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Sabato, 10 maggio 2008
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Aggiornamento giornalismo
Grazie a tutti per i commenti lasciati a un post precedente su una prossima lezione attorno al giornalismo online: ho aggiornato gli appunti... C'è tempo fino a domani sera per migliorarli...
7:47:31 PM
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Giovedì, 8 maggio 2008
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Riscaldamento locale
Quanti amici! La bellezza di questo appuntamento è chiaramente nelle persone che sono venute da tutta Italia per vedere Al Gore e la presentazione di CurrentTv in Italia. Al teatro Ambra Jovinelli di Roma il clima è proiettato nel futuro. In effetti fa un caldo bestiale qui dentro. Un assaggio locale di riscaldamento globale.
(Gore parla dell'evoluzione dei media e della democrazia. Persone trasformate in consumatori e audience. Passive di fronte a un'informazione centralizzata. Internet ha ridato il potere alle persone). Intanto i blogger, che pure sembrano attentissimi, riescono contemporaneamente a bloggare e a chiacchierare con i vicini. Cvd.
Gore e tv. "Quando la televisione è nelle mani di pochi, la democrazia ne soffre". Mmmh... "Nel mio paese la democrazia è nei guai...". Già...
Tommaso Tessarolo. Direttore della programmazione italiana di CurrentTv. Target 18-35 anni. Persone che non sentono più loro la tv tradizionale. CurrentTv risponde. Perché è fatta dalla conversazione. E' la voce delle persone. Video di 3-8 minuti. Proposti in modalità shuffle (vuole dire casuale nel senso in cui è casuale uno dei modi di fruire la musica sull'iPod). Video da 500 euro in su.
"Contaminare": è una parola che Tessarolo ha usato due volte.
3:38:56 PM
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Mercoledì, 7 maggio 2008
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Giornalismo
Lunedì prossimo devo andare a parlare tre ore di giornalismo e internet. Ho scritto qualche appunto. Aperto per suggerimenti...
9:15:59 AM
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Sabato, 3 maggio 2008
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L'oscurantismo del rumore contro Beppe Grillo Le difficoltà della cultura, tutta da costruire, della cittadinanza informata
La polemica sulle affermazioni di Beppe Grillo dedicate a Umberto Veronesi è un esempio di oscurantismo informativo che mi pare vada analizzata. Lui a Torino ha sciolto il dubbio su quello che vuole fare e ha detto di voler essere l'iniziatore di una sorta di movimento di cittadini informati. Mi pare una buona cosa. Naturalmente tutta da confermare e lo vedremo. Nel caso Veronesi però si è visto quanto possa essere difficile.
Non pendo dalle labbra del comico genovese e non lo difendo (non è il mio compito). Voglio solo prendere questo caso per fare una riflessione.
Grillo ha detto che Veronesi ha valutato ininfluente il pericolo di tumori legato a un inceneritore. Qui un articolo della Repubblica. E ha detto che Veronesi riceve finanziamenti da costruttori di inceneritori. Come conseguenza ha interpretato "ininfluente" la valutazione di Veronesi.
Tante persone che sanno quanto Veronesi abbia fatto per la ricerca e la medicina si sono infuriate. Invece di discutere il fatto (se è vero, se è importante, se è tale da annullare la credibilità di Veronesi in materia) si sono semplicemente scandalizzate. E ne è venuta fuori una polemica.
Ancora una volta i fatti e la verifica delle (diciamo presunte) notizie sono stati messi in secondo piano rispetto alle posizioni preconcette. E' vero o non è vero l'insieme di fatti raccontato da Grillo? E quali ne sono le interpretazioni corrette?
Secondo me può benissimo essere che il giudizio di Veronesi non sia influenzato da chi lo finanzia. E che il finanziamento a una cosa buona sia comunque lodevole da qualunque parte venga. E' possibile che le conclusioni che Grillo tirava dalla "notizia" fossero sbagliate. Ma nessuno, a quanto mi risulta, ha discusso la notizia. Questo è il problema del cittadino informato. Non c'è un approccio empirico ma ideologico a tutto.
Per i giornalisti questa è un'opportunità. Perché il loro mestiere li potrebbe portare a svolgere un migliore servizio all'informazione. Ed è un'opportunità per tutti i cittadini che vogliano contribuire all'informazione, locale, settoriale e globale.
Ma è anche importante costruire una cultura a favore della cittadinanza informata e che si vuole informare tale per cui i fatti vengano presi come fatti, le notizie verificate, e le conclusioni a loro volta discusse su un piano empirico. L'interpretazione ideologica o preconcetta non aiuta la ricerca. L'interpretazione sostanziale, quella non può certo essere negata: ma sulla base di una ricerca dei fatti un po' più solida. A meno che non si voglia abbandonare l'idea di fare informazione e dedicarsi soltanto a campagne di comunicazione. Imho.
(Altre questioni controverse, trattate in modo analogo: 1. la critica al presidente della Repubblica sulle morti sul lavoro non è stata analizzata guardando a quanto Napolitano ha fatto in materia e ai suoi poteri in materia, ma solo come fatto polemico; 2. la questione della multa europea ai danni dello stato italiano per non aver imposto a Mediaset di portare Retequattro sul satellite).
4:54:13 PM
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Venerdì, 2 maggio 2008
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Agenda ed esperienza recente
Ho per qualche tempo chiacchierato dell'agenda pubblica e della capacità della rete di influenzarla. Dalla recente campagna elettorale ho tratto l'impressione che la rete sia riuscita, qualche volta, a smontare le campagne di stampa; solo in qualche caso a imporre idee all'attenzione generale. Ma ho visto che questo è successo anche per esempio al Sole 24 Ore: più un generatore di informazioni per comprendere meglio le conseguenze degli slogan che un promotore di elementi dell'agenda. Nel Sole, come nella rete, c'è una vocazione all'approfondimento. Quando funzionano questi media servono a leggere criticamente quello che altri lanciano in modo da generare opinioni facilmente preconfezionate. Sarebbe già qualcosa. Ma è uno sforzo preliminare a sviluppare la capacità di contribuire all'agenda con temi più veri di quelli lanciati in modo strumentale senza tener conto dei dati empirici. Imho.
12:06:59 PM
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Mercoledì, 30 aprile 2008
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Il blog di Annie Mole
Effettivamente il premiatissimo blog di Annie Mole (pseudonimo) sulla vita nella metropolitana di Londra è una bella idea. Dice che la gente passa in media 45 minuti sui mezzi pubblici al giorno e che almeno 3 milioni di persone vanno in metropolitana a Londra ogni giorno. E lei, Annie, ci passa almeno 80 minuti al giorno.
Ha un sacco di osservazioni da condividere. La gente che se ne sta chiusa in un angolo cercando di non farsi notare. La gente che pensa alla metropolitana come a un'estensione della sua camera da letto o del suo ufficio. Quelli che si truccano. Quelli che leggono, ovviamente... E' un blog iperlocale, ma capace di interessare una popolazione gigantesca. Idea tanto semplice quanto interessante. No?
7:02:40 PM
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Giovedì, 24 aprile 2008
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A domani...
Ieri si discuteva di futuro lontano. Ma i commenti al post invitavano a dire qualcosa sul futuro prossimo, su quello che si dirà domani, a Torino, nella piazza di Beppe Grillo.
Mi pare che le distanze concettuali tra giornalisti e blogger diminuiscano, mentre aumentano o restano invariate le distanze pratiche tra media mainstream e blogofera. Federico Ferrazza conferma la prima parte della frase. Massimo Mantellini testimonia la seconda parte della frase.
Ma domani un movimento orizzontale ricco e vivace vivrà ancora un po' dell'antica confusione. Blogger contro giornalisti oltre che media partecipati contro media verticali. Le tre richieste dei grilleschi sono sensatissime. Anche se ovviamente oltre che a distruggere bisogna pensare anche a costruire.
L'ordine dei giornalisti non è essenziale, ma la funzione della salvaguardia dell'indipendenza di chi fa informazione dalle motivazioni puramente finanziarie delle aziende editoriali è un problema che qualcosa deve prendere in carico e risolvere. La legge Gasparri ha effetti negativi sulla struttura della concorrenza nei media, ma una legge di sistema che garantisca l'innovazione e la qualità dei media va realizzata. E i contributi statali ai giornali sono una stramberia, ma il costo dell'invio postale dei giornali resta un problema in un contesto nel quale la distribuzione dei giornali resta piuttosto concentrata. Ripeto: queste cose vanno riformate, ma bisogna trovare qualcosa che risponda alle esigenze alle quali queste cose dovrebbero rispondere.
Il Sole 24 ore prende soldi dallo stato proprio sotto forma di riduzione dei costi postali per inviare i giornali in abbonamento. Altri giornali invece li prendono perché sono classificati come organi di partito. La prima questione è un sussidio alla distribuzione del giornale in luoghi non sufficientemente serviti dalle edicole o per aziende che acquistano il giornale in modo sistematico: il primo problema è più importante del secondo, evidentemente. Ma l'abolizione del sostegno alla distribuzione postale non mi pare una battaglia di enorme importanza. Specialmente in un paese che ha trovato il modo di sussidiare ancora per un anno l'Alitalia.
La legge Gasparri favorisce di fatto la conservazione dell'assetto del mercato pubblicitario. Il che non è un bene. Ma contiene un elemento intelligente: considera il sistema crossmediale e non classifica i media alla vecchia maniera delle filiere verticali. Il che è comunque un argomento positivo e da sviluppare.
L'ordine dei giornalisti è chiaramente obsoleto. Ma è anche vero che su quello si appoggia in parte la barriera allo strapotere delle esigenze finanziarie degli editori sulle scelte giornalistiche. Non perché l'ordine faccia molto in materia. Ma perché costituisce un freno culturale e deontologico alla totale mercificazione e strumentalizzione delle notizie. Aiuta a ricordare il tema.
L'argomento vero, l'argomento di prospettiva, sul quale appoggiare la progettazione complessiva dell'ecosistema dell'informazione è quello della crescita della capacità della società italiana di raccontarsi. Lo fanno i buoni giornalisti, lo fanno i buoni giornali, lo fanno i buoni editori, lo fanno i buoni blogger e tutti coloro che fanno parte del pubblico attivo e contribuiscono su YouTube o altro. Dobbiamo pensare a un ecosistema dell'informazione che valorizzi costoro e disincentivi i cattivi giornalisti, i cattivi giornali, i cattivi editori e i cattivi blogger. I blogger dell'odio, per esempio, che non ascoltano ma fanno proseliti o organizzano crimini (ce ne sono, lo sappiamo). Penso che alla lunga, il mercato non sia sufficiente come sistema che valorizza la qualità e disincentiva la beceraggine. Penso che ci salverà solo la consapevolezza di chi fa informazione, di tutti coloro che contribuiscono all'informazione. Al servizio della convivenza civile, del rispetto reciproco, del dibattito democratico. Questa consapevolezza nasce nel tempo. Parlandone senza falsa modestia. Credendoci. Sapendo che ciascuno porta un piccolo contributo ma che l'insieme è grande e essenziale. Sapendo che per innovare si può passare un po' di tempo a distruggere, ma pensando a ciò che si vuole costruire. Imho.
8:43:58 PM
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2008
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10-05-2008; 19:48:08.
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