Lo stato di salute del web resta ottimo, si diceva. Nonostante la diagnosi pesantissima proposta da Wired.
Da non perdere il pezzo di Harry McCracken sulla paradossale quantità di morti prematuramente annunciate nel mondo della tecnologia.
Lo stato di salute del web resta ottimo, si diceva. Nonostante la diagnosi pesantissima proposta da Wired.
Da non perdere il pezzo di Harry McCracken sulla paradossale quantità di morti prematuramente annunciate nel mondo della tecnologia.
Parte Facebook Places in America. E si possono condividere le informazioni sul luogo dove ci si trova. La regola per la privacy è ancora una volta discutibile. Si deve dichiarare la propria adesione per consentire alle applicazioni di usare la localizzazione. Ma nei confronti degli amici che usano applicazioni che coinvolgono la localizzazione, invece, non serve il permesso: se non si desidera condividere questa informazione con le applicazioni degli amici – a quanto pare – si deve dichiarare di non voler far sapere dove ci si trova. “You may want to share your check...
Il web sta bene. Non è morto. E sta ancora crescendo. Anche se se ne può discutere. Chris Anderson e Michael Wolff segnalano – sulla base di dati Cisco – che la percentuale di traffico internet che riguarda il web è in diminuzione rispetto ad altri utilizzi. E colgono l’occasione per tirare le somme: le apps sono il futuro ed essendo parte di un mercato più controllato dai grandi operatori finiranno per ridare ordine alla rete, rafforzare il capitalismo, mettere fine alla confusione dell’internet troppo aperta. Può essere vagamente forzato: lo ammette lo stesso...
Estrarre le frasi dal contesto e citarle è sempre una pratica dubbia. Un titolo di giornale lo deve fare spesso. Ma un titolo di giornale ripreso da un motore che aggrega titoli di giornali citati da blog puó riservare qualche ulteriore dubbio. È successo a una frase del ministro Maroni, ripresa in un titolo del Corriere della sera che è stato citato da tanti blogger da finire in prima pagina su Blogbabel. La sua frase era diventata: “Se cade la maggioranza scelta dagli italiani si deve andare a…”. Proprio così. Frase tronca. E i lettori a domandarsi: “…...
Secondo vecchie osservazioni, epoca bolla dot.com, il boom di inserzioni su Yahoo era dovuto alle dot.com che si facevano pubblicità e così facendo aumentavano il valore di Yahoo che a sua volta motivava i folli multipli che inflazionavano il prezzo delle azioni delle dot.com. Un elaborata catena di Sant’Antonio. Ora, qualche analista vede lo stesso rischio nell’iAd, usato per pubblicizzare apps…
Cooper Murphy Webb fa un sondaggio tra i possessori di iPad e scopre – non sorprendentemente – che l’iPad conquista vasti spazi nelle abitudini di lettura. Diventando in molti casi lo strumento di lettura preferito – soprattutto in casa.
Intanto Murdoch pensa a un nuovo giornale nazionale ameriano, tutto digitale, a pagamento per tablet e smartphone.
Google difende la sua proposta sulla net neutrality. Dice che è una proposta di legge e non un accordo di business. Dice che è un buon compromesso perché per la prima volta una grande compagnia telefonica si impegna con precisione sul tema della neutralità nelle reti fisse anche se in cambio ha ottenuto mano libera nelle reti mobili. É una difesa debole, imho. La rete mobile è enormemente importante. Si presta a ogni genere di controlli e limitazioni della neutralità. Si dovrebbe affermare il principio della neutralità anche sul mobile e ammettere Che questa è la strada dell’innovazione...
Timothy Carmody scrive sull’Atlantic della cultura librofuturista. Il Bookfuturism non è ingenuamente proteso ad attendere il progresso drlla tecnologia del libro e non è sospettoso dell’innovazione. Cerca di capire la tecnologia e di fare innovazioni che abbiano un vero valore umano.
Qualunque cosa se ne possa pensare è un gran bel pezzo.
Un pezzo del Nyt per rendersi conto che le funzioni nascoste o poco conosciute della geolocalizzaziobe possono riservare sgradevoli sorprese. Ancora una volta la privacy è una questione di informazione e consapevolezza.
Anche Eff è critica sulle posizioni di Google sulla net neutrality nell’internet mobile.

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