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Day November 8, 2012

La politica digitale come test di innovatività dei canditati

1/3. Ricapitoliamo:

Primo – Barack Obama ha dimostrato di avere un programma digitale. Questo gli ha portato voti. E finanziamenti da parte delle aziende che si basano sul digitale (vedi Sole, TechCrunch)

Secondo – La sua esperienza di innovatore, con il suo staff, nella politica digitale ha reso credibile quel suo programma. Ha vinto le elezioni del 2008 anche comunicando e finanziandosi su internet, con uno stile orientato al risultato che ha fatto scuola. Ha vinto le elezioni del 2012 anche seguendo passo passo i movimenti e gli orientamenti degli elettori attraverso l’uso sapiente dei grandi volumi di dati generati dalle piattaforme internettiane.

Da leggere:
Come un mago del baseball ha scoperto la nuova America
Goodbye Polling, Hello Big Data
Election 2012: It’s Not Facebook. It’s the Data, Stupid.

Vedi anche:
Big data politics

2/3. Ebbene:

Dove sono i politici italiani in tutto questo? Un’analisi sulle elezioni siciliane è da leggere: #EleSicilia: Twitter, le reti e la correlazione tra buzz e risultati

La maggior parte delle preoccupazioni dei politici italiani si concentra sull’uso della rete come mezzo di comunicazione. Oggi però è anche Big Data e dunque sistema di ascolto, comprensione e monitoraggio dei comportamenti. Lo capisce chi ha un orientamento non alla comunicazione ma al risultato. Inoltre, la rete sta maturando come sistema per la modernizzazione delle decisioni politiche.

Vedi alcuni post precedenti:
I temi emergenti nella riflessione sulle innovazioni possibili nella pratica politica
Personal democracy is an oxymoron
Dellai: non lasciamo la democrazia a Facebook
Rodotà: democrazia e tecnologia
L’intelligenza collettiva e la democrazia
La maturazione del rapporto tra internet e democrazia
Life long forgetting. Fabrizio Tonello: L’età dell’ignoranza

3/3. Cambio di passo:

Il governo italiano ha portato all’attenzione del paese il tema dell’agenda digitale e quello in parte collegato delle startup innovative.

Ora si preparano le elezioni dell’anno prossimo. Un cambio di passo è atteso e necessario. Matteo Renzi comincia così:

Venerdì 9 alle ore 11.00 a Roma nasce il comitato digitale per Matteo Renzi. L’incontro si svolgerà nella sede del nuovo coordinamento nazionale di Piazza delle Cinque Lune. Il candidato premier incontrerà i promotori del comitato composto da professionisti indipendenti che hanno segnato la storia di Internet in Italia: Paolo Barberis, Frieda Brioschi, Angelo Falchetti, Peter Kruger, Salvo Mizzi, Stefano Quintarelli, Layla Pavone, Eugenio Prosperetti, Francesco Sacco. L’incontro sarà trasmesso in diretta video streaming sul sito ufficiale della campagna www.matteorenzi.it

Lorenzo Dellai, nel suo libro, aveva dimostrato una chiara comprensione del tema civico aperto dalle piattaforme digitali e delle opportunità che apre. Ne ha parlato ieri allo Sturzo.

I politici consapevoli dell’argomento non mancano, ovviamente. Paolo Gentiloni è da tempo tra questi, con Vincenzo Vita, Antonio Palmieri, Walter Vitali e altri.

Il cambio di passo è maturo. Il leader culturale emergerà tra coloro che sapranno coniugare un programma con una competenza dimostrata. E che non darà spazio alle strategie del muro di gomma che hanno frenato l’innovazione italiana fino a soffocare il paese.

Big Data City

Sensori e infografiche per immaginare visioni della città. Sul sito di SenseableCityLab al Mit molti esempi, tra cui Singapore. (Come non vedere che, tra l’altro, è l’ennesimo argomento che dimostra come sia l’ora di dimenticare i vecchi confini tra culture scientifica e umanistica?

IL tema è apertissimo. Prossima settimana se ne parla a Barcellona. Qualche giorno fa a Bologna. Vedi anche il pezzo di GG.

Lo sapevamo, ma lo hanno calcolato: Italia gerontocrazia maschile

Dall’ultimo rapporto Sintesi Eurispes-Classe dirigente:

Il potere in Italia: una gerontocrazia, per soli uomini. Gli uomini rappresentano ben l’85% della classe dirigente, a fronte di un contenuto 15% di donne. Un dato che testimonia in modo immediato ed incontrovertibile il permanere di una netta asimmetria nella distribuzione del potere fra i sessi. Le donne celebri ed in posizione di potere costituiscono ancora una minoranza in un panorama prevalentemente maschile. Sebbene il numero delle donne potenti sia raddoppiato in vent’anni (erano il 7,8% del totale nel 1992 a fronte del 92,2% degli uomini), la presenza femminile nelle posizioni di potere continua a rappresentare un’eccezione.

Allo stesso tempo, le élite al potere hanno le caratteristiche di una vera e propria gerontocrazia, che offre pochi margini al ricambio generazionale, nella quale a contare sono in 8 casi su 10 (79,5%) gli over50. Infatti il potere si concentra soprattutto nelle mani di quanti hanno un’età compresa tra i 51 e i 65 anni (40,2%) e tra quanti hanno più di 65 anni (39,3%). Solo il 17,5% dei personaggi potenti e celebri ha tra i 36 ed i 50 anni, mentre i giovani (fino a 35 anni) costituiscono uno sparuto 3%.

Bill Fontana ascolta il suono dei protoni

L’artista del suono Bill Fontana (nella foto) ha accettato di passare un po’ di tempo al Cern per imparare, partecipando a un programma organizzato insieme ad Ars Electronica. La sua arte è basata sul suono. E si possono vedere-ascoltare alcune opere sul suo sito. La collisione tra scienza e arte è uno dei modi con i quali la nostra cultura sta tentando di digerire l’enorme accelerazione della conoscenza e delle sue conseguenze evolutive.

Il bandolo della matassa nella fibra ottica milanese

La vicenda della banda larga, lo sappiamo, è intricata. La Telecom Italia con la sua ovvia logica privatistica intende investire in ragione della domanda che ritiene si possa manifestare sul mercato, oppure per mantenere la posizione di vantaggio di cui gode sugli operatori concorrenti. Gli operatori alternativi sono partiti nelle città dove hanno più mercato e spalle più forti. Come a Milano.

Eppure la banda larga non è solo un servizio offerto alla domanda esistente. E’ soprattutto un’infrastruttura che genera attività impreviste e dunque alimenta una domanda futura. Gli operatori privati spesso non vanno oltre l’immediato. A meno che non si avvii una fase visionaria più ampia. Talvolta, questa può essere avviata dalla politica, almeno quando i politici sanno di che cosa si parla. Come in America.

Anche in Italia qualcuno deve trovare il bandolo della matassa. Qui se ne vede uno. Ma è solo una foto.