Estetica della rete a Sassuolo

Estetica della rete a Sassuolo

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Data/Ora
15/09/2017
3:00 pm – 4:00 pm

Luogo
piazzale avanzini

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Si parla di come l’estetica e l’euristica si fondano nella tecnologia digitale al Festival Filosofia.

Dal Sole 24 Ore del 10 settembre:

Nel mondo ad alta velocità del digitale, l’interfaccia è una storia a sé. Il punto di incontro tra gli umani e i computer è il luogo nel quale si esplora la possibilità di una dimensione tecnica umanistica. Ed esplorandola, si scopre che la possibilità è in realtà una necessità.
Le tecnologie sono persuasive grazie alla forma della loro interfaccia, influenzano i comportamenti umani incentivandone alcuni e impedendone altri, modellano il pensiero abilitando l’immaginazione o limitandola a un menu di opzioni preconfezionate, come dimostra la captologia di BJ Fogg: e d’altra parte sono gli umani a disegnare quelle forme, sicché i loro valori, le loro ideologie, i loro modelli di business contribuiscono a modellare l’interfaccia che poi dà forma ai loro comportamenti.
Tutto questo può essere frutto di una prassi indefinita e ripetitiva, quasi automatica, fondamentalmente inconsapevole o addirittura inconscia. Oppure può essere il risultato di una ricerca esplicita. La filosofia dell’informazione, anche grazie a Luciano Floridi, mostra come il risultato fattuale emerga da un sistema complesso, nel quale l’etica ha un ruolo, soprattutto nel momento della progettazione delle tecnologie. Il fatto è che però i valori dei progettisti non sono sempre chiaramente leggibili per gli utilizzatori, i quali finiscono per sapere ciò che possono fare o non fare con quelle tecnologie grazie a una sorta di euristica “incarnata” nel progetto. Ed è questa, in fondo, la fonte della sua estetica: che fa parlare la tecnologia al cuore e al cervello dell’utente.
Ne emerge una teoria del bello connessa al funzionale, quasi coincidente con esso, nella quale si finisce con l’apprezzare l’eliminazione del superfluo per arrivare all’essenziale della funzione consentita e incoraggiata dalla tecnologia.
Non c’è dubbio che tutto questo motivi un ingaggio, quasi un sentimento, degli umani per la tecnologia, che una volta “adottata” entra a far parte della loro vita e, come nel caso del telefono intelligente, addirittura del loro corpo. A quel punto è probabilmente l’insieme di umano e tecnologico a diventare oggetto della ricerca estetica, euristica ed etica della quale s’è detto: e se questo è vero, la struttura fondamentale della tecnologia diventa inseparabile dalla sua dimensione umanistica.
Tutto ciò non è privo di conseguenze sul piano pratico: la contrapposizione tra umani e macchine nell’economia, nel lavoro, nella produzione, nel consumo, diventa meno rilevante dell’analisi della simbiosi tra umani e macchine. Il che appare molto più realistico. E responsabilizzante.

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