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Mercoledì, 28 gennaio 2009
 

Incontri straordinari: Kahneman e Taleb

Il lavoro di Daniel Kahneman ha aperto una strada nuova per chiunque non si rassegni a vedere l'economia solo come un metodo per arricchire i banchieri a spese di tutti gli altri: Kahneman ha contribuito in modo decisivo a riportare le persone e le dinamiche relazionali nell'ambito di indagine dell'economia. Tanto è vero che Nassim Taleb apprezza molto Kahneman: Taleb ha visto con largo anticipo che alcuni banchieri stavano mandando il mondo a gambe all'aria e non ha mai accettato di rassegnarsi all'idea di lasciarli fare.

Kahneman e Taleb si sono incontrati ieri a Dld, Monaco. L'incontro è stato straordinario per molti versi. Ma soprattutto, secondo me, per il retrogusto culturale del dibattito (la registrazione è sul sito di Dld).

Taleb era profondamente indignato per il fatto che una scienza come l'economia fosse riuscita a far credere a tutti di essere capace di prevedere e prevenire il rischio, mentre ne era palesemente incapace. Questo inganno collettivo, durato a lungo, ha reso possibile il lavoro truffaldino dei banchieri e la rovina che essi hanno causato alle loro istituzioni e l'impoverimento di chi opera nell'economia reale quasi ovunque nel mondo. E proponeva una riforma della finanza in base alla quale tutto venga sostanzialmente semplificato e non ci sia più bisogno di gente che prevede (anche se non ne è capace) l'andamento dell'economia aumentando i fattori di rischio in caso di bufera finanziaria.

Kahneman, che chiaramente provava simpatia per l'intelligente anche se indignata narrazione di Taleb, non ha potuto fare a meno di ricordare uno dei più chiari risultati delle sue ricerche: nella maggior parte dei casi, le persone non ragionano in modo razionale; piuttosto prendono decisioni in base all'intuizione, cioè in base alla prima idea che viene loro in mente. Un sistema di rassicurazioni come quello che arriva dall'economia tradizionale - quella che si dichiara in grado di prevedere e prevenire i rischi - piace a una società di personee che agiscono prevalementemente in base all'intuizione. Gli unici razionali, fa capire Kahneman, sono i banchieri che hanno accumulato un sacco di soldi per sé.

Taleb ha risposto richiamando il fatto che a essere irrazionale non è il comportamento dei banchieri ma il sistema che consente loro di fare quello che hanno fatto. E Kahneman, pur dandogli ragione, ha ribadito che introdurre nella società la razionalità del sistema che chiede Taleb sarà difficile perché implicherebbe un'attività di ragionamento da parte di molte persone che di solito si dimostrano più orientate, appunto, a lasciarsi cullare nell'intuizione.

Siamo di fronte al confronto tra ragione e abitudine, tra volontà di riforma e inerzia sociale, tra pensieri individuali e comportamenti collettivi... Che cosa conta di più? Chi vince nel confronto? Ha ragione il prudente Kahneman o l'indignato e volenteroso Taleb? Forse ci vogliono entrambe le posizioni: un atto di ribellione è pur sempre l'inizio dell'innovazione; ma la ribellione è tattica, mentre la consapevolezza delle difficoltà è un principio di strategia.

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7:49:20 AM    comment [];

Martedì, 27 gennaio 2009
 

Bruce Sterling. State of the world

«I agree that there's an irrational panic now. There are also a large crowd of severe, real-world, fully rational, deeply structural problems that have gone unconfronted for years. These problems are not directly responsible for the money panic, but the blatant neglect there has created an atmosphere of crisis». L'intervista annuale sullo stato del mondo a Bruce Sterling di Jon Lebkowsky su theWell è da leggere. Alcuni estratti su Opinionator.


10:10:23 AM    comment [];

Domenica, 25 gennaio 2009
 

Immagine di I neuroni specchioBookblogging
Sinapsi sociali
Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano

Leggendo dei neuroni a specchio attraverso le pagine di un maestro come Marco Iacoboni sembra di trovare lo spazio nel quale trovano finalmente una casa i concetti antichi e fondamentali della socialità della specie umana.

I neuroni a specchio si attivano quando una persona si connette a un'altra persona. Sono come dei terminali cerebrali per la comunicazione. Entrano in funzione quando una persona deve interpretare l'azione di un'altra persona.

Scoperti grazie al lavoro pionieristico della squadra del professor Giacomo Rizzolatti a Parma, sono un territorio di ricerca entusiasmante per chi si occupa di neuroscienze. Ma costituiscono il fondamento di una delle innovazioni più importanti nella nostra visione del mondo.

La specie umana e organizzata in società anche dal punto di vista cerebrale. Come i neuroni hanno funzioni e senso in quanto si connettono tra loro attraverso le sinapsi, così si direbbe le persone funzionano e trovano senso in quanto si connettono con le altre persone: sicché si può dire che i neuroni a specchio potrebbero essere parte delle sinapsi di una sorta di intelligenza collettiva che tiene insieme la società.

Internet, la psicanalisi, il dna, sono ambiti di ricerca nei quali la dimensione della relazione tra persone diventa un territorio da indagare di per se. Forse non è un cervello collettivo dell'umanità. Ma la nostra consapevolezza individuale può comunque essere affinata da una più profonda consapevolezza sociale.


Alcuni libri che ho comprato
Impressioni mentre leggo
Loriz Mazzetti
La macchina delle bugie
Rizzoli



Erri De Luca

Il giorno prima della felicità
Feltrinelli

La manopolazione dell'informazione
come pratica quotidiana. Una
paranoica azione continua per
nascondere le notizie.


A Napoli. Le avventure i un bambino
che inopinatamente scopre una
sete inestinguibile di sapere. E trova
libri e racconti memorabili.



Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"...
Le storie contro la storia (18 gennaio 2009)
Io non sono il mio cervello (11 gennaio 2009)
Luminosa oscurità (4 gennaio 2009)
Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008)
Il pericolo e l'intelligenza (14 dicembre 2008)
Beato chi si scandalizza (30 novembre 2008)
Viaggio per la felicità (2 novembre 2008)
Mercato o capitalismo (19 ottobre 2008)
Hacker (12 ottobre 2008)
Odio (27 settembre 2008)
Querdenker (24 agosto 2008)
L'indicibile segreto del segreto (14 agosto 2008)
Il filo dei libri (15 luglio 2008)
Felicità in azienda (28 maggio 2008)
Siamo le nostre azioni pubbliche (11 maggio 2008)
Senza povertà (4 maggio 2008)
Nothing ends (27 aprile 2008)
Esplorazioni insensate (5 aprile 2008)
L'arte del rinnovamento (16 marzo 2008)
L'arte nella storia (9 marzo 2008)
La logica della decrescita (2 marzo 2008)
La lettura dei confini (24 febbraio 2008)
La fortuna della filosofia (17 febbraio 2008)
Pensieri astratti su realtà concrete (3 febbraio 2008)
Memoria. Felicità (27 gennaio 2008)
Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008)
Libertà della scienza (16 gennaio 2008)
Leggere nella complessità (13 gennaio 2008)
Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008)
Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007)
Il senso e la visione (22 dicembre 2007)
L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007)
La complessità della conoscenza (9 dicembre 2007)
L'organizzazione informale (2 dicembre 2007)
Il comune senso del capitalismo (4 novembre 2007)
Il gioco della matematica (28 ottobre 2007)
Numeri da leggere (7 ottobre 2007)
Fantadesign da leggere (30 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica / 2 (23 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica (16 settembre 2007)
Leggere il video partecipativo (5 agosto 2007)
L'identità delle vittime (29 luglio 2007)
La poesia di un amico è il titolo del racconto della tua vita (22 luglio 2007)
Leggere l'incomprensione (15 luglio 2007)
Il destino di leggere (8 luglio 2007)
Leggere la razza padrina (1 luglio 2007)
Leggere un incontro di civiltà (24 giugno 2007)
Lettura bella e popolare (17 giugno 2007)
Ricchezza della lettura in rete (3 giugno 2007)
Mutazioni nella lettura (27 maggio 2007)
Leggere nel futuro della città (20 maggio 2007)
Leggere il segreto di un inventore (13 maggio 2007)
L'organizzazione da leggere (6 maggio 2007)
La felicità di leggere (29 aprile 2007)
La scommessa di leggere (22 aprile 2007)
Leggere nel pensiero (15 aprile 2007)
Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007)
Leggere nella rete (1 aprile 2007)
Leggere gli effetti dell'autobiografia (25 marzo 2007)
Leggere memi (18 marzo 2007)
Leggere l'identità del reporter (11 marzo 2007)
Leggere gli scenari (4 marzo 2007)
Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007)
Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007)
Leggere parole chiave (11 febbraio 2007)
Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007)
Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007)
Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007)
Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007)
Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006)
Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)


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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio (L'Aleph). E... Vibrisse, Lipperatura, Litteratitudine. Wittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di Lettura, Penna e mouse, Bookrepublic. La Frusta. Zam. Booksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTv. Palagniac. Amalteo. Carmilla online. Antonio Genna.

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In libreria: Economia della felicità, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Feltrinelli



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12:25:24 PM    comment [];

Giovedì, 22 gennaio 2009
 

Conseguenze del software

Il libro di Lev Manovich («Software takes command») sulle conseguenze culturali del software è disponibile online in creative commons.


8:47:05 AM    comment [];

Mercoledì, 21 gennaio 2009
 

Continente emergente
Energia e arte per una cultura dell'innovazione

Armenia, Azerbaijan, Georgia, Iran, Giordania, Libano, Siria, Turchia. Strano insieme di popoli e di stati. Designano in realtà un insieme di territori sui quali siamo abituati a pensare che la storia è passata, ma che l'hanno molto spesso generata. Sulla scala della lunga durata, su quei territori si può vedere un continente perduto. E, per Serhan Ada, maestro di arte, cultura e design alla Bilgi University di Istambul, un continente emergente.

Il dibattito in questo senso è partito appunto da Istambul. Bisanzio. Costantinopoli. Da santralistambul (con la s minuscola). Dalla centrale elettrica turca trasformata in luogo di creazione e museo (di energia e arte). Da un pensiero: uno spazio culturale comune per attivare uno spazio pubblico comune, al servizio delle culture di quel vasto territorio nel quale i popoli e gli stati non coincidono quasi mai. Nel quale l'arte, finora asservita all'alternativa diabolica tra il mercato e le convenzioni di scuola, cerca uno spazio di libertà pubblico. Nel quale sviluppare una collaborazione creativa, come suggerisce Serhan Ada. Che contribuisca a ridefinire i confini di luoghi culturali che sembrano chiusi in un'eterna forma di conflittualità senza sbocco. La liberazione del pubblico dominio è anche questo.

Come non vedere una sorta di analogia con il continente invisibile della conoscenza che si sviluppa grazie alla rete? Chiusura, conflitto, ripetitività ossessiva: assenza di pubblico dominio. Pace, collaborazione, creazione innovativa: ricchezza di pubblico dominio. Chissà perché, si può leggere di queste cose la sera prima dell'inaugurazione di Nexa al Politecnico di Torino.


10:59:36 PM    comment [];

Domenica, 18 gennaio 2009
 

Immagine di StorytellingBookblogging
Le storie contro la storia
Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano

L'antica arte del racconto è ormai diventata, secondo Christian Salmon, la tecnica di controllo del consenso sociale fondamentale per il potere economico e per il potere politico. Ma può essere anche lo strumento della resistenza di chi voglia cambiare il mondo. A questo proposito, il punto di rottura, il centro del confronto, il contesto intellettuale più importante è il rapporto tra il racconto di storie e la storia. Per questo approccio, Storytelling è un libro da leggere. Ne parlano - tra gli altri - Antonio Genna e, criticamente, Wu Ming 2.

C'è naturalmente un'enorme biblioteca di saggi su queste questioni, antiche e costantemente riattualizzate. Salmon ne è consapevole - basta dare un'occhiata alla sua bibliografia - e ne dà conto nei passaggi chiave della sua esposizione che lo porta a interpretare la novità dello storytelling contemporaneo come una sorta di pragmatica filosofia del potere, nella società dei grandi media. Ma è anche interessato a dare un saggio della capacità di convincimento che deriva dal racconto di storie, usando proprio le storie per argomentare intorno alla sua tesi e accompagnare il lettore nel suo percorso teorico. Sicché il libro è coerentemente divertente: e solo a una lettura superficiale può apparire vagamente dispersivo.

Si parte dalle tecniche di storytelling sviluppate dal marketing e poi adottate dal management che gestisce il potere in azienda, si passa dallo storytelling degli inventori delle sempre rinnovate trappole economico-finanziarie per arrivare allo storytelling del potere politico. Le conclusioni sono importanti: la narrazione è cambiata. Ne è cambiato il senso e lo scopo: «Dai grandi miti del passato al romanzo moderno, la funzione dei racconti è sempre stata quella di esplorare le condizioni di un'esperienza possibile - i nuovi rapporti con il corpo, il tempo e lo spazio - di inventare come diceva Deleuze un 'popolo che manca'. I nuovi racconti che lo storytelling ci propone, evidentemente, non esplorano le condizioni di un'esperienza possibile, ma le modalità del suo asservimento. Le innumerevoli stories create dalla macchina della propaganda sono protocolli di ammaestramento, di addomesticazione, che mirano a prendere il controllo delle pratiche e ad appropriarsi dei saperi e dei desideri degli individui. Sotto l'immensa accumulazione di racconti prodotti dalle società moderne, viene alla luce un 'Nuovo Ordine Narrativo' che presiede alla formattazione dei desideri e alla propagazione delle emozioni, per mezzo della loro messa in narrazione, indicizzazione e archiviazione, diffusione e standardizzazione, strumentalizzazione attraverso tutte le modalità di controllo».

E' il pensiero, per esempio, di Henri Guaino, consigliere di Nicholas Sarkozy: «La politica è scrivere una storia condivisa da coloro che la fanno e coloro ai quali è destinata. Non si trasforma un paese senza essere capaci di scrivere e di raccontare una storia». (Salmon cita in proposito alcuni estratti di discorsi pronunciati da Sarkozy e scritti da Guaino, che il blogger Aldor ha raccolto in un post: mostrano come la storia da scrivere sia una sorta di nuova mitologia della Francia).

Il racconto della funzione di potere del racconto è ovviamente inquietante. Come diceva negli ultimi anni lo stesso Paul Ricoeur: «Le minacce che atttestano la fragilità dell'identità personale o collettiva non sono illusorie: è degno di nota che le ideologie del potere si adoperino, con un successo inquietante, nel manipolare queste fragili identità per mezzo delle mediazioni simboliche dell'azione». E vale a commento la testimonianza di Don DeLillo sul periodo in cui lavorava in un'agenzia di pubblicità: «Mi ha insegnato a diffidare della tecnica dello storytelling, usata oggi dai nostri uomini politici: per far ingoiare l'inaccettabile, essi raccontano storie semplici, in cui tutti possono riconoscersi». E la qualità di quelle storie è tale da opporsi alla storia come scriveva nel suo manifesto intitolato Défocaliser il regista danese Lars von Trier.

Ma sul finale, Salmon si impone di prendere in considerazione il lato opposto della questione. Se lo storytelling è tanto efficace per costruire il potere, perché non dovrebbe essere altrettanto efficace per chi lo voglia mettere in discussione o per chi voglia almeno resistere? «Questa lotta è già cominciata» dice Salmon «si fa strada nel tumulto di internet e nel disordine delle stories, scopre pratiche nuove e minoritarie, che sfuggono nella maggior parte dei casi allo sguardo dei media dominanti, ma il cui potere è tuttavia reale».


Alcuni libri che ho in mano
Impressioni mentre leggo
Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta
Marsilio



Haruki Murakami

Dance Dance Dance
Vintage

Si aspettava da tempo il terzo
volume della trilogia di Larsson.
Ora che è arrivato, non va divorato:
va centellinato.


Murakami crea atmosfere vagamente
allucinanti, giapponesi fino al midollo
e profondamente universali. Oltre che
divertenti.



Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"...
Io non sono il mio cervello (11 gennaio 2009)
Luminosa oscurità (4 gennaio 2009)
Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008)
Il pericolo e l'intelligenza (14 dicembre 2008)
Beato chi si scandalizza (30 novembre 2008)
Viaggio per la felicità (2 novembre 2008)
Mercato o capitalismo (19 ottobre 2008)
Hacker (12 ottobre 2008)
Odio (27 settembre 2008)
Querdenker (24 agosto 2008)
L'indicibile segreto del segreto (14 agosto 2008)
Il filo dei libri (15 luglio 2008)
Felicità in azienda (28 maggio 2008)
Siamo le nostre azioni pubbliche (11 maggio 2008)
Senza povertà (4 maggio 2008)
Nothing ends (27 aprile 2008)
Esplorazioni insensate (5 aprile 2008)
L'arte del rinnovamento (16 marzo 2008)
L'arte nella storia (9 marzo 2008)
La logica della decrescita (2 marzo 2008)
La lettura dei confini (24 febbraio 2008)
La fortuna della filosofia (17 febbraio 2008)
Pensieri astratti su realtà concrete (3 febbraio 2008)
Memoria. Felicità (27 gennaio 2008)
Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008)
Libertà della scienza (16 gennaio 2008)
Leggere nella complessità (13 gennaio 2008)
Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008)
Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007)
Il senso e la visione (22 dicembre 2007)
L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007)
La complessità della conoscenza (9 dicembre 2007)
L'organizzazione informale (2 dicembre 2007)
Il comune senso del capitalismo (4 novembre 2007)
Il gioco della matematica (28 ottobre 2007)
Numeri da leggere (7 ottobre 2007)
Fantadesign da leggere (30 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica / 2 (23 settembre 2007)
Vivere una lettura filosofica della politica (16 settembre 2007)
Leggere il video partecipativo (5 agosto 2007)
L'identità delle vittime (29 luglio 2007)
La poesia di un amico è il titolo del racconto della tua vita (22 luglio 2007)
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Leggere la razza padrina (1 luglio 2007)
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Leggere nel pensiero (15 aprile 2007)
Leggere nella mente digitale (8 aprile 2007)
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Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
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Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
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Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)


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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio (L'Aleph). E... Vibrisse, Lipperatura, Litteratitudine. Wittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di Lettura, Penna e mouse, Bookrepublic. La Frusta. Zam. Booksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTv. Palagniac. Amalteo. Carmilla online. Antonio Genna.

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Domenica, 11 gennaio 2009
 

Immagine di Affascinati dal cervelloBookblogging
Io non sono il mio cervello
Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano

Io non sono il mio cervello... Già. Ma non ho alcun modo per sapere alcunché - di me o del resto dell'universo - se non attraverso il mio cervello. «Fintanto che il cervello resterà un mistero, resterà arcano anche l'universo che ne riflette la struttura», scriveva Santiago Ramón y Cajal, pioniere degli studi sul cervello e premio Nobel nel 1906.

Filosofia, epistemologia, medicina sperimentale, psicologia, intelligenza artificiale si mescolano negli studi sul cervello in modo meraviglioso e vagamente inquietante. I neuroni sono cellule lunghe anche un metro (ce ne sono 100 miliardi in un cervello), sono collegati agli altri neuroni attraverso un'enorme quantità di sinapsi (ce ne sono 1 milione di miliardi in un cervello) e si scambiano segnali elettrici funzionando con una potenza tipo 10 watt. Il cervello è il 2 per cento del peso di una persona, ma il 20 per cento del suo consumo di ossigeno. Ed è capace di gestire dai 3 ai 1000 terabyte di informazione...

Ma ogni metafora tecnica per definire il cervello tende a svilire la nostra esperienza e la sua specificità. Gli studi sull'intelligenza artificiale sono serviti soprattutto a dimostrare che il cervello non funziona come una macchina a noi conosciuta o da noi riproducibile (per ora...). Un esperimento meraviglioso riportato da Marvin Lee Minsky mostra come un computer ben istruito si fosse dimostrato in grado di comprendere una storia che un ricercatore gli aveva raccontato circa le vicende di un padre al quale avevano rapito la figlia, ma aveva incontrato una difficoltà della quale lo stesso ricercatore si accorse solo con molto ritardo: il computer non comprendeva perché il padre rivolesse indietro la figlia.

In quelle sinapsi e in quei chilometri di neuroni ci sono ragionamenti ed emozioni, consapevolezze e incoscienze, esperienze e dimenticanze... La conoscenza della macchina cerebrale è un territorio di ricerca sconfinato. Probabilmente, se la metafora tecnicistica non prenderà la mano dei ricercatori, sarà anche un territorio nel quale si incontreranno davvero le diverse discipline che si occupano del pensiero e della mente, della coscienza e dell'intelligenza.

In questo libro, curato da Edoardo Boncinelli e Gianvito Martino, sono raccolti alcuni interventi sulla ricerca che riguarda il cervello proposti da grandissimi scienziati a BergamoScienza. E' una carrellata divulgativa e piuttosto aggiornata. Che, in effetti, apre la mente.


Alcuni libri che ho in mano
Impressioni mentre leggo
Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta
Marsilio



Réda Benkirane

La teoria della complessità
Bollati Boringhieri

Si aspettava da tempo il terzo
volume della trilogia di Larsson.
Ora che è arrivato, non va divorato:
va centellinato.


Una bellissima raccolta
di saggi su una teoria
che, più che altro, è un
approccio alla teorizzazione.



Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"...
Luminosa oscurità (4 gennaio 2009)
Il nuovo paradigma della finanza (21 dicembre 2008)
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Felicità in azienda (28 maggio 2008)
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Senza povertà (4 maggio 2008)
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Esplorazioni insensate (5 aprile 2008)
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L'arte nella storia (9 marzo 2008)
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Memoria. Felicità (27 gennaio 2008)
Libertà della conoscenza (20 gennaio 2008)
Libertà della scienza (16 gennaio 2008)
Leggere nella complessità (13 gennaio 2008)
Leggere una storica scomparsa - 2 (6 gennaio 2008)
Leggere una storia scomparsa (31 dicembre 2007)
Il senso e la visione (22 dicembre 2007)
L'Italia e gli italiani (16 dicembre 2007)
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Leggere gli scenari (4 marzo 2007)
Leggere di quelli che lavorano (25 febbraio 2007)
Leggere dentro e fuori (18 febbraio 2007)
Leggere parole chiave (11 febbraio 2007)
Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007)
Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007)
Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007)
Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007)
Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006)
Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)


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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti), Seia Montanelli (Paese d'Ottobre), Renee (Book of the day), Mitì Vigliero (Placida Signora), Gian Paolo Serino (Satisfiction), Gattostanco, Gabriella Alù (Non solo Proust), Patrizia Bruce (Dimmi, cosa leggi?), Angèle Paoli (Terres del femmes), Alessio (L'Aleph). E... Vibrisse, Lipperatura, Litteratitudine. Wittgenstein, talvolta. E inoltre: Bottega di Lettura, Penna e mouse, Bookrepublic. La Frusta. Zam. Booksblog. E MilanoNera. E Sottotomo... BooksWebTv. Palagniac. Amalteo.

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In libreria: Economia della felicità, dalla blogosfera al valore del dono e oltre, Feltrinelli


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