Il motore di Google batteva in testa alla FTC

L’unica cosa cui non sapeva resistere erano le tentazioni: è lo strano caso del motore di ricerca di Google che – anni fa – privilegiava i servizi di Google (Engadget). Ora si può pensare che abbia imparato a resistere, visto che è dimostrato che si può scoprire se non lo fa. Segnalo il post di Quintarelli che se n’era accorto da giorni.

Facebook come piattaforma editoriale, dice New York Times

Un articolo sul New York Times, dice che il New York Times sta studiando una versione del giornale da pubblicare in un nuovo servizio editoriale di Facebook, ma non può citare le fonti perché hanno parlato anonimamente in quanto sottoposte a un non disclosure agreement (NyTimes). La decisione è controversa. Il Guardian sostiene che gli editori di giornali dovrebbero accordarsi prima di andare su Facebook per garantirsi le migliori condizioni. Tutti sono piuttosto preoccupati per il controllo dei dati, della relazione con i lettori e gli inserzionisti, i formati pubblicitari e i modelli di business. Ma Facebook attrae, perché il suo pubblico è gigantesco.

Se un testo è scritto da un robot, chi è l’autore?

Un bel pezzo di Shelley Podolny sul NyTimes sui testi, gli articoli, persino i libri scritti da intelligenze artificiali, conduce alla domanda (vedi Nexa): se un testo è opera di un robot di chi è il copyright? (NyTimes)

Le ipotesi:
1. il copyright è di chi possiede il robot
2. il copyright è di chi ha fatto e venduto o noleggiato il robot
3. il copyright è di chi ha scritto le cose che il robot ha assemblato
4. il copyright non c’è e il testo è di pubblico dominio

Non mancano altre ipotesi. Sono peraltro certo che le risposte preferite sarebbero diverse se la domanda fosse stata: “se un testo è opera di un robot ed è accusato di diffamazione di chi è la responsabilità?”

Shift happens. A work of disruption

Robert Reich, former Secretary of Labor in the Clinton administration, writes about disappearing jobs in the future (read his blog post). His thoughts develop the debate started by authors Erik Brynjolfsson and Andrew McAfee (The Second Machine Age). And described in Humans need not apply. We need to give more than a minute to this matter. Because opportunities will be found only if we change mindset.

Robert Reich, già ministro del Lavoro per Bill Clinton, scrive della prossima possibile scomparsa di molti posti di lavoro (ecco il suo post). Reich sviluppa un dibattito rilanciato da Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee (The Second Machine Age). In linea con la descrizione proposta nel documentario Humans need not apply. Abbiamo bisogno di dedicare molta attenzione a questo tema. Se mai riusciremo a vedere questo fenomeno come un’opportunità sarà solo dopo aver acquisito un nuovo modo di pensare.

Perché adesso l’idea è che si lavora dunque si guadagna dunque si spende. Se non si lavora non si spende. Ma se ogni produzione, di oggetti e di servizi, dovesse passare a organizzazioni ad altissima concentrazione di capitale e bassissimo ricorso al lavoro, ci troveremmo nella condizione di aver molto da vendere e nessuno nelle condizioni di comprare.

Il fatto è che investendo capitale in robot e intelligenza artificiale e tecnologie di vario genere capaci di stampare prodotti, trasportare cose e persone in autonomia e di eseguire compiti professionalmente sofisticati (medicina, avvocatura, giornalismo sono già coinvolti nel processo) si sostituisce lavoro. Il valore aggiunto si sposta verso il capitale. E la concentrazione della ricchezza aumenta. Tutto questo si inserisce in un contesto nel quale già ora molte lavorazioni sono eseguite su piattaforme standard e grazie al lavoro degli utenti, con un grande risparmio di lavoro: Reich sottolinea come i 145mila lavoratori della Kodak si siano di fatto trovati a competere con i 13 lavoratori di Instagram. E abbiano perso. Reich sostiene che tutta questa concentrazione della ricchezza richiede un ripensamento della politica di redistribuzione del reddito. Non è chiaro se questa sia una strada praticabile. Ma è chiaro che a questo tema va dedicata la massima attenzione. L’allarme non serve a nulla: la progettazione però deve tener conto della realtà in movimento rapido che contraddistingue l’attuale accelerazione della dinamica evolutiva della tecnologia e della finanza.

ps. Se non l’avete visto questo concerto è fatto con un ologramma e musica creata da un computer.. In Giappone cinque anni fa…

Un paio d’anni dopo era già così.

E nel 2013 a quanto pare era così.

Uber under

Una ricerca di data scientist dell’Mit di Cambridge Massachusetts ha comparato i prezzi che si pagano a New York per una corsa in taxi con quelli che si pagano per una corsa in Uber (hanno considerato il servizio Uber più a buon mercato). E hanno trovato che conviene il taxi per tutte le corse brevi, per esempio all’interno di Manhattan. Uber può convenire soltanto se si fa un tragitto più lungo, per esempio da Manthattan a Queens (TechnologyReview e Quartz). Per maggiore precisione: “Uber appears more expensive for prices below 35 dollars and begins to become cheaper only after that threshold,” dicono i ricercatori.

Sulla corruzione. Lawrence Lessig

Lawrence Lessig parla della corruzione del sistema democratico americano (video su Vimeo). Finissimo.

Se la sfida intellettuale e politica è alta occorrono menti elevate. In paesi come il nostro serve meno finezza per riconoscere la corruzione.

Monica Lewinsky parla a TED dell’industria della vergogna

Monica Lewinsky è tornata. E prende la parola a TED per condividere la sua vergogna. E per considerare come oggi la vergogna sia diventata un’industria online con enormi sofferenze per le persone coinvolte e grandi profitti per le piattaforme che servono alla bisogna. Ecco il video.

La vergogna è uno dei sentimenti più terribili. Perché come dice Antoine Compagnon è senza prescrizione. E chi guarda questo video può forse sentirne la potenza, impersonata dall’esperienza della stagista finita sui giornali di tutto il mondo a 22 anni per aver avuto una relazione con il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton.

Nota
Antoine Compagnon si può sentire in podcast sul Collège de France: 17 febbraio 2009. Un appunto scritto è qui

La bella scuola

A Rinascimente si espone la “bella scuola” che coinvolge la mente, il corpo e il cuore nell’educazione. Commovente esordio con musica e acrobazie tenerissime dei bambini. E prosecuzione con i valori di un movimento che conta sulla dedizione degli insegnanti. Ecco il manifesto.

Un lavoro dal futuro

Un grande testo può fare un buon documentario. Humans need not apply è stato visto milioni di volte. Ma per tutti è una finestra sul futuro. E invita a pensarci, per non farsi trovare impreparati.

Khaled Fouad Allam e il senso

Khaled Fouad Allam scrive un saggio da leggere. La sua bella cultura aperta ai diversi punti di vista arricchisce per tutto il suo “Jihadista della porta accanto“. Compresi alcuni passaggi sulla realtà dell’infosfera: il senso della storia serve al senso del futuro. Ecco alcuni passaggi.

libro-allam«Internet, nell’uso che ne fanno i militanti dell’islam politico, consiste in una strategia della manipolazione del consenso. Ma questo consenso è reso possibile perché, negli anni passati, le stesse televisioni satellitari hanno preparato il terreno a un cambiamento di vedute delle popolazioni. La rete radicalizza un terreno già fertile a questo fenomeno».

«Ma internet non è soltanto uno strumento tecnologico in sé. Agisce, ad esempio, sulle modalità attraverso cui si definisce un concetto, si evidenzia una problematica. Semplicemente perché, essendo una rete fra le reti, inventa una modalità di linguaggio digitale, elettronico, che mette a confronto l’oralità con la scrittura, modificando così tutte le tecniche d’approccio».

«Fu Barthes, nella celebre lezione inaugurale al Collège de France, il 7 gennaio 1977 ad affermare: “La lingua come performance di ogni linguaggio, non è né reazionaria né progressista; è semplicemente fascista; il fascismo infatti non è impedire di dire ma obbligare a dire”. Filippo La Porta, in un suo studio, mette bene in evidenza che l’affermazione di Roland Barthes, in realtà, partiva da un’intuizione del linguista Roman Jakobson (…). Jakobson lo ha dimostrato, un idioma viene definito meno da ciò che permette di dire che da ciò che obbliga a dire”. Il linguista russo aveva infatti scritto che “le lingue differiscono essenzialmente in ciò che devono esprimere e non in ciò che possono esprimere”».

Internet of things e smart city

Gartner dice che gli oggetti intelligenti connessi alla rete sono 4 miliardi e diventeranno 25 miliardi per il 2020 – (Gartner). Di questi oggetti, 10 miliardi saranno collegati a progetti di smart city.

Increasing urbanisation is putting unprecedented pressure on city mayors to constantly balance the challenge of resource constraints against environmental sustainability concerns. Gartner, Inc. estimates that 1.1 billion connected things will be used by smart cities in 2015, rising to 9.7 billion by 2020.
 
Smart homes and smart commercial buildings will represent 45 per cent of total connected things in use in 2015, due to investment and service opportunity, and Gartner estimates that this will rise to 81 per cent by 2020. “Smart cities represent a great revenue opportunity for technology and services providers (TSPs), but providers need to start to plan, engage and position their offerings now,” said Bettina Tratz-Ryan, research vice president at Gartner.
 
Gartner defines a smart city as an urbanised area where multiple sectors cooperate to achieve sustainable outcomes through the analysis of contextual, real-time information shared among sector-specific information and operational technology systems.

Dml Commons

Commons per la ricerca e lo scambio di esperienze alla frontiera dei digital media and learning. Segnalato e partecipato da Mimi Ito e Howard Rheingold. Informazione di mutuo soccorso nell’educazione all’epoca di internet – (Dmlcommons)

Talent worth spreading

Talent worth spreading ovviamente ricorda il claim di TED. E tenta di trovare un nuovo format per mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro di qualità – (Startupper)

Quartz. Le zone grigie della notizia

Quartz sta compiendo un nuovo esperimento. Il bellissimo magazine online distingue tra i fatti verificati, i rumor e le notizie non verificate, pubblicandole in diverse tonalità di grigio: dal bold per i fatti verificati, al grigetto per quello che non è verificato (Poynter).

Diritto d’accesso e servizio universale. Temi linkati

Quanto al piano ultrabanda sembra si sia discusso di servizio universale a 30 mega. Poi non si è stabilito nulla, almeno per ora. Nel frattempo esiste un dibattito sul diritto all’accesso, inteso come diritto umano alla possibilità di partecipare a grande bene comune della conoscenza che è internet. In Italia ne promotore soprattutto Stefano Rodotà. Il tema è in consultazione nell’ambito della bozza di Dichiarazione dei diritti in internet. Questo post è solo un link tra i due temi.

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Questi temi meritano approfondimenti. Chissà se i commentatori vorranno aggiungere link. Vedi:
Rodotà via Sarzana e Wired
Diritto accesso, Treccani
Accantonato il servizio universale, per ora