aspira alla sua sostanziale conservazione possono trovare un accordo?

    Grillo lo sa e tiene il freno; alza l’asticella finchè può, perche il momento che cede sa che poi richia di incrinare la monoliticità del movimento, dando contemporaneamente in mano al PD il timone del governo che potrà così rifarsi una verginità.
    In Fontamara Silone ci insegna che è “vietato ragionare”. Solo rifiutando la ragionevolezza e la responsabilità il M5S ha la possibilità di aspirare a ottenere quello che vuole senza compromessi.

    Allora come conciliare queste due aspirazioni?

    Solo un gesto di rottura forte del PD (non saprei dire quale), qualcosa che dimostrasse ail grillini di avere colpito al cuore il sistema partitico, potrebbe vincere la diffidenza di fondo che impedisce l’accordo. Un tale gesto però implicitamente equivarrebbe ad un suicidio politico: quindi poco probabile.
    L’alternativa potrebbe essere quella di alzare la posta, proponendo riforme ancora più radicali: qualcosa che sottragga consenso al M5S (soprattutto in caso di rifiuto di un accordo); anche questo appare poco probabile e sopratutto non nel DNA di questo PD.

    Alla fine probabilmente si arriverà a una coabitaizone forzata di breve periodo. Ma in ogni caso non sarà positiva ne per il PD (che pagherà amaramente questo scotto) ma neppure per gli italiani nel loro complesso che saranno sempre più esasperati dallo stallo senza per questo vedere reali vie di uscita dalla crisi.

    • Le argomentazioni pragmatiche di Giulio Pascali mi paiono sensate –
      ho letto pure le lettere di Luca ,dico subito che è una ottima iniziativa –
      ho votato per il PD , ma la mia mente è sgombra da qualsivoglia ideologia –
      in questo frangente occorre porre l’interesse esclusivo al bene dell’Italia
      e delle persone che più soffrono -attenzione però perchè non vi e peggior
      sordo di chi non vuol sentire e ciò che sentiamo e leggiamo in queste ore
      non mi pare sia un buon segno

  14. John Hyde,

    Credo che stia sfuggendo che con l’affermazione di M5S stiamo avendo la possibilità di evitare una rivoluzione cruenta (guerra civile). La mia personale opinione è che chi ha votato PDL ha ancora la pancia piena, chi ha votato Monti non ha capito i danni che il bocconiano ha arrecato al Paese in pochi mesi, chi ha votato PD lo ha fatto perchè colluso oppure per antiberlusconismo, oppure per “abitudine”.
    Purtroppo persone come Berlinguer e poche altre si sono estinte da tempo.
    In questa fase M5S fa bene se sta alla finestra.
    Solo così, forse, Bersani & Co. smetteranno di fare i vergini e puri (non si è mai saputo del sistema “legale” di tangenti dal PCI in poi), ecc. ecc.

  15. LELLO,

    Mi chiedevo se il programma M5S prevede di lavorare 20 ore a settimana quindi in media un lavoratore percepisce circa 10 euro all’ORA quindi in un mese guadagnerebbe 800 euro , ma se ha una famiglia e paga 600 euro al mese di affitto come vive? penso da barboni e se dobbiamo vivere cosi, forse è meglio restare come stiamo . mi rendo conto che dobbiamo lavorare tutti ma non in questo modo .

  16. LELLO,

    Abbiamo votato per Grillo in tanti, purtroppo molti sono rimasti delusi, in quanto vedono una persona incappucciata che corre, non parla con nessuno, non si confronta con altri, non dice cosa vuole fare .ci sono tante idee valide sul programma, ma la gente non lo riesce a capire ed è preoccupata per quello che fara’ quindi pensano di non votarlo in una prossima elezione e questo è grave dopo tanto lavoro svolto da lui e dal movimento 5 stelle . secondo me lui ha un terzo della forza in italia, ma non vi è solo il m5s, deve dar conto anche ad altre forze che il popolo italiano ha votato ed agire per il bene della nazione non aspettare solo di diventare il primo partito in assoluto Altrimenti mentre il medico studia l’ AMMALATO MUORE.

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