La scienza e i media…

Atomium Culture e Frankfurter Algemeine Zeitung organizzano a Francoforte un’importante confernza sulla relazione tra scienza e media con l’idea di discutere su come varia la accettabilità dell’innoavazione con il cambiamento dei media.

Molte domande intorno alla difficoltà delle autorità tradizionali ad affermarsi nel mondo dei media digitali e dei social network. Si nota che la scienza riesce a conquistare attenzione solo quando è presentata in modo divertente, oppure allarmante, oppure come una soluzione ai grandi problemi della società (François Heinderyckx). Il sistema degli incentivi favorisce chi ha impatto, sia a livello di valutazioni all’interno della scienza che a livello di notorietà sui media degli scienziati (Kostantinos Glinos). La risposta in real time da parte del pubblico, qualificato e non qualificato, è la novità: sta cambiando la verifica delle teorie e l’orientamento alla scelta degli scienziati intorno al loro posizionamento pubblico. Sta avvenendo che – in astronomia per esempio – molte scoperte sono realizzate da amatori che usano ottimi strumenti e li comunicano in modo da essere notati da scienziati. Assomiglia al fatto che qualche volta – come nei terremoti – le notizie arrivano prima dal pubblico attivo e poi dai media tradizionali che, casomai, ascoltano e verificano. E i blog scientifici oggi hanno più visitatori dei giornali scientifici in Germania (Alexander Gerber). La sfida è molto grande per il lavoro scientifico – e ovviamente per il lavoro giornalistico – per adattarsi al nuovo contesto mediatico.

Ma alla fine il problema è che nelle molte bolle di filtri il gioco delle opionioni sta superando di gran lunga la ricerca dei fatti. La scienza e il giornalismo sono accomunati dal fatto che il loro ruolo si salva solo se almeno una parte della società – si spera una parte crescente della società – condivide la consapevolezza che quello che fanno la scienza e il giornalismo, con le dovute differenze, è una forma di ricerca intorno a come stanno le cose, che ha qualità se si conduce in base a un metodo comprensibile, consapevole e accettato.

Questo è il fondamento della relazione tra scienza e società (come, con le dovute differenze, tra giornalismo e società). Forse la nozione di accettazione non è la migliore. Perché fa pensare alle pubbliche relazioni. Forse è migliore – e più fattuale, più verificabile – la nozione di adozione. Se il lavoro di scienziati e giornalisti, con le dovute differenze, è adottato, allora vuol dire che è accettato attivamente, ma anche e soprattutto reinterpretato e fatto proprio nel sistema di significati da parte del pubblico.

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