Iulm 2012 – 8. Evoluzione

Questi sono appunti. Vanno presi come una sorta di raccolta di temi che sarebbe interessante approfondire. Possono essere visti come una bibliografia ragionevole. Oppure semplicemente come spunti di discussione per il corso:
Information technology e nuove piattaforme culturali – IULM 2012

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1.
Progetto : informazione, tecnologia, piattaforme, cultura; novità e innovazione
2. Paradigmi , ecosistemi, complessità, economia della conoscenza, reti
3. Internet come tema evolutivo: le connessioni e la specie
4. Internet come tema antropologico: spazio e tempo
5. Internet come design culturale: piattaforme della vita quotidiana
6. Piattaforme culturali, nuovi media sociali, gamification: industrie culturali
7. Piattaforme culturali, educazione, ricerca, informazione: civic media
8. Prospettive: metodi per la visione ed evoluzione della tecnologia
9. Prospettive : economia della conoscenza, copyright e commons

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Se vogliamo costruire, dobbiamo avere un’idea di come evolve la tecnologia. Ma si può prevedere? O si possono riconoscere modelli di sviluppo della tecnologia che in qualche misura aiutano a comprendere da che parte si muoverà? Ma il modo migliore per prevedere il futuro è costruirlo…

Certo, l’approccio che dobbiamo coltivare non è quello lineare della relazione causa effetto, ma quello suggerito dalla teoria della complessità, che cerca le regolarità emergenti dalla coevoluzione di ogni elemento connesso con ogni altro. La metafora prevalente è quella dell’ecosistema. Dalle complesse relazioni tra gli elementi di un ecosistema emergono le regolarità vincenti. E la competizione per la sopravvivenza, delle idee come degli oggetti, avviene attraverso un adattamento che porta eventualmente all’adozione di un elemento da parte degli altri elementi del sistema.

La semplificazione narrativa, l’emulazione dei leader, l’approccio esplorativo, il senso di appartenenza al gruppo degli innovatori sono motivazioni per i comportamenti più orientati all’adozione delle nuove tecnologie.

Intellettuali molto sofisticati e pragmatici delle idee convergono su un punto: per comprendere l’innovazione dobbiamo guardare al lungo termine.

Come insegna Bruce Sterling, che a sua volta riecheggia il pensiero del maestro della storia Fernand Braudel, l’approccio fondamentale è orientato a cercare quello che è importante nel rumore delle tante cose più o meno interessanti che si fanno notare nel presente. Questo significa guardare alla storia per guardare avanti.

Significa in sostanza:
L’innovazione non è la generazione di novità, ma un cambiamento che ha conseguenze
Le tracce del futuro si leggono nel presente, nelle traiettorie dei fenomeni che influiscono su altri fenomeni importanti
I fatti documentabili sono imprescindibili, ma occorre comprendere la logica con la quale vengono documentati
Si ragiona per ipotesi, interpretazioni e collegamenti non stereotipati: significa che l’obiettivo non è essere riconosciuti nel breve termine ma vedere la conferma dell’interpretazione nel lungo termine
Si innova solo nel presente e con questo si costruisce il futuro, ma i risultati sono spesso più lenti ad arrivare di quanto la volontà di ottenerli sembra suggerire
Il sistema al quale ci si riferisce è complesso, assomiglia a un ecosistema e si sviluppa per coevoluzione di fenomeni

David Lane osserva che l’azione avviene nell’ambito della visione: la prospettiva che abbiamo in mente collega il passato e il futuro e conduce in questo modo le motivazioni dell’azione. Nassim Taleb invita a tener presente che i grandi cambiamenti sono quelli che la prospettiva convenzionale, spesso distorta dall’ideologia, non vede.

Nassim Taleb, Il cigno nero, Il Saggiatore 2008
David Lane, Denise Pumain, Complexity perspectives in innovation and social change
http://books.google.it/books/about/Complexity_Perspectives_in_Innovation_an.html?id=8KDdodrTBI8C&redir_esc=y
«Innovation is nowadays a question of life and death for many of the economies of the western world. Yet, due to our generally reductionist scientific paradigm, invention and innovation are rarely studied scientifically. Most work prefers to study its context and its consequences. As a result, we are as a society, lacking the scientific tools to understand, improve or otherwise impact on the processes of invention and innovation. This book delves deeply into that topic, taking the position that the complex systems approach, with its emphasis on ‘emergence’, is better suited than our traditional approach to the phenomenon. In a collection of very coherent papers, which are the result of an EU-funded four year international research team’s effort, it addresses various aspect of the topic from different disciplinary angles. One of the main emphases is the need, in the social sciences, to move away from neo-darwinist ‘population thinking’ to ‘organization thinking’ if we want to understand social evolution. Another main emphasis is on developing a generative approach to invention and innovation, looking in detail at the contexts within which invention and innovation occur, and how these contexts impact on the chances for success or failure. Throughout, the book is infused with interesting new insights, but also presents several well-elaborated case studies that connect the ideas with a substantive body of ‘real world’ information.»

Kevin Kelly e, soprattutto, Brian Arthur descrivono la storia della tecnologia come una sorta di sistema evolutivo, nel quale gli elementi sopravvivono se coevolgono costruttivamente con quelli preesistenti e attraverso questa dinamica cambiano profondamente lo stato delle cose.

Brian Arthur, La natura della tecnologia, Codice Edizioni, Torino, 2011
Kevin Kelly, Quello che vuole la tecnologia, Codice Edizioni, Torino, 2011
http://kk.org/

Un pragmatico della previsione è John Naisbitt. Lui non ha una teoria della previsione, ma una lunga pratica. Il che è coerente con l’idea che l’innovazione emerga dalla storia e dall’esperienza. E il suo approccio è sintetizzato in:
John Naisbitt, MindSet. Il segreto del futuro. Gli atteggiamenti mentali per prevedere il mondo che verrà, Etas 2008 (originale 2006).
Le domande pragmatiche – utili per allenare la propria griglia interpretativa – che Naisbitt invita a porsi quando si valuta una nuova tecnologia: che cosa aumenterà? che cosa diminuirà? che cosa verrà sostituito? quali nuove opportunità presenta?

patterns

crossing the chasm
http://www.investsouthwest.org/pdf/Geoffrey_Moore-Crossing_the_Chasm.pdf
http://bizthoughts.mikelee.org/book-summary-crossing-the-chasm.html
http://www.chasmgroup.com/
http://www.readwriteweb.com/archives/rethinking_crossing_the_chasm.php

Come evolvono le piattaforme digitali per la cultura

Video. TEDxCantaCruz: Roger McNamee
http://tedxtalks.ted.com/video/TEDxSantaCruz-Roger-McNamee-Dis
Roger McNamee is a co-founder of Elevation Partners, an investment partnership focused on the intersection of media and entertainment content and consumer technology. Roger performs 100 shows a year in the band Moonalice, where he plays bass and guitar. Moonalice pioneered the use of social media in music, inventing such applications as Twittercast concerts, Moonalice radio on Twitter, live Mooncast (video) concerts, the Couch Tour. Moonalice’s single, “It’s 4:20 Somewhere” has been downloaded more than 845000 times.

1. windows è in ribasso nella quota di device che accedono a internet
2. google è in ribasso nella quota di traffico e ricerca specialistica su internet
3. le apps vanno più del web con la logica apple
4. html5 è la standardizzazione delle apps oltre la piattaforma web
5. i tablet vincono alla grande
6. il sociale è una feature e facebook è una piattaforma

Il mobile supera il mondo fisso?

i dati
http://www.practicalecommerce.com/articles/3069-Sales-of-Smartphones-and-Tablets-to-Exceed-PCs-

vedi Ratti senseable city se c’è una spiega grafica sul sito del mit

Brian Arthur , Steven N. Durlauf , and David A. Lane describe several features of complex systems that deserve greater attention in economics.

  1. Dispersed interaction –The economy has interaction between many dispersed, heterogeneous, agents. The action of any given agent depends upon the anticipated actions of other agents and on the aggregate state of the economy.
  2. No global controller –Controls are provided by mechanisms of competition and coordination between agents. Economic actions are mediated by legal institutions, assigned roles, and shifting associations. No global entity controls interactions. Traditionally, a fictitious auctioneer has appeared in some mathematical analyses of general equilibrium models, although nobody claimed any descriptive accuracy for such models. Traditionally, many mainstream models have imposed constraints , such as requiring that budgets be balanced, and such constraints are avoided in complexity economics.
  3. Cross-cutting hierarchical organization –The economy has many levels of organization and interaction. Units at any given level behaviors, actions, strategies, products typically serve as “building blocks” for constructing units at the next higher level. The overall organization is more than hierarchical, with many sorts of tangling interactions (associations, channels of communication) across levels.
  4. Ongoing adaptation –Behaviors, actions, strategies, and products are revised frequently as the individual agents accumulate experience.
  5. Novelty niches –Such niches are associated with new markets, new technologies, new behaviors, and new institutions. The very act of filling a niche may provide new niches. The result is ongoing novelty.
  6. Out-of-equilibrium dynamics –Because new niches, new potentials, new possibilities, are continually created, the economy functions without attaining any optimum or global equilibrium. Improvements occur regularly.