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Sei a Berlino il 9 novembre?

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Il 9 novembre è il 20 anniversario della caduta del Muro di Berlino. Il ricordo di quell'orribile muro è ancora vivo. E delle lacrime che provocava. E della gioia della sua caduta.

La prima volta, l'ho visto nel 1974. Sembrava eterno. L'ultima volta, l'ho visto nel 1989, a fine agosto. E sembrava ancora eterno.

Con tutte le lapidi che ricordavano coloro che avevano tentato di saltarlo alla ricerca disperata della libertà...

Oggi, Check Point Charlie è quasi una macchietta. Un baracchino ne dà un pallido ricordo. Qualche gigantografia lo descrive, molto sommariamente. In realtà, era un posto terribile. Attraversandolo, in macchina, si provava una paura insostenibile, con tutte quelle armi puntate contro... Mentre quei signori anziani dell'Est, in fila indiana, con quei cappotti lisi, come se ci fosse ancora la guerra, passavano dall'altra parte per un giorno con le sporte di plastica...

A quanto pare, l'artista Martin Butler vuole ricreare, nel giorno dell'anniversario, un'idea del muro mettendo insieme 33mila persone che si disporranno lungo il percorso che il muro seguiva. Sarebbe stato bello poter pensare di esserci. Chi possa e voglia partecipare può registrarsi qui.

Intelligent cabaret

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Ted è un divertimento intellettuale che sconfina con il cabaret intelligente. Si arriva costantemente sull'orlo di un pensiero notevole per poi temere di farselo sfuggire nella quantità e nella velocità della successione di stimoli. Non è l'effetto finale, però. E' solo la prima impressione.

Gli incontri sono notevoli. Cenando o facendo colazione, le persone raccontano e chiedono cose intelligenti. Qui ci sono Aubrey de Gray il biologo della longevità e Stefan Sagmeister designer che teorizza la necessità del periodico, disciplinato ricorso all'anno sabbatico.

degreysagmeister.jpg

Oggi ci sono stati alcuni interventi notevoli. Non solo la star, Gordon Brown che ha fatto un discorso molto sensibile ai grandi temi globali, probabilmente tentando di agganciare Obama. 

Un aneddoto però va ricordato. Racconta Brown che Reagan, vagamente imbarazzato, ha chiesto al suo assistente perché gli ha messo in agenda un incontro con il premier svedese: "non è un comunista"? L'altro risponde: "non è comunista, presidente, è anti-comunista". E Reagan: "non mi importa che tipo di comunista sia". Comunque disciplinatamente Reagan incontra il premier svedese e gli dice: "dunque voi volete eliminare i ricchi, eh"? E il premier svedese gli risponde: "no, vogliamo eliminare i poveri".

L'abilità nel raccontare aforismi è una specialità di James Geary che, mentre si destreggia quasi bene giocolierando con tre palline, racconta le leggi dell'aforisma e ne dice alcuni. Tipo: "gli specchi dovrebbero riflettere un attimo prima di mostrare quello che vedono". Secondo lui, gli aforismi devono essere: brevi, definitivi, personali, filosofici, avere un twist (cioè ti prendono in un punto e ti lasciano dove non ti aspettavi).

Non ci si aspettava di sapere da Joshua Silver che un miliardo di persone non vedono bene e non hanno accesso a occhiali. Il loro mondo potrebbe migliorare se si lanciasse in massa una sua invenzione basata sull'ottica adattiva che consente di personalizzare gli occhiali senza bisogno del dottore.

Un'interruzione pubblicitaria con un video che non è peraltro male. Pubblicato tempo fa dal Guardian. Poi le sculture di Willard Wigan, letteralmente microscopiche. Il nuovo progetto paracadutistico di Steve Truglia (per buttarsi da così in alto ha comprato una tuta che gli costa più di un milione di dollari, fatta da ex fornitori dei cosmonauti sovietici). La teoria dell'anno sabbatico disciplinato (un anno di pensione anticipato, cinque volte nella vita) del designer Stefan Sagmeister. Appunto. E...

Più analisi in seguito. Il finale della giornata, prima di ricominciare a parlare e ascoltare a cena, è stato la standing ovation per Mark Johnson e il suo progetto Playing for a change. Grandioso. (Già mostrato in queste pagine, ma sempre bello da rivedere).




Racconto binario

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In treno. Il controllore chiede i biglietti. Due persone ridacchiano. Non hanno i biglietti. Il controllore alza la voce. I due sono grossi e lo prendono in giro. Il controllore chiede biglietto o permesso di soggiorno. O documento rilasciato da autorità italiana.. 

I due non li mostrano. Non si sa come si esce da questa situazione.. Il controllore chiede i biglietti o i documenti o chiamerà la polizia I due ridono. No dicono la polizia no. Il controllore dice biglietti o documenti. Mostrano i documenti. No: rilasciati da autorità italiana 

Non se ne esce. Ma il controllore non molla. Minaccia di chiamare la polizia. I due mostrano i permessi di soggiorno. Il controllore trascrive i dati. I due non vogliono. Il controllore dice allora pagate.. I due tirano fuori dieci euro. Non bastano. I due ridono. 

È passato un buon quarto d'ora. Il controllore riprende a trascrivere.. Non ridono più. Anche il controllore è grosso. Ed esperto. Non scrivere, chiedono.. Allora? Chiamo la polizia? Trascrivo? Pagate? Finisce che pagano il biglietto. 

Ci sono voluti venticinque minuti. Succede spesso? Il controllore annuisce. Succede spesso. E facendosi rispettare alla fine pagano. I soldi li hanno. Noi approviamo il controllore 

È sembrato il brano di un film. Non si capiva se era finanziato dal governo, promosso dall'azienda dei treni o pensato dagli attivisti di un movimento di protesta.. 

Ma la realtà è diversa dai film perché nella realtà si vede che la sceneggiatura non è fatta per interessare il pubblico. La realtà è recitata a memora da persone che pensano ciascuna al proprio film. E solo raramente guardano anche quello degli altri 

(Storia apparsa in diretta su Twitter).

Sant'Anastasia a pagamento

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Sant'anastasiaSi parla di far pagare i giornali online con qualche sgomento. Come ogni volta che si affronta un tabù. Per consolarsi ci si ricorda che un tempo la tv era gratis e ora milioni di persone la pagano. Ma è una consolazione insufficiente: mi ricordo di quando si entrava in chiesa gratis. E oggi invece ho visto...

Sant'Anastasia è una chiesa meravigliosa. Un gotico leggero e maestoso. Si può immaginare quando la costruirono proprio sulla strada romana che dal centro di Verona portava a quel ponte sull'Adige che oggi non esiste più. Ricordo la mia fantasia di bambino che correva, entrando in quella chiesa, salutato dai due strani gobbi che sorreggono i bacini dell'acqua santa. Qui e là, opere straordinarie. La fama sorride a quelle del Pisanello. E in fondo, sull'abside, la tomba di Cortesia Sarego, un ufficiale degli Scaligeri. Anche lui aveva affascinato il grandissimo storico Alberto Tenenti, autore di una storia della morte senza paragoni. Perché sulla sua tomba lo si vede a cavallo. Come sulle Arche Scaligere, sono a cavallo i suoi signori. Fino ad allora, le tombe raffiguravano i morti come addormentati: da allora diventano monumenti alla maestà della loro vita.

Per vedere Cortesia Sarego oggi ho dovuto sbirciare tra enormi veli di plastica. Restauri coprono quasi tutto l'abside. Un computer servirebbe a mostrare quello che non si può vedere. Ma per ammirare le foto ad alta definizione del Pisanello occorre digitare un codice noto solo alle guide ufficiali. Che si pagano. E che oggi non c'erano.

Del resto, anche per entrare in chiesa, a Sant'Anastasia, si paga. I residenti a Verona no. Gli altri sì. 


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