Innovage
Ed ecco dunque l'ennesima nuova parola: "innovage", innovazione e
vintage. Non per nulla nascono tante parole nuove, in questo periodo
storico che da molti punti di vista - ambientali, sociali, economici,
culturali - appare come una grande trasformazione epocale: forse
abbiamo l'impressione che, in mezzo a tanta innovazione, stiano
effettivamente nascendo angoli di realtà che hanno bisogno di essere
nominati; in qualche caso, peraltro, tentiamo di forzare questa
impressione, producendo nuove parole prima che esistano le realtà che
dovrebbero designare. E dunque, che cos'è l'"innovage": una nuova
realtà o semplicemente una nuova parola? E' già un fatto economico o
ancora una visione? Avrà successo?
Il tema non è di poco conto: il racconto dell'innovazione è parte integrante dell'innovazione stessa. Nell'economia della conoscenza, una locuzione che usiamo in mancanza di meglio per definire quest'epoca post-industriale, il valore si concentra sulle idee. Il prodotto vale se contiene gusto, informazione, senso. Dunque, anche, se contiene memoria. E se quel contenuto viene compreso dal pubblico che dovrebbe farlo proprio. Perché la dinamica delle idee è, soprattutto, nella relazione tra le persone che le esprimono e le connettono a quelle degli altri, i quali a loro volta le riconoscono come affini o confrontabili alle proprie. Per questo, esiste un rapporto estetizzante, e di grande valore, tra gli oggetti che vengono declinati al futuro e quelli che ricordano le esperienze passate di gruppi di persone che vi si riconoscono.
Ma questo non è tutto. E non può essere tutto. Almeno per chi si occupa di innovazione. Il vintage può essere una moda, cioè può essere un carattere che aggiunge valore per un breve periodo di tempo. Se il vintage fosse semplicemente il ritorno di fiamma del ricordo di un periodo storico passato fossilizzato nelle forme di oggetti prodotti appunto in quel periodo passato, il suo apporto innovativo sarebbe destinato a durare il tempo di una moda. Ma le idee non vivono di sole mode. Ci sono strutture culturali profonde che vanno richiamate per poter comprendere come le novità diventano innovazioni. Del resto, la nozione di "innovage", che in quanto nasce appunto dall'unione di innovazione e vintage potrebbe apparire come un concetto modaiolo, richiama contemporaneamente l'idea di "era dell'innovazione" (innovation age), sicché può servire a suggerire anche fenomeni di cambiamento più profondi e strutturali. Questa potrebbe essere la strada per il successo di questo neologismo: il passato e il futuro devono incontrarsi, prima o poi...
Perché? Perché l'adozione di una novità da parte di un insieme di persone, dunque il suo successo, è il frutto di un intreccio di fenomeni che non si concentra soltanto sul messaggio contenuto in un oggetto, ma che si allarga alla fonte di quel messaggio, alla sua credibilità, alla sua storia passata, al modo in cui racconta la sua storia futura. Se un'azienda propone una novità, lo deve fare in una forma comprensibile, credibile e capace di essere riconosciuta. Ed è questo che sostanzia il valore di un marchio.
Avviene, insomma, che l'azienda che lancia un'idea sia chiamata a dimostrare di poterlo fare in modo credibile. Possedere quella credibilità è a sua volta un valore: avere una storia di idee comprensibili, sincere, veritiere, è avere una tradizione. Il cui riflesso monetario può essere solo in parte registrato in bilancio. Ci sono beni il cui valore dipende profondamente da queste considerazioni. E non è un caso che gli economisti li chiamino "beni esperienza": non se ne apprezza il valore se non dopo averli consumati; e dunque li si consuma non in base al loro valore ma all'esperienza che dimostra come in passato l'azienda che li propone abbia mantenuto il valore promesso.
A sua volta, quell'azienda trae una parte sostanziale della sua credibilità dal contesto storico, geografico e culturale dal quale ha origine la sua storia. L'ecosistema delle idee che forma questo contesto è una realtà ricca della sua storia ma, come ogni ecosistema, facilmente inquinabile di pessime idee e di cattivi pensieri. Per questa ragione, nell'epoca della conoscenza, un'azienda dovrebbe tenere alla qualità del contesto culturale nel quale opera tanto quanto tiene alla qualità dei suoi prodotti.
La complessità di un'innovazione è dunque nell'insieme inscindibile dell'epressione di chi la propone, del senso che gli altri vi riconoscono, del contesto che la valorizza. Lungi dall'essere un mero fenomeno tecnologico, l'innovazione e sempre di più un fenomeno culturale. Nel quale il racconto è elemento essenziale. Un prodotto che racconti se stesso, la storia di chi la propone e del luogo dal quale proviene, in modo comprensibile e sincero, può aspirare a diventare un'innovazione. Altrimenti rischia di aggiungere rumore al rumore delle novità fini a se stesse.
Innovage è dunque una visione che si trasforma in una sintesi. L'aspirazione a tenere insieme l'urgente bisogno di rinnovamento e il suo significato. Come avveniva al tempo in cui nasceva la Moka Bialetti e la Vespa, oggi oggetti cult del vintage, un tempo innovazioni. Definisce una realtà di lunga durata nella sostanza e in costante trasformazione nella forma: il momento storico che genera il classico.
Sabato, 18 ottobre 2008
Quest'estate la rivista Illywords mi ha chiesto un articolo a partire da una parola alla quale avrebbe dedicato un numero: innovage. L'ho scritto e inviato. La rivista è poi uscita. Ma per un errore il mio articolo non c'era. Sarà proposto sul sito della rivista. Intanto, ho la possibilità di pubblicarlo anche qui. (Update: nel frattempo è stato pubblicato anche sulla rivista cartacea: grazie!).
Il tema non è di poco conto: il racconto dell'innovazione è parte integrante dell'innovazione stessa. Nell'economia della conoscenza, una locuzione che usiamo in mancanza di meglio per definire quest'epoca post-industriale, il valore si concentra sulle idee. Il prodotto vale se contiene gusto, informazione, senso. Dunque, anche, se contiene memoria. E se quel contenuto viene compreso dal pubblico che dovrebbe farlo proprio. Perché la dinamica delle idee è, soprattutto, nella relazione tra le persone che le esprimono e le connettono a quelle degli altri, i quali a loro volta le riconoscono come affini o confrontabili alle proprie. Per questo, esiste un rapporto estetizzante, e di grande valore, tra gli oggetti che vengono declinati al futuro e quelli che ricordano le esperienze passate di gruppi di persone che vi si riconoscono.
Ma questo non è tutto. E non può essere tutto. Almeno per chi si occupa di innovazione. Il vintage può essere una moda, cioè può essere un carattere che aggiunge valore per un breve periodo di tempo. Se il vintage fosse semplicemente il ritorno di fiamma del ricordo di un periodo storico passato fossilizzato nelle forme di oggetti prodotti appunto in quel periodo passato, il suo apporto innovativo sarebbe destinato a durare il tempo di una moda. Ma le idee non vivono di sole mode. Ci sono strutture culturali profonde che vanno richiamate per poter comprendere come le novità diventano innovazioni. Del resto, la nozione di "innovage", che in quanto nasce appunto dall'unione di innovazione e vintage potrebbe apparire come un concetto modaiolo, richiama contemporaneamente l'idea di "era dell'innovazione" (innovation age), sicché può servire a suggerire anche fenomeni di cambiamento più profondi e strutturali. Questa potrebbe essere la strada per il successo di questo neologismo: il passato e il futuro devono incontrarsi, prima o poi...
Perché? Perché l'adozione di una novità da parte di un insieme di persone, dunque il suo successo, è il frutto di un intreccio di fenomeni che non si concentra soltanto sul messaggio contenuto in un oggetto, ma che si allarga alla fonte di quel messaggio, alla sua credibilità, alla sua storia passata, al modo in cui racconta la sua storia futura. Se un'azienda propone una novità, lo deve fare in una forma comprensibile, credibile e capace di essere riconosciuta. Ed è questo che sostanzia il valore di un marchio.
Avviene, insomma, che l'azienda che lancia un'idea sia chiamata a dimostrare di poterlo fare in modo credibile. Possedere quella credibilità è a sua volta un valore: avere una storia di idee comprensibili, sincere, veritiere, è avere una tradizione. Il cui riflesso monetario può essere solo in parte registrato in bilancio. Ci sono beni il cui valore dipende profondamente da queste considerazioni. E non è un caso che gli economisti li chiamino "beni esperienza": non se ne apprezza il valore se non dopo averli consumati; e dunque li si consuma non in base al loro valore ma all'esperienza che dimostra come in passato l'azienda che li propone abbia mantenuto il valore promesso.
A sua volta, quell'azienda trae una parte sostanziale della sua credibilità dal contesto storico, geografico e culturale dal quale ha origine la sua storia. L'ecosistema delle idee che forma questo contesto è una realtà ricca della sua storia ma, come ogni ecosistema, facilmente inquinabile di pessime idee e di cattivi pensieri. Per questa ragione, nell'epoca della conoscenza, un'azienda dovrebbe tenere alla qualità del contesto culturale nel quale opera tanto quanto tiene alla qualità dei suoi prodotti.
La complessità di un'innovazione è dunque nell'insieme inscindibile dell'epressione di chi la propone, del senso che gli altri vi riconoscono, del contesto che la valorizza. Lungi dall'essere un mero fenomeno tecnologico, l'innovazione e sempre di più un fenomeno culturale. Nel quale il racconto è elemento essenziale. Un prodotto che racconti se stesso, la storia di chi la propone e del luogo dal quale proviene, in modo comprensibile e sincero, può aspirare a diventare un'innovazione. Altrimenti rischia di aggiungere rumore al rumore delle novità fini a se stesse.
Innovage è dunque una visione che si trasforma in una sintesi. L'aspirazione a tenere insieme l'urgente bisogno di rinnovamento e il suo significato. Come avveniva al tempo in cui nasceva la Moka Bialetti e la Vespa, oggi oggetti cult del vintage, un tempo innovazioni. Definisce una realtà di lunga durata nella sostanza e in costante trasformazione nella forma: il momento storico che genera il classico.
Sabato, 18 ottobre 2008
Quest'estate la rivista Illywords mi ha chiesto un articolo a partire da una parola alla quale avrebbe dedicato un numero: innovage. L'ho scritto e inviato. La rivista è poi uscita. Ma per un errore il mio articolo non c'era. Sarà proposto sul sito della rivista. Intanto, ho la possibilità di pubblicarlo anche qui. (Update: nel frattempo è stato pubblicato anche sulla rivista cartacea: grazie!).
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Proprio per adeguarsi e meglio sintonizzarsi irrevocabilmente alle esigenze d'innovazione in corso su tutte le front line urgono inedite adeguamenti giacché come Monod aseriva le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato! Data l'accelerazione in corso pertanto urgono adeguamenti...
Solo i CALIFORNIANI e gli SVIZZERI possono capire al meglio i Referendum?!
Giacché la California per l'ennesima volta porta in avanti la palla della riforma istituzionale approvando con la "proposition 14" TOP TWO!!!!
Appunto, la CALIFORNIA Per l'ennesima volta la California porta in avanti la palla della riforma istituzionale: ha approvato la "proposition 14", sta iniziando a cambiare i propri meccanismi elettorali sin dalle primarie il TOP TWO - modalità che introduce una pre-selezione dei primi due "TOP TWO" candidati proposti dal collegio elettorale a libera ed aperta a tutti i partiti che vorranno parteciparvi. Cosicché i primi due “top two” così prescelti alle primarie potranno successivamente proporsi come unici candidati al proprio elettorato che diventerà una sorta di ballottaggi! Questa rivoluzione metodologica inaugura l'apertura di un’inedita epoca anche a quella latitudine USA – California propedeutica ad un prossimo ulteriore passaggio esesmpio al SEMIALTERNO procedendo secondo quanto già stanno facendo in Gran Bretagna!!!!!
SEMIALTERNO the how to play democracy tomorrow!?
Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie introducendo il meccanismo del “top two” così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron dato da una coalizione (Tory LibDem) ha recentemente inaugurato una nuova epocale stagione propedeutica ad acquisire in Gran Bretagna il Proporzionale ed abbandonare il Maggioritario all’uninominale, sostanzialmente sta effettuando in senso contrario (Bozza Vinante?!) il percorso che stiamo intraprendendo noi in Italia… Pertanto da tutti questi segni si dovrebbe evincere l’effettiva esistenza di un latente sottotraccia sistema elettorale che potremmo chiamare SEMIALTERNO!?
Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano. Questo è quanto si dimostrano essere gli attuali modelli in dotazione ad ogni latitudine, rispondenti ancora a statuizioni formalmente corrette rilevato ancora da M. Weber quando il tempo reclama di cambiare il passo adottando sistemi più completi che risultino nella loro articolazione strutturalmente ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale inedito e più completo modello per sbloccare il nostro paese ed iniziare a renderlo strutturalmente competitivo sin dalle front line. Passaggio essenziale per poter meglio rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti realtà esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
Essendo democrazie mercato facce della stessa medaglia!? Attualmente assistiamo all’esplosione delle bolle finanziarie che contemporaneamente stanno sempre più facendo esplodere le contraddizioni insite nei meccanismi elettorali a riprova della loro strutturale incompletezza pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per rendere le primarie aperte… col meccanismo elettorale detto Top Two, che vuole limitare la scheda elettorale delle elezioni di novembre a due soli candidati, scelti precedentemente con primarie cumulative aperte a tutti i partiti.
Entrambi questi eventi il Britannico quanto il Californiana sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità - qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l'inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripeto<>centrifughe!
Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali - elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità - decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale (salvo che in California) preclude ad ingenerare quei fisiologici incrementali, concorrenziali miglioramenti indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente attiva e capace di fisiologicamente autorigenerarsi ed autocorreggersi e non per strutturale deficienza ritrovarsi in continuazione vittima di quelle soliti viziose autoreferenziali speculazioni! Giacché il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto autoreferenziali deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello effetto di un protratto Maggioritario il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”. I Californiani sembrano averlo capito ancora il giorno martedì 8 giungo 2010 quanti anni dovranno invece ancora passare per rendere cosciente una siffatta “narcotizzata” italica realtà priva di qualsivoglia memoria storica!?
Giacché anche le bolle finanziarie al di là di taluni commentatori di razza, non possono considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica. “Sovrani” effetti d’essere stati in presenti uno strutturale inficiato bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non fatto altro che favorire questi facili autoreferenziali cartelli (orizzontale e/o di ceto di casta) innestando facili (over counter) riproduzioni di bolle speculative. Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero, la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA (salvo l’avanguardia Californiana!?) a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale, ne deve comunque pagare i debiti!?
Una viziosa modalità - riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portata acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta - “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!
Nonostante la crisi, una nuova impetuosa primavera sta per intagliare nuovi orizzonti!
Sì, i Californiani con la PROPROSITION 14 - TOP TWO - hanno iniziato ad esprimerla, capendo come poter minimamente stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che li manteneva impacchettati da una fauna politica ridotta a soli elefanti e somari autoreferenziali! Quanto in altrettanto modo assurdo sarebbe concepire un (bipartisan) mercato senza concorrenza… Così come precedentemente i Britannici l’hanno intercettata, designandola col governo Cameron una coalizione governativa a Tory e Liberal Democratici che prossimamente contribuirà assieme ad altre novità in evoluzione ad inaugurare una nuova epoca per finalmente contribuire a portare alla luce quell’idealtipo latente sottotraccia sistema elettorale SEMIALTERNO insito nelle cose ed acquisirlo come idealtipo sistema!?
Proprio il fatto stesso che nella compagine mondiale molti e diversi siano i meccanismi elettorali rappresenta di per sé, il segno della loro implicita perfettibilità! Pertanto, quanto in fermento ormai, ad ogni latitudine che si sta sempre più muovendo ed imponendo in ogni dove, non può che rappresentare un semplice richiamo d’adeguamento, d’aggiornamento su tutte le front line! Contributi indispensabili per rendere sempre più fisiologici i sistemi organizzativi in un (mainstream) processo indotto sia dalle nuove tecnologie, da internet che più o meno direttamente stimolano, per “benchmark globale comparazione” l’acquisizione di sempre nuovi e più performanti: algoritmi, paradigmi protocolli… d’accreditamento attestanti intrinseche qualità sottese! Innescando così nel contempo quella catena o quell’effetto domino virtuoso (ovviamente lo speculativo la può leggere anche al suo potenziale “vizioso” contrario!?) che costringe tutti ad adeguarsi in quanto ogni sistema organizzativo si vede sempre più costretto ad effettivamente dimostrare di saperne concretamente esprimere… Criteri che in questo mondo d’informatizzazione stanno sempre propagandosi per inondare in modo pervasivo ogni disciplina, campo e livello, iniettando imprescindibilmente concorrenza quale elemento sine qua non indispensabile ad ingenerare in modo virtuoso qualità incrementale che insinuandosi in ogni dove, sta facendo conseguentemente scoppiare come detonatore tutte le contraddizioni, le magagne, le storture e le bolle di ogni genere e fatta, iniziando da quelle della finanza creativa, ecc. e sull’altra facciata le cricche di siffatti modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette questione riscontrato sin da Weber! Pertanto, quanto vien lasciato sul campo dall’incombente crisi inesorabilmente demarca gli effetti di questo suo inesorabile transito un incedere che sta diventando sempre iperbolicamente accelerata dall’informatizzazione (singolarità!?) Pertanto, gli schioppettani rimbombi echeggeranno sempre più ovunque, ad ogni latitudine, indiscriminatamente, su tutti i fronti e livelli mettendo sempre più così a nudo quegli speculatori che tuttora un siffatto anacronistico sistema permette occultare in quelle cricche e pieghe che concedono ancora dove potersi insinuare. Interstizi per ciucciare “oziosi vitalizi” molti l’hanno fatta franca ed altrettanti or ora, speculano per sempre più cinicamente poterselo permettere di continuare a farlo e così nuotare nei soliti privilegi ostacolando ogni innovazioni, aggiornamento, riorganizzazione d’adeguamento. Ovvero, cercando di non far partire quelle strutturali riforme necessarie a rendere competitivo il nostro sistema paese, pensando così di placidamente poter continuare come casta ad anacronisticamente innalzarsi la posta in gioco attingendo con la massima disinvoltura a quella solita sbilanciata prerogativa anche da quanto recita l’art. 68 (…senza vincolo di mandato!) di permettersi di continuare camuffarsi e gingillarsi esercitando con supponenza di poter continuare a gattopardescamente far intendere di cambiare tutto ma, per praticamente ripristinare quel solito famigerato gioco dell’oca strutturato e mantenuto con quei ciclici speculativi “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva!
Quando, indifferibili non possono che esserne i relativi adeguamenti che necessitano introdurre per rendere virtuoso e dinamico il nostro Sistema Paese nel suo complesso per rendersi competitivo. Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi i meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -"both and or" criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza; sia verticalmente quanto orizzontalmente propedeutica a riverberarne i più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Meccanismi completi ed adeguati ai tempi a quanto il terzo millennio reclama per ingenerare soluzioni a bipolarismo aperto a sempre “crowdopensoursing” concorrenziali aperti apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento: quanto si prefigura introdurre adottando il SEMIALTERNO per dissipare rischi autoritari secondo quanto sempre asseriva N. Bobbio che: “l’unica maniera per combattere la corruzione è l’efficienza!”
Pertanto ben vengano gli accadimenti Californiani e Britannici quali spunti per caricarci d’un minimo di memoria storica e farci riflettere ed essere d’insegnamento per capire quanto glocali siano ormai divenute nel mondo le ripercussioni attestanti sempre più che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano improcrastinabili adeguamenti sia nel micro che nel macro a check & balance criteri quanto in altrettanto modo si pretendono pretendo “global legal rules” & feed back controlli per rendere effettivamente in accountability!
Quale unica strategia d’autotutela per uscire dalla crisi e superarla per non rischiare in modo sempre più repentine ed imminenti di prossimamente ricaderci o restarne travolti data la velocizzazione in attuazione che rende la società sempre più liquida (Barman). Giacché, la prosecuzione della qualità non può che essere intesa coma risultanza d’una strutturale dinamica resiliente induzione incrementale continuativa che in ragione della sua maggiore pervasività sempre meno potrà sottrarsi a quella pretesa d’incrementale miglioramento spinto in attuazione.
Quindi, la rivoluzione del sistema della gestione delle primarie che la proposition 14 “Top Two” introdurrà in California sin dalle elezioni del 2011 permetterà d’instaurare nuovi inediti scenari a bipolarismo concorrenziale aperto. Un processo che potrà dare inizio a quel imprescindibile necessario fisiologico percorso d’affinamento sistemico che nel breve termine non potrà che sommarsi a quanto già in altrettanto evoluzione sta investendo ad altra latitudine la Gran Bretagna. Appunto, lì, i Britannici con l’inaugurazione del governo Cameron: una coalizione (Tory & LibDem) stanno avviando una nuova epocale innovazione transizione che li farà approdare al Proporzionale dimostrando così inevitabilmente quel fisiologico richiamo che esercita il Maggioritario sul Proporzionale per portarsi in equilibrio compensativo; essendo l’uno complementare all’altro. Il Maggioritario improntato su una dinamica centripeta rispetto all’altro il Proporzionale su quella centrifuga. Pertanto i Britannici intraprenderanno un percorso che si dimostra totalmente contrario a quello che secondo taluni nostrani esterofili invece vorrebbero farci intraprendere per arrivare al Maggioritario all’uninominale. Noi, dopo, aver abbandonato il Proporzionale della prima Repubblica (or ora, tanto preteso dai Britannici!?) appunto, noi dopo esserci impropriamente impaludati coi modelli misti dal Mattarellum continuiamo ad ulteriormente impaludarci con l’attuale Porcellum per appunto, ambire prossimamente ad propinarci un agognato Maggioritario all’uninominale, che qualche nostrano politico anacronisticamente ha messo in agenda (sicuro e/o per “supponente vocazione maggioritaria” di poterne diventare l’uno o l’altro dei due soli tenutari poli, induttivamente determinati da come il Maggioritario conseguentemente in modo bipartisan istituzionalizzandosi si blinderà sempre più in un’autentica autoreferenzialità nello spazio tempo!
Autoreferenzialità che i Californiani con la proposition 14 “Top Tow” vogliono contrastare: l’essere andati in default li ha permesso di affinare innovative sistemiche soluzioni da prossimamente adottarsi e così accodarsi a quanto faranno i Britannici! Britannici che sono propensi di abbandonare quel Westminster modello pur essendo impropriamente considerato un classico da taluni quando enucleava discrasia pertanto non poteva qualificarsi sistema completo a lungo termine sarebbe imploso! Appunto quel Maggioritario all’uninominale gli stessi Britannici con la coalizione Tory-LibDem - Cameron – lo hanno per “downgrading” squalificato ed intendono abbandonarlo per acquisire un Proporzionale quello che abbiamo abbandonato noi!? Ciononostante di questa reciproca squalifica internazionale guarda caso ce li stiamo paradossalmente reciprocamente, indirettamente scambiando facendoli passare come sistemi elettorali completi quando nella stessa realtà delle cose dovrebbe evidenziarci che entrambi non possono che essere delle semplici articolazioni ovvero, parti complementari di quel latente sottotraccia “sistema” lì, pronto ed in attesa d’essere acquisito e montato in modo organico articolato rispetto a quanto attualmente resterebbe lì permanentemente sottotraccia in modo scomposto e disarticolato! Pertanto dovremmo darci una scossa e caricarci di quel minimo d’orgoglio di cittadinanza rimasto e, pretendere dalla nostra classe politica che si proceda a rimuovere siffatti ostacoli, come quanto già attesta l’art 3 della nostra Costituzione rappresentati da siffatti limitati e limitanti modelli elettorali - Maggioritario e Proporzionale - essendo essi stessi delle semplici parti, articolazioni quindi pseudomodelli dichiarati dalla storia e da bandire come sistemi completi per provvedere applicare di più completi meccanismi elettorali quanto il SEMIALTERNO prevede e propugna come idealtipo sistema ingenerare come di seguito esposto:
1) Il SEMIALTERNO è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” ed ovviamente, non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale questo viene inteso come livello di riferimento di base. Comunque, lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale ad induzione centrifuga pertanto più in sintonia al logaritmo pervasivo del mercato!? Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura attraverso una stessa elezione a mandata al Proporzionale; teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente!
7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo - imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma, complementare rappresentato dall’induzione - centripeta delle mandate al “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” che incardina sulla governabilità!
Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo competitivamente ingenerato ed indotto da quei complementari passaggi dal proporzionale al maggioritario e viceversa. Articolazione che permette d’ingenerare quel necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così pragmaticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato ed adattivo possibile l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo e coerente a quanto l’attuale cangiante realtà contestuale pretende dai sistemi, per così poterci meglio sintonizzare a quanto una siffatta cangiante società pretende poterli accreditare e qualificarli per tali: sistemi completi!?
Giacché, dallo scenario internazionale in continuo movimento dovremmo finalmente capire che quanto sia stato precedentemente fattoci passare per sistema: il Proporzionale e Maggioritario non possono che essere delle semplici articolazioni reciprocamente complementari che enucleando induzioni contrarie centrifuga<>centripeta solo quando articolate ed assemblate in modo complementare possono assolvere alla funzione di sistema quanto il SEMIALTERNO patrocina evinto dalla storia poter assolvere!
Pertanto, il dinamico concitamento ad ogni latitudine, oggettivamente sta a sempre più indicarci inequivocabilmente che la strada intrapresa per “mainstream” confluenza, non potrà che condurci verso quel bipolarismo aperto e trovare che potrà fisiologicamente meglio svolgersi attraverso quella esposta sua naturale emulazione che il sistema SEMIALTERNO incardina quale idealtipo sistema elettorale completo!
Quale sintesi di sistema che enuclea quelle naturali complementari induzioni articolate in modo equilibrato e tale da declinare sotto l’aspetto: economico, sociale ed ecologico - quanto i criteri della “triple botton line” esprimono - per così poter massimizzare: governabilità - decisionalità, economicità ed evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà!