ho visto: May 2009 Archives
In treno. Il controllore chiede i biglietti. Due persone ridacchiano. Non hanno i biglietti. Il controllore alza la voce.
I due sono grossi e lo prendono in giro. Il controllore chiede biglietto o permesso di soggiorno. O documento rilasciato da autorità italiana..
I due non li mostrano. Non si sa come si esce da questa situazione.. Il controllore chiede i biglietti o i documenti o chiamerà la polizia
I due ridono. No dicono la polizia no. Il controllore dice biglietti o documenti. Mostrano i documenti. No: rilasciati da autorità italiana
Non se ne esce. Ma il controllore non molla. Minaccia di chiamare la polizia. I due mostrano i permessi di soggiorno.
Il controllore trascrive i dati. I due non vogliono. Il controllore dice allora pagate..
I due tirano fuori dieci euro. Non bastano. I due ridono.
È passato un buon quarto d'ora. Il controllore riprende a trascrivere.. Non ridono più. Anche il controllore è grosso. Ed esperto. Non scrivere, chiedono.. Allora? Chiamo la polizia? Trascrivo? Pagate?
Finisce che pagano il biglietto.
Ci sono voluti venticinque minuti. Succede spesso? Il controllore annuisce.
Succede spesso. E facendosi rispettare alla fine pagano. I soldi li hanno. Noi approviamo il controllore
È sembrato il brano di un film. Non si capiva se era finanziato dal governo, promosso dall'azienda dei treni o pensato dagli attivisti di un movimento di protesta..
Ma la realtà è diversa dai film perché nella realtà si vede che la sceneggiatura non è fatta per interessare il pubblico.
La realtà è recitata a memora da persone che pensano ciascuna al proprio film. E solo raramente guardano anche quello degli altri
Si parla di far pagare i giornali online con qualche sgomento. Come ogni volta che si affronta un tabù. Per consolarsi ci si ricorda che un tempo la tv era gratis e ora milioni di persone la pagano. Ma è una consolazione insufficiente: mi ricordo di quando si entrava in chiesa gratis. E oggi invece ho visto...Sant'Anastasia è una chiesa meravigliosa. Un gotico leggero e maestoso. Si può immaginare quando la costruirono proprio sulla strada romana che dal centro di Verona portava a quel ponte sull'Adige che oggi non esiste più. Ricordo la mia fantasia di bambino che correva, entrando in quella chiesa, salutato dai due strani gobbi che sorreggono i bacini dell'acqua santa. Qui e là, opere straordinarie. La fama sorride a quelle del Pisanello. E in fondo, sull'abside, la tomba di Cortesia Sarego, un ufficiale degli Scaligeri. Anche lui aveva affascinato il grandissimo storico Alberto Tenenti, autore di una storia della morte senza paragoni. Perché sulla sua tomba lo si vede a cavallo. Come sulle Arche Scaligere, sono a cavallo i suoi signori. Fino ad allora, le tombe raffiguravano i morti come addormentati: da allora diventano monumenti alla maestà della loro vita.
Per vedere Cortesia Sarego oggi ho dovuto sbirciare tra enormi veli di plastica. Restauri coprono quasi tutto l'abside. Un computer servirebbe a mostrare quello che non si può vedere. Ma per ammirare le foto ad alta definizione del Pisanello occorre digitare un codice noto solo alle guide ufficiali. Che si pagano. E che oggi non c'erano.
Del resto, anche per entrare in chiesa, a Sant'Anastasia, si paga. I residenti a Verona no. Gli altri sì.