Sugli iPad a scuola e l’agenda digitale

C’erano molte preoccupazioni intorno alle decisioni del governo in materia di agenda digitale e scuola. A leggere il documento intitolato “Obiettivo crescita“, bisogna dire che l’impostazione appare piuttosto consapevole.

Bisognerà seguire attentamente tutto questo sviluppo. Fa bene Michele Vianello a sottolineare la sostanza che sta oltre il digitale e alla radice dell’inefficienza. Ed è bene ricordare come la digitalizzazione per esempio della scuola non sia l’installazione nelle aule di lavagne interattive. Ma casomai il loro utilizzo intelligente nell’ambito della didattica. Lo stesso varrebbe per l’acquisto di iPad e altri lettori di sussidi scolastici in versione digitale: conterebbe di più il modo in cui sono utilizzati e la qualità dei loro contenuti. Ci si tornerà anche nel prossimo numero de La Vita Nòva.

Ma le notizie di oggi sono incoraggianti. L’agenda del governo prevede misure di semplificazione, razionalizzazione pensate per il sistema. Compresa una rivalutazione delle competenze nazionali:

Il Governo pone molta attenzione soprattutto alla ricostruzione dei grandi aggregati di competenze nazionali, strumentali non solo alla specializzazione intelligente dei territori, ma anche all’identificazione di cluster innovativi e, in ultima istanza, al disegno di politiche nazionali in settori di interesse strategico.

Che tutto questo sia un insieme di parole è vero. Che il motivato scetticismo italiano ci imponga prudenza è vero. Ma queste parole appaiono guidate da un’impostazione consapevole. Ed è un bene.

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3 Commenti su “Sugli iPad a scuola e l’agenda digitale

  1. Verissimo: l’inserimento di lavagne digitali e tablet nelle aule non servirà a niente se verranno utilizzati in modo inadeguato.
    Credo ci sia bisogno di nuovi professori, formati al digitale, in grado di colmare quel gap comunicativo fra nativi digitali e immigrati digitali.
    Chissà come sarà la scuola fra 20 anni …
    Mauro Sanna

    • Sono un “vecchio” professore di Elettronica, ho sempre dato il massimo e ho visto fare altrettanto ai colleghi. Penso che un insegnante non si possa rottamare solo perchè non esperto nell’uso dei tablet.
      Non si conosce ancora l’efficacia e l’applicabilità di questi strumenti e non esistono libri veramente digitali.
      Prima di lanciare idee irrealizzabili o deleterie occorre studiarne la fattibilità.
      Il tablet andrà anche bene per recuperare documentazione, ma non per svolgere esercizi di matematica, ad esempio.

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