Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
a laboratory for the study of broken democracy and creative capitalism.
Plus news about media and cultures.



Global Voices

Creative Commons License

Scrivimi

Subscribe to "Luca De Biase" in Radio UserLand.

Click to see the XML version of this web page.

Click here to send an email to the editor of this weblog.

 

 

Sabato, 13 maggio 2006
 

Intorno al Codice da Vinci

Il successo di Dan Brown è arrivato al cinema. Il suo fascino è ovviamente nella rilettura della storia dei miti fondativi della civiltà cristiana. E i suoi limiti sono quelli tipici di un romanzo che pensa più alla cassetta che alla fondatezza storica di quanto racconta. Niente di male: non è il compito di Brown fare lo storico. E se il suo libro spinge a qualche approfondimento in buona fede, ben venga.

Vorrei contribuire segnalando un grandissimo libro che offre una prospettiva storica eccellente. L'autore è Karl Ferdinand Werner. Il titolo: "Nascita della nobiltà. Lo sviluppo delle élite politiche in Europa". Einaudi 2000. Versione originale 1998.

Werner, colto quanto erudito, rivede completamente la storia dell'occidente cristiano e ne corrode alcuni stereotipi fondamentali.

Per esempio prova che l'impero d'Occidente non è caduto con Romolo Augustolo. Tutti hanno pensato che l'impero stesse continuando. C'era l'imperatore d'Oriente. E poi era sempre possibile fare un nuovo imperatore d'Occidente, come di fatto avvenne.

Il sistema papale è, per Werner, frutto di una politica intelligente di Costantino. Mentre sposta l'asse dell'impero a Costantinopoli - in un'area economicamente più vivace - lascia Roma alla nobiltà romana e la organizza intorno alla figura del papa e alla fede cristiana. La ricolonizzazione dell'impero operata con l'invio di vescovi ovunque è una ristrutturazione del potere che offre una soluzione alla secolare diatriba tra imperatore e senato (espressione dell'aristocrazia romana).

Dimostra Werner che il medioevo è un'idea rinascimentale. Serviva a legittimare il presente costruendo un'idea di classicismo che non era stata percepita da nessuno.

L'impero e il papato continuano peraltro a funzionare come poteri alternativi, come restano alternative l'idea di impero e quella di aristocrazia. E gli imperatori continuano a sentirsi parte di un unico progetto fondamentalmente laico. Un imperatore in Occidente e uno in Oriente sono una realtà che dura molto di più di quanto si pensi. Lo stesso Napoleone, incoronato imperatore, darà del "tu" allo Zar di Russia: perché si sentono e sanno di essere gli eredi degli imperatori cugini dell'Occidente e dell'Oriente.

Che nella costruzione del potere papale come espressione dell'aristocrazia romana e sulla base della cultura cristiana si dovesse scendere a qualche compromesso teologico, a qualche invenzione storica e a qualche furbizia comunicativa, appare un'ipotesi molto probabile.

Insomma, può piacere o no il tipo di interpretazione che ne potrebbe emergere, ma la lettura del libro di Werner si può mettere nella lista delle cose da fare...

Werner, Codice da Vinci, Papa

5:15:07 PM    comment [];

Da vedere: Google Trends

Google Trends è affascinante.

With Google Trends, you can compare the world's interest in your favorite topics. Enter up to five topics and see how often they've been searched for on Google over time. Google Trends also displays how frequently your topics have appeared in Google News stories, and which geographic regions have searched for them most often.

Ho provato con i nomi di cinque squadre di calcio italiane: Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli...

Roma è nettamente più richiesta, poi ci sono Inter e Milan, poi Napoli e infine Juventus. Emergono i picchi di interesse con i fatti che li hanno suscitati. E le città, i paesi, i linguaggi che più hanno richiesto quei nomi in rapporto al numero di ricerche su Google che fanno... I risultati sono assurdamente sorprendenti: a parte l'Italia e l'italiano, pare che si sia un enorme interesse per il nostro calcio a Malta e in Indonesia, in Ungheria e in Croazia... Le città in testa sono pure sorprendenti: a parte Torino che è in testa, la classifica delle richieste (normalizzata appunto con il numero di richieste a Google) è fatta da Bari, Nola, Palermo.

Ho anche visto: Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Corriere della Sera. Il mio giornale, ovviamente, è indietro. Gli altri due hanno un picco enorme negli ultimi mesi... Un commento su Herald Tribune.

Technorati: Google trends

12:56:10 PM    comment [];

Le prime due lezioni allo Iulm

Perché hanno scelto di fare il Master in Giornalismo allo Iulm? E che cosa si aspettano dal corso di Giornalismo online?

Le motivazioni sono diverse. Ma mi pare raggruppabili in alcuni tipi:
1. Il caso. Mi hanno accettato qui. Adesso vedo che succede...
2. La passione. Ho sempre voluto fare la giornalista, il giornalista. Ed eccomi qui...
3. Il mercato. Vengo da lontano. A Milano ci sono più possibilità di lavoro...

Il giornalismo online non è mai il primo obiettivo dei ragazzi. La carta stampata è molto più attraente. La crossmedialità è una scoperta ancora tutta da fare. Tutte considerazioni molto comprensibili. Ma che danno alla carta il suo senso. Quello di proporsi come il luogo del giornalismo per antonomasia, mentre servirsi degli altri media è una sorta di adattamento del concetto.

La carta... In fondo, secondo me, il prestigio della carta è nella qualità che ci si aspetta dai quotidiani, è nella storia che ha costruito un'esperienza sociale di lunga durata e, forse soprattutto, è nel linguaggio testuale. L'unico a consentire un approfondimento preciso. Perché impone dal lato di chi scrive e dal lato di chi legge uno sforzo di comprensione superiore a quello degli altri linguaggi: uno sforzo che consiste nella costruzione di un discorso lineare per descrivere situazioni che sono sempre più complesse e caotiche. Dunque è il linguaggio dell'interpretazione.

E' un linguaggio che più di altri si presta a conferire al giornalismo il suo ruolo più moderno e orientato al futuro: nel mondo dell'information overload, delle notizie come commodity, del caos creativo, il testo impone al giornalismo di interpretare i fatti, sia quando li racconta, sia quando li commenta.

Questo non significa che esista un vero e proprio privilegio strutturale per il testo e i giornali di carta.

Il contesto nel quale ogni lavoro di informazione si presenta, contribuisce a ridefinirne il senso. Il testo, come il video e l'audio, come la grafica e la fotografia, crescono insieme nell'ottica del giornalismo crossmediale. E alla fine, sarà l'insieme dei linguaggi a generare il servizio più completo, utile ed efficace.

Per ora grazie a tutti i partecipanti alle prime lezioni sull'avvento del pubblico attivo e su alcuni strumenti del giornalismo online nati per i blog (a questo proposito il discorso è rimasto incompleto: abbiamo parlato solo dei sistemi di condivisione di foto e video, da Flickr a YouTube; su Nòva un piccolo contributo in più).    

Technorati: Giornalismo, Iulm, crossmedia

12:30:34 PM    comment [];


Click here to visit the Radio UserLand website. © Copyright 2006 Luca De Biase.
Last update: 2-06-2006; 22:22:52.
This theme is based on the SoundWaves (blue) Manila theme.
ECONOMIA FELICITA'





Politica/ blog
Politica/ scienza
Retorica catastrofica
Economia nuova
Scienza/ paura
Informazione/ comunicazione
(Nòva24Ora!)

www.flickr.com
LucaDeBiase's photos More of LucaDeBiase's photos


blog.debiase.com
www.debiase.com
Web


Google



Maggio 2006
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
Apr   Giu