Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
a laboratory for the study of broken democracy and creative capitalism.
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Online journalism

Bergamo, 12 maggio 2008
Una lezione sul giornalismo online
Per i colleghi dell'Eco di Bergamo


Da anni molti osservatori delle vicende editoriali annunciano un futuro inevitabile terremoto che cambierà drasticamente il paesaggio dell'industria dell'informazione. Andy Grove, uno dei pionieri di Silicon Valley, a lungo leader dell'Intel, ha sintetizzato l'idea nel 1999, sostenendo che nel corso dei successivi tre anni l'industria dei giornali avrebbe cominciato a sentire una stretta finanziaria fortissima, per la perdita di lettori a favore di internet (il resoconto è su Salon). E da allora una quantità di opinionisti, vagamente troppo semplicisti, hanno annunciato ricorsivamente la prossima fine dei giornali. Il 24 agosto del 2006, l'Economist ha dichiarato superata l'attesa, dedicando la sua copertina all'inchiesta intitolata "Who killed the newspaper?" (vedi blog).

La realtà è che i cambiamenti nelle opportunità offerte dalla tecnologia e nelle esigenze dimostrate dal pubblico, di fronte alle pretese della pubblicità e alle capacità dimostrate dagli editori e dai giornalisti, stanno effettivamente ponendo questioni fondamentali al business dell'informazione.

La complessità degli argomenti è rilevante. Ma alcune risposte stanno emergendo. E dipingono una fase di grandissima trasformazione per i giornali. Impongono una visione per attraversarla con successo. E propongono una nuova progettualità per i professionisti dell'informazione che potrebbe riservare anche sorprese positive.

La ricerca sarà accompagnata da tre considerazioni piuttosto dimostrate:
a. Il giornale non è la sua carta (e, se prende consapevolezza dell'ecosistema crossmediale dell'informazione, può rinnovare la sua missione)
b. Il pubblico si sta emancipando (erodendo tra l'altro l'attenzione e il tempo che dedica ai media tradizionali e partecipando alla generazione di informazione)
c. La pubblicità sta cercando nuove strade (sperimentando la crossmedialità, ascoltando quello che il pubblico sta dicendo, spostando risorse su nuovi media)

Di fronte a questi fenomeni, la visione e la consequenziale innovazione possono trasformare lo scenario verso tempi migliori, dice l'Economist del 1 maggio 2008.


1. Che cosa fa internet al pubblico interessato alle notizie?

Si possono cercare le solite testate. Beni esperienza.
Si possono cercare gli articoli attraverso gli aggregatori, saltando le testate.
Si possono andare a cercare approfondimenti sulle fonti dirette.
Si può contribuire all'informazione con i blog, youtube, flick, i social network.
Si possono confrontare diversi giornali facilmente. In Italia e all'estero.


2. Che cosa fa internet alla struttura dei giornali?

Si ampliano le tentazioni editoriali di confondere il giornalismo con l'entertainment.
Si ampliano i timori editoriali per il futuro del business. Si teme la cannibalizzazione.
Cambia la definizione di giornale. Non più tautologica ma fondata su un metodo di lavoro specifico.
Si recupera lo spirito di servizio del giornalismo. Informazione per il pubblico contro comunicazione per le fonti.
La filiera produttiva non è più lineare ma crossmediale. Il lavoro dei giornalisti cambia per poter recuperare qualità.


3. Quali modelli di business?

La pubblicità: i banner
La pubblicità: i link sponsorizzati
Gli abbonamenti (archivi, notizie, approfondimenti)
Il business to business (agenzie per altri siti)
Vendita di altri servizi editoriali


4. Quali peculiarità per l'informazione locale?

La qualità diventa un plus fondamentale. Gli specialisti contano. (Washington Post)
L'iperlocalismo dei blog di informazione (Il blog sulla metropolitana di Londra di Annie Mole)
I costi bassi dei giornali nati online e che penetrano in una società che li accoglie (Varese News)
Il pubblico del giornale locale si raggiunge anche molto lontano (Il primo in Italia è stato l'Unione Sarda)
La crossmedialità è già avanzata in molte città a livello editoriale


5. È possibile per i giornalisti sviluppare e realizzare una visione del futuro?

La felicità e le relazioni. La struttura di un medium fatto di relazioni
Il giornale al servizio delle relazioni tra i cittadini.
Il declino della struttura industriale tradizionale.
Il nuovo paradigma della società della conoscenza
Lo sviluppo locale è il fondamento dello sviluppo tout court. E si basa sulla cultura


Link
Manuale di giornalismo
Online journalism review
Macloo online journalism
Wikipedia
Online journalism blog
Teaching online journalism
Il Corriere e i 10 comandamenti del Washington Post
Blog Luca De Biase


Studi
User generated content Oecd
Modelli di business non chiari First Monday
Il fattibile tecnologicamente non sarà necessariamente adottato First Monday
Diverso approccio alla selezione delle notizie First Monday
L'immediatezza conta di più delle funzionalità di personalizzazione First Monday
Ottimismo dei direttori. E preferenza per le redazioni integrate online offline. World Association of Newspapers Repubblica
Come innovare nel mondo dei giornali: Newspapernext, dell'American Press Institute.
Informazione v. comunicazione (blog)


Esempi di sperimentazioni
Robin Good MyBlogJournal
Nova100
New York Times
Guardian
Ask.com Big News
Huffington Post
Democracy now
DallasNews (lavorare con i lettori su grandi moli di documenti)

Problemi:
agenda (chi stabilisce l'agenda? sempre i media tradizionali?)
simbiosi (l'economia della simbiosi vince nell'ecosistema dell'informazione)
consapevolezza della necessità urgente di innovare
bottom-up e top-down (kevin kelly): la qualità
le conseguenze sintetiche della coda lunga
citizen journalism v. crowdsourcing 10 domande


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