Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
a laboratory for the study of broken democracy and creative capitalism.
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Economia della liberazione - QuintoQuattro

4. Il governo per incentivi

Questo sistema è alla base di un fortissimo rinnovamento sia nel sistema dei media che in quello del governo. Il conflitto tra i nuovi mezzi di comunicazione interattivi e digitali e i mezzi di comunicazione di massa è la frontiera strategica sulla quale si sviluppa l'insieme delle innovazioni dell'economia nuova e soprattutto della capacità di concepirne la forma e il futuro. Le sfide poste da queste novità al sistema tradizionale appaiono condotte da una logica essenzialmente "bottom-up", attraverso uno sviluppo in qualche misura spontaneo, con molte forme di coevoluzione: come avviene, appunto, negli ecosistemi. Ma, naturalmente, anche in questo contesto esiste un ruolo per il governo. Lo si può interpretare in modo giusto o sbagliato.

Il valore del sistema emergente con i sistemi di rete sta nel fatto che favorisce una competizione delle idee, dei beni e dei servizi, senza impedire una collaborazione sulle piattaforme condivise. Il che significa che le reti funzionano meglio se il governo si concentra su due obiettivi:
1. Articola una visione del futuro da condividere
2. Determina e fa rispettare le regole del gioco
3. Inserisce nell'ecosistema un insieme di incentivi per dare una direzione all'evoluzione senza dirigismo per non eliminarne la capacità di evoluzione spontanea.

La competizione è un sistema efficiente se le regole favoriscono la selezione dei migliori e l'abbandono delle strade sbagliate. Il mercato assolutamente deregolamentato non risponde a queste esigenze, perché favorisce l'emergere di protagonisti in grado di dettare le regole agli altri in base ai propri interessi particolari. Questo riduce ovviamente la probabilità che il sistema di selezione delle idee e dei beni in competizione consenta la sopravvivenza dei migliori dal punto di vista pubblici, in quanto il punto di vista privato oligarchico prevale. Il mercato efficiente è dunque il mercato regolato in base a norme decise pubblicamente, trasparenti, condivise e rispettate.

La direzione politica va inserita in questo contesto con strumenti poco dirigisti e molto attenti alla qualità dell'ecosistema. Lo strumento per eccellenza è quello degli incentivi. Il fisco è un generatore fondamentale di idee in questo senso. E ogni suo aspetto è contemporaneamente un mezzo per reperire risorse da destinare alle iniziative pubbliche e un incentivo a scegliere strade particolari per la soluzione dei problemi. Il fisco basato su norme molto esigenti accompagnate però da frequenti condoni è un sistema che incentiva l'illegalità: con conseguenze simili a quelle del mercato deregolamentato, cioè la prevalenza dei forti, il sostegno dei loro privilegi e la riduzione dell'innovazione. Un fisco più agile, trasparente nella destinazione delle risorse e rispettato, favorisce la legalità e valorizza tutto il sistema. A quel punto, lo stesso fisco può diventare uno strumento incentivante proattivo, per esempio, per la salvaguardia dell'ambiente, gli investimenti in ricerca e formazione, l'aggregazione delle imprese in strutture più coordinate. Sarà la rete a definire l'emergere delle soluzioni migliori: ma il quadro incentivante darà la direzione.

In ogni caso, i sistemi decisionali eccessivamente gerarchici sembrano sempre meno efficienti di fronte alla complessità del sistema: anche da questo punto di vista si parla di "democrazie emergenti", come osserva per esempio un guru dei media interattivi come il giapponese Joi Ito, che non si esauriscono nel voto ma propongono un dibattito articolato nei network sociali sui temi che richiedono decisioni e una relazione precisa tra quei network sociali e il sistema politico.

Luca De Biase - Economia della liberazione

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