Luca De Biase
An Italian journalist writes about what's happening in his funny country:
a laboratory for the study of broken democracy and creative capitalism.
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Domenica, 18 febbraio 2007
 

Bookblogging
Leggere dentro e fuori
Rubrica settimanale casuale ma non troppo sui libri che prendo in mano


Settimana conclusa l'18 febbraio 2007
Libri comprati:
Letture:
Salvatore Natoli
La felicità

Monique Selz
Il pudore

Monique Selz
Il pudore

Robert Scoble
Shel Israel
Naked conversations


Ho visto il libro di Monique Selz in un cesto di volumi in offerta speciale. Venduto a metà prezzo. Sulla copertina la spiegazione di quell'insuccesso. E il motivo per cui mi interessa.

Un libro sul pudore, scritto da una donna, una psicanalista, occidentale. Che in copertina, sotto il fastidioso bollo che annuncia lo sconto del 50 per cento, dice: "Viviamo in una dittatura della trasparenza. Irresponsabili e infantili, mostriamo e guardiamo tutto, senza interiorità. Al contrario il sentimento del pudore, libero dalle ideologie, costruisce l'individuo e rende possibile la vita comune".

Il pudore è stato delegittimato in Occidente, attaccato sia dalla rivoluzione femminista sia dalla esasperazione consumista. La modernizzazione, nella versione connessa all'ultima coda dell'epoca industriale, sembra rilanciare continuamente il messaggio della fine del pudore.

Non a caso i nuovi integralisti islamici propongono il pudore proprio come un segno di differenza dall'Occidente. E ne fanno una questione da sostenere anche con violenza. Per il controllo delle donne ma anche per la manifestazione di potere degli uomini (le due cose sono solo apparentemente due facce della stessa medaglia, perché il potere degli uomini si esercita anche nei confronti degli altri uomini e non solo nei confronti delle donne). Il velo e tutte le sue variabili sono segno di questa questione, ovviamente.

Ma anche nella società occidentale, il pudore è un tema strategico. Non solo perché la rete è un luogo nel quale un tavaroli qualunque può sapere tutto di tutti. Ma anche perché molti osservatori eticamente avvertiti e stimabilissimi, propongono la trasparenza come l'unica strada per rispondere nello stesso tempo contemporaneamente agli attacchi contro la privacy e alle inevitabili incomprensioni che nascono in una rete nella quale le identità si confondono tra mille possibili linee di conversazione, tra avatar e firme false, tra ruoli sociali diversi nei diversi contesti online. La trasparenza è considerata sempre e comunque la migliore soluzione per assumersi tutte le proprie responsabilità e contemporaneamente giustificare tutti i propri errori.

La trasparenza è un tabù positivo. Ma quali sono le conseguenze dell'integralismo della trasparenza?

Secondo Selz. Il pudore era un sistema di controllo della riproduzione. E' diventato un sistema di definizione del dentro e del fuori di noi stessi. "Di fatto, qualunque sia la precisa origine del pudore, importa soprattutto considerare che la pretesa di farne a meno è un'assurdità di cui siamo attualmente obbligati a constatare i nefasti efffetti. Perché la mia ipotesi è che il pudore costituisca un limite fra gli individui e stia a dimostrare l'esistenza di un luogo interno del soggetto, requisito della sua libertà, ossia del suo pieno sviluppo induviduale all'interno della collettività".

Due sistemi di valori, apparentemente contrapposti:
1. Pudore, privacy, segreto industriale, riflessione interiore, individuo, libertà...
2. Trasparenza, controllo, conversazione, informazione totale, collettività, eguaglianza...

Gli equilibri tra questi sistemi di valori vanno ricercati attraverso un percorso infinito: chiunque si fermi a un angolo di questa strada ritenendo di avere trovato la formula giusta, vedrà la storia passargli davanti...

Le puntate precedenti di questa specie di "rubrica"...
Leggere parole chiave (11 febbraio 2007)
Leggere appunti su ciò che non può essere scritto (4 febbraio 2007)
Rileggere quello che va riletto (28 gennaio 2007)
Leggere quello che gli amici hanno scritto (21 gennaio 2007)
Leggere quello che gli altri leggono (14 gennaio 2007)
Leggere per viaggiare (7 gennaio 2007)
Leggere per meditare (31 dicembre 2006)
Leggere per citare (24 dicembre 2006)
Gli occhiali per leggere (17 dicembre 2006)
Leggere, leggerezza, legge (10 dicembre 2006)
Leggere o non leggere (3 dicembre 2006)
Leggere per lavorare o lavorare per leggere? (26 novembre 2006)

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Scrivono di libri: Clelia Mazzini (Akatalēpsìa), Luisa Carrada (Il mestiere di scrivere), Stefania Mola (Squilibri), Ste (melodiainotturna), Ossimora (Antonia nella notte), Remo Bassini (Appunti).




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