Braudel
Un mondo con i confini aperti non sopporta le menti chiuse. C'e' un percorso comune che sta cambiando, insieme, economia, tecnologia, cultura e societa'? Sono sicuro che non vi aspettate delle risposte da questo blog...



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Domenica, 1 febbraio 2009
 

Molti colpevoli. Uno già condannato

Merita di essere visto il dvd di Chris Paine sull'incredibile fine dell'auto elettrica. Nata essenzialmente per rispondere all'esigenza californiana di ridurre l'inquinamento da auto - una legge di quello stato imponeva che una quota di auto californiane dovessero essere prive di emissioni - l'auto elettrica della Gm fu un successo. I petrolieri cominciarono una battaglia per impedirne la diffusione. E quando arrivò George W. Bush, dice il documentario, la vinsero. La Gm ritirò le auto elettriche dal mercato e le distrusse! Così, l'auto elettrica, che in passato funzionava benissimo, tornò a essere un sogno del futuro. Perché per Bush il presente doveva restare proprietà dei petrolieri.

Ora, finalmente, è storia anche Bush. E si può tornare a sperare che chi aiuterà la Gm a uscire dalla sua crisi sia capace di imporre un ritorno dell'impegno per l'automobile pulita.


8:56:43 AM    comment [];

Retequattro sul satellite

Diceva Aldo Grasso ieri che finalmente a Mediaset stanno pensando di portare Retequattro sul satellite. Ma solo insieme a tutto il resto della tv italiana...

Vabbè...

Il digitale terrestre doveva servire a cambiare tutto per non cambiare nulla nel sistema televisivo e pubblicitario italico. Ci si accorge che non è una tecnologia priva di difetti. E logicamente se ne preoccupa soprattutto chi, appunto, non voleva cambiare nulla.

Perché intanto il web cambia invece molto.


7:17:40 AM    comment [];

Chi è chi

Pazienza. L'Italia dei misteri rimane coerentemente uguale a se stessa. Una tragedia travestita da buffonata. Il cui prezzo è troppo, troppo alto.


6:52:20 AM    comment [];

Agghiacciante manipolazione

Giorgio Meletti ha segnalato su Facebook il link al discorso di Di Pietro sul silenzio e Napolitano... Da ascoltare. Si direbbe che quelli che hanno accusato Di Pietro di aver dato del mafioso al presidente abbiano capito male. Non dovrebbero scusarsi?


6:35:06 AM    comment [];

Sabato, 31 gennaio 2009
 

Il prezzo del gratuito

Wall Street Journal pubblica un pezzo di Chris Anderson sull'economia che si sviluppa intorno ai servizi gratuiti. Ma non è l'economia del dono. E' l'economia dei servizi che pochi pagano e molti utilizzano.

Segnalazioni utili in un box di Juliet Chung:
hypem.com
monitor di blog sulla musica
kayak.com
comparazione prezzi per viaggiatori
picnik.com
foto editing gratuito
pogo.com
giocare gratis
shopittome.com
avverte quando i prezzi delle merci preferite sono convenienti


4:44:28 PM    comment [];

I costi della carta. Again...

Stampare il New York Times costa il doppio in un anno che mandare a tutti gli abbonati un Kindle gratis. E' il calcolo dell'AlleyInsider...


4:34:59 PM    comment [];

Minuti di ansia via Google

E' successo anche a me. Come a Robin Wauters. Qualunque ricerca su Google, oggi, portava a una pagina che diceva che il sito cliccato poteva danneggiare il computer. Anche se il sito dove si voleva andare era lo stesso Google... Ora è finita. Ma questa cosa non è stata per niente divertente...


4:29:52 PM    comment [];

Giovedì, 29 gennaio 2009
 

Definire il giornalismo in base allo scopo
I giornali non sono carta ma neppure cartamoneta

I costi del giornalismo sono la paranoia del momento. Ma la questione comincia ad assumere connotati davvero profondi. In proposito, Dario mi segnala questo interessantissimo articolo dell'Atlantic. Internet, i proventi della pubblicità online, il giornalismo che costa poco... e la progressiva perdita di investimenti in giornalismo fatto bene.

Per questo, con un minimo di imbarazzo per la ripetizione, ripropongo qui quello che ho scritto oggi su Nòva. Ecco:

Strano destino quello del giornalismo all'epoca di internet. Liberato da mille vincoli tecnologici, sembra condannato a fare i conti con i vincoli economici. E di fronte a questo apparente paradosso, esplora compulsivamente ogni possibile alternativa: nei modelli di business, nei linguaggi, nelle organizzazioni produttive e distributive. Senza trovare, per ora, un nuovo equilibrio. È questa l'impressione emersa anche dal panel dedicato all'argomento al recente Digital Life Design, il mega convegno realizzato da Burda a Monaco.

«La carta costa troppo e finirà», spara Mike Arrington, fondatore di TechCrunch. «La qualità è ancora un valore», testimonia Tyler Brûlé, fondatore di Monocle. «Dobbiamo continuare a servire le persone che comprano il giornale in edicola come i nuovi lettori online», osserva Carlolyn McCall, chief executive del Guardian Media Group. Jeff Jarvis, blogger a Buzzmachine e docente alla City University of New York Graduate School of Journalism, teorizza: «Cominceremo a riconsiderare il giornalismo per le sue componenti funzionali, dalla scoperta di notizie alla selezione, dalla gestione dei contenitori alla distribuzione, dalla vendita di contenuti alla connessione con i messaggi pubblicitari... Non è detto che tutte queste funzioni verranno sempre svolte da organizzazioni integrate verticalmente».

Ogni punto di vista è giustificato. Dalla storia di chi lo propone o dell'organizzazione a cui appartiene chi lo propone. E dalla complessità oggettiva di qualunque ipotesi di sviluppo futuro nell'ecosistema dell'informazione che si va generando intorno alla digitalizzazione dei media e alla sempre più chiara partecipazione attiva del pubblico nella produzione e diffusione di notizie e opinioni sull'attualità. Ma è chiaro che internet ha costretto i giornali a ripensarsi in profondità. Aprendo la strada a nuove imprese a bassissimo costo, come TechCrunch, ma anche generando impensate opportunità per oggetti cartacei altamente selettivi come Monocle. Il vero dilemma è per le imprese che servono persone che sono prima di tutto cittadini. «La democrazia ha bisogno di qualcuno che faccia inchieste, risponda al puro e semplice bisogno di informazione della comunità, vada in Afghanistan e racconti quello che sta davvero succedendo laggiù. E questo costa. Carta o non carta» osserva McCall.

In attesa della carta elettronica, ormai prossima dopo il nuovo salto tecnologico ottenuto dai laboratori dell'Hp usando un film di plastica della DuPont, il giornalismo si sta già riclassificando. Non più in base ai media che utilizza per diffondersi. Ma in base allo scopo sociale ed economico che persegue. Sicché anche i modelli di sostenibilità e di profittabilità si differenziano. Alcuni giornali, più settoriali, possono forse vivere soltanto online e soltanto di pubblicità. Altri, orientati alla visione, alla critica, al gusto, possono farsi pagare da lettori e inserzionisti che li vedono come forme di design delle idee e della loro espressione. Altri ancora, orientati soprattutto a servire il dibattito democratico, hanno bisogno soprattutto del sostegno delle loro comunità di riferimento. Ma dovranno imparare a giustificare quel sostegno con uno sforzo di qualità profondamente rinnovato.

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8:00:01 PM    comment [];

Complicazioni

A leggere questa descrizione di vita quotidiana nel mondo delle applicazioni informatiche che si usano online - e ricordando le tante esperienze fatte negli ultimi vent'anni con i computer che si usano offline - viene da chiedersi se non ci stiamo complicando un po' la vita...


7:23:38 PM    comment [];

Domani felicità a Pontedera

Economia della felicità
Associazione 360
360 TOSCANAFORUM 2009
Museo Piaggio "Giovanni Alberto Agnelli"
Pontedera - Viale Rinaldo Piaggio, 7
30 e 31 Gennaio 2009


7:09:00 PM    comment [];

Mercoledì, 28 gennaio 2009
 

Incontri straordinari: Kahneman e Taleb

Il lavoro di Daniel Kahneman ha aperto una strada nuova per chiunque non si rassegni a vedere l'economia solo come un metodo per arricchire i banchieri a spese di tutti gli altri: Kahneman ha contribuito in modo decisivo a riportare le persone e le dinamiche relazionali nell'ambito di indagine dell'economia. Tanto è vero che Nassim Taleb apprezza molto Kahneman: Taleb ha visto con largo anticipo che alcuni banchieri stavano mandando il mondo a gambe all'aria e non ha mai accettato di rassegnarsi all'idea di lasciarli fare.

Kahneman e Taleb si sono incontrati ieri a Dld, Monaco. L'incontro è stato straordinario per molti versi. Ma soprattutto, secondo me, per il retrogusto culturale del dibattito (la registrazione è sul sito di Dld).

Taleb era profondamente indignato per il fatto che una scienza come l'economia fosse riuscita a far credere a tutti di essere capace di prevedere e prevenire il rischio, mentre ne era palesemente incapace. Questo inganno collettivo, durato a lungo, ha reso possibile il lavoro truffaldino dei banchieri e la rovina che essi hanno causato alle loro istituzioni e l'impoverimento di chi opera nell'economia reale quasi ovunque nel mondo. E proponeva una riforma della finanza in base alla quale tutto venga sostanzialmente semplificato e non ci sia più bisogno di gente che prevede (anche se non ne è capace) l'andamento dell'economia aumentando i fattori di rischio in caso di bufera finanziaria.

Kahneman, che chiaramente provava simpatia per l'intelligente anche se indignata narrazione di Taleb, non ha potuto fare a meno di ricordare uno dei più chiari risultati delle sue ricerche: nella maggior parte dei casi, le persone non ragionano in modo razionale; piuttosto prendono decisioni in base all'intuizione, cioè in base alla prima idea che viene loro in mente. Un sistema di rassicurazioni come quello che arriva dall'economia tradizionale - quella che si dichiara in grado di prevedere e prevenire i rischi - piace a una società di personee che agiscono prevalementemente in base all'intuizione. Gli unici razionali, fa capire Kahneman, sono i banchieri che hanno accumulato un sacco di soldi per sé.

Taleb ha risposto richiamando il fatto che a essere irrazionale non è il comportamento dei banchieri ma il sistema che consente loro di fare quello che hanno fatto. E Kahneman, pur dandogli ragione, ha ribadito che introdurre nella società la razionalità del sistema che chiede Taleb sarà difficile perché implicherebbe un'attività di ragionamento da parte di molte persone che di solito si dimostrano più orientate, appunto, a lasciarsi cullare nell'intuizione.

Siamo di fronte al confronto tra ragione e abitudine, tra volontà di riforma e inerzia sociale, tra pensieri individuali e comportamenti collettivi... Che cosa conta di più? Chi vince nel confronto? Ha ragione il prudente Kahneman o l'indignato e volenteroso Taleb? Forse ci vogliono entrambe le posizioni: un atto di ribellione è pur sempre l'inizio dell'innovazione; ma la ribellione è tattica, mentre la consapevolezza delle difficoltà è un principio di strategia.

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7:49:20 AM    comment [];

Martedì, 27 gennaio 2009
 

Bruce Sterling. State of the world

«I agree that there's an irrational panic now. There are also a large crowd of severe, real-world, fully rational, deeply structural problems that have gone unconfronted for years. These problems are not directly responsible for the money panic, but the blatant neglect there has created an atmosphere of crisis». L'intervista annuale sullo stato del mondo a Bruce Sterling di Jon Lebkowsky su theWell è da leggere. Alcuni estratti su Opinionator.


10:10:23 AM    comment [];

Mike Arrington, la febbre e Jobs

Mike Arrington è a Monaco per Dld. Ieri ha parlato delle prospettive per i giornali dicendo che non c'è futuro per la carta perché costa troppo. E che tutto si può fare con uno staff di pochissime persone motivate. Ha discusso, al solito un po' ruvido, anche con Tyler Brûlé, fondatore di Monocle e sostenitore della qualità nel giornalismo. Poi è corso nella sua camera d'albergo con l'influenza. E ha cominciato ad arrabbiarsi per come alcuni siti di informazione stanno trattando le voci - a quanto pare del tutto campate in aria e comunque prive di rispetto per la vita privata di una persona - secondo le quali Steve Jobs sta per avere un trattamento chirurgico. Ha ragione. E non è certo la carta che garantisce la qualità. Ma di sicuro non basta - per dare un futuro sensato al giornalismo - puntare tutto sulla riduzione dei costi.


10:01:09 AM    comment [];

Mark Ecko. Still free

Mark Ecko, designer e imprenditore della moda americana, aveva fatto questo video nel 2006. La storia di un paio di ragazzi che riescono a taggare l'Air Force One con la scritta «still free»...



Era un magnifico fake, naturalmente...

Ora, al Dld di Monaco, Ecko dice che non lo rifarebbe per l'aereo di Obama. «E' diverso ora. E' un diverso Air Force One»...


9:42:44 AM    comment [];

Lunedì, 26 gennaio 2009
 

Un destino di parole
Come cambiano le parole mentre seguono il loro percorso nel mondo?

Si diceva: «Non scrivere per la carta ma per il tempo delle persone che leggono».

Appunto...

Parole pronunciate nel corso di una conversazione tra giornalisti. Sgorgate dal quasi magico incontro tra una volontà di farsi capire e da una preparazione ad ascoltare. Neuroni a specchio. Intelligenza collettiva.

Poi parole diventate un messaggino su Twitter. Assorbite da FriendFeed. Approvate o più spesso ovviamente ignorate. E ripetute qui. Forse in vista di andare altrove. In nuove conversazioni, in nuovi messaggi, in nuovi media. Bit a specchio. Intelligenza collettiva.

Le parole hanno come conseguenza delle cose quando attraverso quelle parole si vedono cose che non si vedevano. Qualche volta occorrono parole per superare le barriere che le cose sembrano frapporre sulla strada delle persone. Ma anche questo lo sappiamo e sappiamo che non basta più. Occorre anche che quelle parole destinate a far vedere qualcosa che supera le barriere, siano pronunciate da una persona la cui biografia le rende credibili.

Quando è Obama a dire che «l'impossibile è diventato possibile» la sua biografia lo dimostra. E' questo il nuovo rapporto tra fatti e parole: non tanto la coerenza - sempre più difficile nell'epoca della complessità - quanto piuttosto la capacità di dimostrare ciò che si dice attraverso la verifica sui fatti. Ecco perché la storia è una disciplina che torna di attualità ogni volta che ci proiettiamo a guardare verso il futuro. Imho.


9:36:01 AM    comment [];

Il rispetto per i libri e il vortice digitale

I libri si difendono meglio nel vortice digitale. Forse perché godono di maggior rispetto da parte di tutti. (Lo si ipotizzava in un post di qualche tempo fa che c'è un rapporto tra il rispetto per chi si occupa di un aspetto della conoscenza o dell'arte e la rinuncia a comportamenti pirateschi...).

Questo sta portando anche ad alcune novità importanti. La consultazione gratuita online sembra destinata a diffondersi. E anche un piccolo, o grande, mercato di libri in digitale sembra sempre meno improbabile (almeno per certi tipi di libri, forse più manualistici o forse meno facili da trovare).

O'Reilly dice che il secondo canale di vendita di un suo libro recente è l'iPhone... Mi pare che da questo punto di vista le cose si stiano muovendo in modo tale che sta soprattutto agli editori e agli autori capire la situazione e prendere decisioni intelligentemente consequenziali.


9:02:34 AM    comment [];

Domenica, 25 gennaio 2009
 

Immagine di I neuroni specchioBookblogging
Sinapsi sociali
Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano

Leggendo dei neuroni a specchio attraverso le pagine di un maestro come Marco Iacoboni sembra di trovare lo spazio nel quale trovano finalmente una casa i concetti antichi e fondamentali della socialità della specie umana.

I neuroni a specchio si attivano quando una persona si connette a un'altra persona. Sono come dei terminali cerebrali per la comunicazione. Entrano in funzione quando una persona deve interpretare l'azione di un'altra persona.

Scoperti grazie al lavoro pionieristico della squadra del professor Giacomo Rizzolatti a Parma, sono un territorio di ricerca entusiasmante per chi si occupa di neuroscienze. Ma costituiscono il fondamento di una delle innovazioni più importanti nella nostra visione del mondo.

La specie umana e organizzata in società anche dal punto di vista cerebrale. Come i neuroni hanno funzioni e senso in quanto si connettono tra loro attraverso le sinapsi, così si direbbe le persone funzionano e trovano senso in quanto si connettono con le altre persone: sicché si può dire che i neuroni a specchio potrebbero essere parte delle sinapsi di una sorta di intelligenza collettiva che tiene insieme la società.

Internet, la psicanalisi, il dna, sono ambiti di ricerca nei quali la dimensione della relazione tra persone diventa un territorio da indagare di per se. Forse non è un cervello collettivo dell'umanità. Ma la nostra consapevolezza individuale può comunque essere affinata da una più profonda consapevolezza sociale.


Alcuni libri che ho comprato
Impressioni mentre leggo
Loriz Mazzetti
La macchina delle bugie
Rizzoli



Erri De Luca

Il giorno prima della felicità
Feltrinelli

La manopolazione dell'informazione
come pratica quotidiana. Una
paranoica azione continua per
nascondere le notizie.


A Napoli. Le avventure i un bambino
che inopinatamente scopre una
sete inestinguibile di sapere. E trova
libri e racconti memorabili.



Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"...
Le storie contro la storia (18 gennaio 2009)
Io non sono il mio cervello (11 gennaio 2009)
Luminosa oscurità (4 gennaio 2009)
Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008)
Il pericolo e l'intelligenza (14 dicembre 2008)
Beato chi si scandalizza (30 novembre 2008)
Viaggio per la felicità (2 novembre 2008)
Mercato o capitalismo (19 ottobre 2008)
Hacker (12 ottobre 2008)
Odio (27 settembre 2008)
Querdenker (24 agosto 2008)
L'indicibile segreto del segreto (14 agosto 2008)
Il filo dei libri (15 luglio 2008)
Felicità in azienda (28 maggio 2008)
Siamo le nostre azioni pubbliche (11 maggio 2008)
Senza povertà (4 maggio 2008)
Nothing ends (27 aprile 2008)
Esplorazioni insensate (5 aprile 2008)
L'arte del rinnovamento (16 marzo 2008)
L'arte nella storia (9 marzo 2008)
La logica della decrescita (2 marzo 2008)
La lettura dei confini (24 febbraio 2008)
La fortuna della filosofia (17 febbraio 2008)
Pensieri astratti su realtà concrete (3 febbraio 2008)
Memoria. Felicità (27 gennaio 2008)
Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008)
Libertà della scienza (16 gennaio 2008)
Leggere nella complessità (13 gennaio 2008)
Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008)
Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007)
Il senso e la visione (22 dicembre 2007)
L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007)
La complessità della conoscenza (9 dicembre 2007)
L'organizzazione informale (2 dicembre 2007)
Il comune senso del capitalismo (4 novembre 2007)
Il gioco della matematica (28 ottobre 2007)
Numeri da leggere (7 ottobre 2007)
Fantadesign da leggere (30 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica / 2 (23 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica (16 settembre 2007)
Leggere il video partecipativo (5 agosto 2007)
L'identità delle vittime (29 luglio 2007)
La poesia di un amico è il titolo del racconto della tua vita (22 luglio 2007)
Leggere l'incomprensione (15 luglio 2007)
Il destino di leggere (8 luglio 2007)
Leggere la razza padrina (1 luglio 2007)
Leggere un incontro di civiltà (24 giugno 2007)
Lettura bella e popolare (17 giugno 2007)
Ricchezza della lettura in rete (3 giugno 2007)
Mutazioni nella lettura (27 maggio 2007)
Leggere nel futuro della città (20 maggio 2007)
Leggere il segreto di un inventore (13 maggio 2007)
L'organizzazione da leggere (6 maggio 2007)
La felicità di leggere (29 aprile 2007)
La scommessa di leggere (22 aprile 2007)
Leggere nel pensiero (15 aprile 2007)
Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007)
Leggere nella rete (1 aprile 2007)
Leggere gli effetti dell'autobiografia (25 marzo 2007)
Leggere memi (18 marzo 2007)
Leggere l'identità del reporter (11 marzo 2007)
Leggere gli scenari (4 marzo 2007)
Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007)
Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007)
Leggere parole chiave (11 febbraio 2007)
Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007)
Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007)
Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007)
Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007)
Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006)
Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)


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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio (L'Aleph). E... Vibrisse, Lipperatura, Litteratitudine. Wittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di Lettura, Penna e mouse, Bookrepublic. La Frusta. Zam. Booksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTv. Palagniac. Amalteo. Carmilla online. Antonio Genna.

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In libreria: Economia della felicità, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Feltrinelli



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12:25:24 PM    comment [];

Il digitale abbatte il duopolio tv

Lo Studio Frasi calcola gli spettatori della televisione distinguendo tra quelli che hanno solo la tv analogica, quelli che hanno il satellite e quelli che hanno solo il digitale terrestre. Ne parla l'edizione cartacea di oggi del Sole 24 Ore.

Risultato in termini di share (quanti guardano i canali in percentuali su quanti guardano la tv):


Rai (tre canali)
Mediaset (tre canali)
Per chi ha solo tv analogica
51.99
41,78
Per chi ha il satellite
29,82
28,93
Per chi ha solo tv digitale terrestre
41,13
37,05


11:56:13 AM    comment [];

Tremila o trentamila

Trentamila soldati per la sicurezza delle città italiane? La differenza rispetto ai tremila già schierati non è di poco conto e andrebbe spiegata: o i tremila già schierati non sono sufficienti, oppure i soldati non sono una soluzione.


11:45:36 AM    comment [];


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