Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
a laboratory for the study of broken democracy and creative capitalism.
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Economia della liberazione - TerzoSei

6. Gli interessi dei liberisti

Ma se tutto questo è chiaro e se le conseguenze di questa situazione sono tutt'altro che soddisfacenti, che cosa tiene in piedi la visione tradizionale dell'economia? E qual è la strada per aprire una fase di riforma profonda del sistema?

Riassumendo, si può dire che l'economia tradizionale ha esplicitamente costruito un sistema di leggi non per spiegare ma per forgiare l'economia. Lo dimostra innanzitutto l'insieme delle assunzioni preliminari che consentono agli economisti tradizionali di affermare che l'azione autoregolata del sistema economico che hanno definito porta alla perfetta allocazione delle risorse.

Hanno immaginato un sistema nel quale le persone agiscono solo in base alla razionalità, nel quale non esiste progresso economico, dove le informazioni sono completamente disponibili per tutti, dove nessun operatore è tanto grande da poter influire sull'economia nel suo complesso. Hanno stabilito che un sistema siffatto potrerebbe alla massima armonia sociale ed economica. E, coscienti del fatto che storicamente le loro assunzioni non hanno alcuna possibilità di essere realizzate, hanno dichiarato che la politica deve semplicemente portare la società sempre più vicino alla loro realizzazione.

La storia invece dice che esiste un conflitto tra i normali operatori economici in concorrenza e un insieme i oligarchie e grandi poteri che riescono ad aggirare ogni regola e ad accumulare enormi ricchezze. Giocando tra differenti regolamentazioni dei diversi paesi, aggirando le norme, frondando o tranquillamente alleandosi con i politici e influenzando la produzione di leggi, le oligarchie giocano slealmente la loro partita competitiva. Certo, come scrive Braudel, hanno bisogno del consenso della società per poter operare. E se in certi periodi la regolamentazione avanza e imbriglia il loro potere, in altri periodi sono loro che riescono a cambiare la politica, imponendo un'agenda orientata alla deregolamentazione. Per ottenere la deregolamentazione, le oligarchie hanno storicamente appoggiato la retorica del mercato autoregolato come autonomo e indipendente meccanismo che provoca l'efficienza economica, l'armonia sociale e la migliore allocazione delle risorse.

Ma di fronte ai fatti, le parole d'ordine tradizionali che hanno storicamente creato consenso intorno alla filosofia liberista sono vagamente in crisi. Forme economiche emergenti stanno cambiando il volto del pianeta sulla scorta delle conseguenze impreviste della globalizzazione. Mentre la stessa scienza economica sta evolvendo verso concezioni del tutto diverse da quelle tramandate dalla tradizione. È quello che vedremo nella seconda parte.

Ma chiudendo questa prima parte non si può non notare che il fondamentalismo finanziario è culturalmente molto legato all'economia neoclassica, mentre l'innovazione ancora oggi è più vicina agli economisti classici come Adam Smith e persino Karl Marx (per la sua parte descrittiva delle tendenze, specialmente quando, come riassunto nello stesso Manifesto, vede la potenziale omogeizzazione del mondo nella dinamica del mercato onnivoro) perché non sono figli della lobotomizzazione che ha separato la concezione dell'economia dall'analisi dell'insieme della società. Ma è anche chiaro che al di là di questo giusto riconoscimento ai grandi economisti del passato, occorre fare un passo in più. Un passo molto lungo. Perché l'economia nuova verrà compresa quando avrà assorbito anche la metodologia derivata dalla scienza della complessità e quando avrà ben compreso il passaggio dal sistema della gerarchia a quello della rete. Il che ha un motivo: come l'economia classica è nata sulla sollecitazione dell'industrializzazione, l'economia nuova nasce sulla scorta del passaggio alla nuova economia della conoscenza. E non c'è dubbio che questo richiede un cambio di paradigma.

Luca De Biase - Economia della liberazione

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