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Month May 2010

iPed, APad, e altri tarocchi

Un servizio, giapponese, parla di iPad tarocchi. Anche per gli italiani che non conoscono la lingua nipponica il servizio è facilmente comprensibile. Non solo perché aipaddo e intelnetto sono parole internazionali… Ma anche perché siamo vecchi maestri dei tarocchi…

Grazie a Umberto Basso per la segnalazione.

L’Italia prende 18 in ambiente

L’Italia è diciottesima nella classifica elaborata dall’università di Yale per la performance relativa alla salvaguardia dell’ambiente. Come posto in classifica non è tanto male in fondo. Ma significa anche che il mondo non sta facendo abbastanza….

L’arretratezza della pubblicità digitale

Il Washington Post propone un pezzo sull’arretratezza della pubblicità digitale. In effetti, con la quantità di attenzione e di tempo che la rete ormai attrae è strano che ci sia ancora così tanta differenza tra i valori assoluti della pubblicità digitale e quella che va in tv. Non che ci sia materia per dire che dovrebbero pareggiarsi, ma non dovrebbero essere tanto differenti.

Da un lato, bisogna dire che la scarsità di spazio in tv e nei media tradizionali non c’è online e questo non può che far scendere il prezzo della pubblicità online. Ma dall’altro è possibile che esista un gap creativo ancora da colmare.

L’acquisizione di AdMob da parte di Google e di Quattro Wireless
da parte di Apple potrebbero preludere a qualche cambiamento da questo punto di vista. Anche la creatività nella pubblicità online e mobile è
destinata a cambiare. E dall’autunno, quando l’iPad sarà multitasking, la
competizione in questo settore potrebbe diventare piuttosto interessante.

La fabbrica dell’attenzione

Livia Blackburne studia Brain and Cognitive Sciences al Mit. E in questo post spiega come si cattura e mantiene l’attenzione:

1. sorprendi i lettori con un fatto o un dato inaspettato
2. crea un contesto per cui i lettori sentano empatia
3. definisci un mistero
“The more I think about it it, the clearer it becomes
that fiction and nonfiction hook their readers in fundamentally the
same way. It’s all about providing a bit of context to make the reader
care and introducing a mystery to keep her hooked.”
via GG

Pubblicità mobile: Google e Apple

Google compra AdMob. E risponde all’acquisizione di Quattro Wireless da parte di Apple. La creatività nella pubblicità online e mobile è destinata a cambiare. Dall’autunno, quando l’iPad sarà multitasking, la battaglia sarà davvero interessante.

Editori di se stessi sull’iPad

La Apple ha messo a punto il servizio attraverso il quale gli autori di libri possono mettere in vendita le loro opere direttamente su iBookstore. (Maclife)

Le opere vanno scritte in ePub. Devono avere un codice Isbn. E vanno create su un Mac. Per venderle, o regalarle, per ora, occorre essere contribuenti del fisco americano. Non tutto facile per il resto del mondo… Il tema va seguito con attenzione.

update: se hai scritto apps non ti accettano come scrittore di libri, dice Gewirtz. Devi cambiare account…

Faceback: Zuckerberg torna indietro sulla privacy

Facebook torna a una gestione della privacy più umana. Zuckerberg si è accorto di aver sbagliato: o meglio è stato costretto ad accorgersene.

In un post, Zuckerberg spiega come cambierà di nuovo, e questa volta stabilmente, i comandi per fissare il livello di privacy. Si potranno facilmente escludere anche le applicazioni e le connessioni ad altri siti.
Allfacebook giudica sostanzialmente positivo il cambiamento. Searchengineland dice che i nuovi setting sono ancora un po’ troppo complicati. Electronic Frontier Foundation dice che il passo di Facebook è positivo ma c’è ancora qualcosa da migliorare.
Sta di fatto che la pressione del pubblico attivo si fa sentire anche sui giganti come Facebook. Avevano esagerato. E ora sono contretti a fare marcia indietro. Faceback…

Mela Capitale

La capitalizzazione della Apple ha superato quella della Microsoft. La Mela è la più grande compagnia del mondo delle tecnologie, secondo le borse. Più di Ibm, Hp, Microsoft… Secondo le borse… (Nytimes)

Significa che pensano che la Apple farà più soldi di tutti in futuro.

M’illumino di mems

Grande squadra di innovatori duri e puri quella che ha riempito il mondo di sensori di movimento: nelle wii e negli iphone, per esempio.. Gente di cervello e di cuore, pragmatici e idealisti. Stanno costruendo uno degli ecosistemi più promettenti delle tecnologie nate in Italia. E ora devono imparare a gestire una piattaforma organizzativa per creatori di applicazioni indipendenti.. Complimenti a loro e all’Stm..

E l’Italia è lì in mezzo…

In questa chart l’Italia è in mezzo, né carne né pesce, né ricca né povera, né internettara né sconnessa…

chart_bridging_tech_gap_big.gif

Privacy di destra e di sinistra

Mentre il governo afferma di voler mettere insieme equilibratamente i diritti di privacy, di cronaca, di indagine, introducendo nuove norme sulle intercettazioni che molti definiscono “bavaglio”, si diffonde un dibattito sulla posizione del tema della privacy nella linea ipotetica che va dalla destra alla sinistra della politica.

Il Foglio nota che molti sono indignati per il trattamento che alla privacy degli utenti è riservato da piattaforme come Google mentre non molti sono indignati per il trattamento che alla privacy dei cittadini è riservato dalle intercettazioni pubblicate sui giornali.

Il costituzionalista Valerio Onida, sul Sussidiario, osserva che la legge esistente è chiara e che gli abusi possono essere frenati senza introdurre una nuova legge che di fatto non è fatta per tutelare la privacy ma per ridurre la libertà di stampa e la possibilità di indagare.

Dice il Foglio che online sono gli stessi utenti ad attentare alla propria privacy pubblicando in rete dati che non dovrebbero diventare pubblici, mentre nel caso delle intercettazioni gli utenti non pubblicano nulla ed è chi compie le indagini e chi pubblica i testi intercettati ad attentare alla privacy. Il che va bene nei casi in cui si intercettino dei colpevoli, ma non quando si intercettano gli innocenti.

Ok, ma le indagini si fanno proprio per trovare i colpevoli, si intende invece dalle parole di Onida. Le indagini sono inevitabilmente orientate a entrare nei fatti personali dei cittadini. Ed è giusto che lo facciano.

Probabilmente la contraddizioni non sono nel mondo del diritto, ma tra chi vuole strumentalizzare i media. Tutto ciò che entra nella sfera pubblica assume un senso diverso: e il senso della sfera pubblica va salvaguardato, non strumentalizzato. Certo, assieme a ciò che viene pubblicato in modo fisiologico ci sono anche altri fenomeni che ci entrano per vie traverse: che ci entrino per via di una disattenta utilizzazione delle piattaforme online o che ci entrino per via di indagini che in parte finiscono per essere pubblicate, il fatto è che certi fatti da privati diventano pubblici. L’equilibrio è da trovare, ma non regolando o strumentalizzando i media. Non con leggi che cerchino di specificare capillarmente le fattispecie. L’applicazione delle leggi che esprimono principi generali dovrebbe essere sul serio lasciata alla magistratura.

Altrimenti finisce che la privacy di sinistra se la prende con le piattaforme delle aziende capitaliste americane orientate al profitto e che la privacy di destra se la prende con la libertà di stampa che minaccia la possibilità di ciascuno di fare i propri affari, legali o illegali. Quello che ci rimette, in quel caso, è la serietà del concetto di privacy. Oltre alla libertà di stampa.

Facilitatore di scelte razionali

Una guida per scegliere prodotti più amici della sostenibilità realizzati da aziende socialmente e culturalmente responsabili. GoodGuide.

Chiaro Twitter, oscuro Facebook

Enduring value: un bel post di Dick Costolo sulle strategie di Twitter, anche se il titolo è vagamente esagerato. Le sue affermazioni sono una boccata d’aria fresca in un contesto dei media sociali un po’ annebbiato dalle azioni e dalle affermazioni di Mark Zuckerberg, di Facebook

Il sistema Twitter si dimostra più chiaro e semplice da guidare. Con una buona corrispondenza tra intenzioni e realizzazioni. A parole, ma finora anche con i fatti, Twitter si pone al servizio dell’ecosistema. Il sistema Facebook sembra invece sempre sull’orlo del tradimento verso i suoi utenti. E comunque non lavora per un ecosistema, è tutto concentrato sulla sua piattaforma, e casomai estende il suo servizio all’esterno, sui siti che accettano di collaborare.
update: i boatos si susseguono sull’eventualità che Twitter “tassi” le aziende che fanno business usando la sua tecnologia…
update: i segnali sull’aumento di attenzione intorno alle possibilità di cancellarsi da Facebook si moltiplicano
Si vedrà come evolve questa situazione. Di certo Facebook è stato uno dei grandissimi successi della rete. E ha ancora moltissimo da dare. Ma non è un caso che sembri a tratti inseguire il modello di Twitter (anche se è strutturalmente diverso dal suo).

Stranieri…

Bello! Da vedere a schermo intero…

Bel clima al Sole

Bel clima alla presentazione del nuovo sito del Sole. Mi pare che si stia sviluppando l’energia giusta per fare un po’ di innovazione… Speriamo di riuscire…