Dellai: non lasciamo
la democrazia a Facebook

Non si esce dalla crisi se ci si lascia paralizzare dalla paura e dal disorientamento. Zaino in spalla. Per riprendere il cammino.

C’è un passaggio su internet nel libro con il quale Lorenzo Dellai riprende il suo cammino politico. Perché si rende conto di quanto i media digitali siano potenzialmente connessi con il rinnovamento italiano. Dellai parte dalle idee ricostruttive di Alcide De Gasperi per l’Italia che usciva in macerie dalla guerra. Perché anche oggi la società e la cultura italiana si trovano devastate.

Gran parte di quelle macerie, sono il prodotto della perdita di contatto con la realtà che ha offuscato gli sguardi degli italiani negli ultimi decenni. E propone di ripartire dal territorio, la dimensione nella quale si fa la verifica concreta di quanto la politica tenta di affermare o rappresentare, tenendo ben presente la trasformazione della società e dell’economia, il tessuto civico rinnovato dalla rete, le opportunità vitalizzate dalla ricerca e dall’innovazione. A questo proposito, aggiunge: «Non possiamo lasciare la democrazia solo nelle mani di Facebook e Twitter». In realtà, internet non cessa di cambiare a sua volta: e si può innovare introducendo nuove piattaforme più adatte alla partecipazione. Nuovi media civici abitati da persone consapevoli.

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