Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità, dice che la sua data di nascita su Wikipedia è sbagliata. Questo le fa concludere che Wikipedia può contenere una quantità di errori molto grande. Aggiunge che non sa come correggere quell'errore da sola. E testimonia che nessuno l'ha chiamata per conoscere dalla sua viva voce la sua data di nascita.
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L'uomo del Rinascimento è una figura sintetica capace di spaziare tra diverse discipline portando in ciascuna un contributo eccellente. L'uomo specializzato Otto-Novecentesco è profondamente competente nella disciplina alla quale applica il suo coltello analitico e non si occupa d'altro. Ma questi idealtipi non sono sufficienti a spiegare la dinamica culturale, ovviamente. Perché ciò che rende il loro lavoro un successo oppure un inutile sforzo è anche il contesto dell'organizzazione culturale nella quale sono immersi. E l'eterna domanda torna sempre: conta di più l'inventiva della persona o la forza della struttura? Si scopre che la risposta è: sì.
La persona ha un valore imprescindibile e il contesto la valorizza o la frena. Ogni epoca trova la sua soluzione al problema di mettere insieme le conoscenze delle persone in modo da coordinare i comportamenti dei gruppi anche a livello di dinamica culturale. L'editoria, il mercato, la piazza, la chiesa,... internet...
In particolare, che cosa chiede l'epoca di internet alle persone? Specializzazione o eclettismo? In questo momento, secondo uno studio di Lada Adamic e altri, i gruppi interdisciplinari sembrano avere spesso più successo nella ricerca di quanto ne ottengano i gruppi monodisciplinari. Ma la qualità del contributo dei singoli ricercatori è più grande se sono specializzati. E questo vale anche per i contributi a Wikipedia o altri progetti di condivisione della conoscenza.
Federica Sgaggio, giornalista dell'Arena, spiega perché ha deciso di aprire un blog. Sente il peso di un'evoluzione editoriale che tende a cambiare il lavoro dei giornalisti escludendoli progressivamente dal mondo degli intellettuali. Paradossalmente, dice Sgaggio, una giornalista che voglia far sentire la sua voce deve aprire un blog. Il suo si chiama: due colonne taglio basso. Suona come la risposta del caporedattore alla proposta del redattore (e il redattore pensa, in silenzio: "non vogliono dare importanza alla notizia").
La storia di Federica segnala una tendenza ormai da tempo avvertita. E' finita l'epoca della contrapposizione tra blog e giornali. Non solo perché i giornali hanno imparato ad aprire i loro blog e ad ascoltarne la voce. Ma anche - e questa è la novità segnalata da Federica - perché i giornalisti come persone possono trovare nei blog un'opportunità di espressione che la loro professione (come molte altre professioni) non offre. Non a tutti. Non a tutti quelli che vorrebbero esprimersi.
La separazione tra blog e giornali resta, ma non è più tecnica. E' umana. Chi fa sia l'uno che l'altro può sentirsi tagliato in due, visto che in entrambe le situazioni scrive, ma in un caso per esprimersi e connettersi, nell'altro caso per sviluppare una linea editoriale. Sicché la stessa distanza tra blogger e giornalisti si sta trasformando: non è tanto nelle tecnologie e non è certamente nelle capacità personali. E' nel progetto che le persone perseguono.
E' un caso del problema irrisolto della relazione tra progetti individuali e progetti collettivi che si manifesta in molteplici occasioni nell'ambito intellettuale. Quando c'è un progetto comune forte, le individualità sono compresse; quando c'è soltanto una giustapposizione di progetti individuali senza obiettivi in comune si sviluppa un rumore generale poco comprensibile.
E' la differenza tra Wikipedia e Facebook: la prima è un progetto intellettuale comune forte (con la metafora dell'enciclopedia) nel quale in generale le singole persone non emergono; il secondo è uno spazio di espressione di progetti intellettuali individuali che in comune non hanno un progetto ma una piattaforma. I due modelli hanno avuto enorme successo. Ma entrambi di confrontano con il problema di come si possa migliorare la qualità del risultato intellettuale del progetto. In questo problema, come sempre su internet, c'è un'opportunità: per chi la saprà definire e sviluppare. Proponendo un nuovo contributo alla rete.
La storia di Federica segnala una tendenza ormai da tempo avvertita. E' finita l'epoca della contrapposizione tra blog e giornali. Non solo perché i giornali hanno imparato ad aprire i loro blog e ad ascoltarne la voce. Ma anche - e questa è la novità segnalata da Federica - perché i giornalisti come persone possono trovare nei blog un'opportunità di espressione che la loro professione (come molte altre professioni) non offre. Non a tutti. Non a tutti quelli che vorrebbero esprimersi.
La separazione tra blog e giornali resta, ma non è più tecnica. E' umana. Chi fa sia l'uno che l'altro può sentirsi tagliato in due, visto che in entrambe le situazioni scrive, ma in un caso per esprimersi e connettersi, nell'altro caso per sviluppare una linea editoriale. Sicché la stessa distanza tra blogger e giornalisti si sta trasformando: non è tanto nelle tecnologie e non è certamente nelle capacità personali. E' nel progetto che le persone perseguono.
E' un caso del problema irrisolto della relazione tra progetti individuali e progetti collettivi che si manifesta in molteplici occasioni nell'ambito intellettuale. Quando c'è un progetto comune forte, le individualità sono compresse; quando c'è soltanto una giustapposizione di progetti individuali senza obiettivi in comune si sviluppa un rumore generale poco comprensibile.
E' la differenza tra Wikipedia e Facebook: la prima è un progetto intellettuale comune forte (con la metafora dell'enciclopedia) nel quale in generale le singole persone non emergono; il secondo è uno spazio di espressione di progetti intellettuali individuali che in comune non hanno un progetto ma una piattaforma. I due modelli hanno avuto enorme successo. Ma entrambi di confrontano con il problema di come si possa migliorare la qualità del risultato intellettuale del progetto. In questo problema, come sempre su internet, c'è un'opportunità: per chi la saprà definire e sviluppare. Proponendo un nuovo contributo alla rete.
Da un'intervista di Pierre Le Hir a Roger Chartier, professore al Collège de France e direttore di studi all'Ecole des hautes études en Sciences Sociales, su Le Monde.
«L'enciclopedia online Wikipedia non è forse l'ultimo sviluppo del progetto di Diderot e d'Alembert?
Io credo di sì, poiché Wikipedia si basa sui contributi molteplici di una sorta di società invisibile di persone delle lettere. Ma Diderot non avrebbe certamente accettato la semplice giustapposizione degli articoli, senza albero delle conoscenze né ordine ragionato che caratterizza Wikipedia. È un'impresa democratica, aperta, e nello stesso tempo molto vulnerabile, molto esposta all'errore e al falso. E rende visibile la tensione tra il desiderio della costituzione di un sapere collettivo e la professionalizzazione delle conoscenze».
Sta di fatto che chi conosce bene una materia è libero di andare su Wikipedia e migliorarla. Anzi, oltre a scoprire i difetti delle informazioni che contiene e a segnalarli, potrebbe anche sentire giusto correggerli, con spirito pragmatico, dato che quell'opera è ormai un canale di distribuzione di conoscenze di larghissima diffusione. E chi opera nella conoscenza in base a un servizio pubblico, forse potrebbe sentirsi chiamato a contribuire a questo servizio destinato ai commons della conoscenza. Oppure si potrebbe pensare alla costruzione di un modello, se mai si troverà, ancora migliore. In generale, il controllo centralizzato e il controllo meno centralizzato o decentrato su base volontaria sono modelli alternativi che presentano pregi e difetti diversi. L'intelligenza collettiva non si è fermata all'Encyclopédie né si fermerà a Wikipedia. Imho.
Questo post riguarda il concetto di "recentismo" usato come avvertenza per i lettori che incontrano certe voci di Wikipedia, come nel caso del partito "Alleanza per l'Italia". E il dibattito intorno all'esclusione della voce sul "Movimento 5 stelle".
Vittorio Bertola aveva scritto una pagina sul Movimento 5 stelle. Ma Wikipedia non l'ha accettata. La discussione tra i partecipanti si concentrata sul fatto che si tratta di un partito troppo giovane, nato da tre mesi, e dunque le informazioni su di esso sono più da notiziario che da enciclopedia. Quintarelli, tra gli altri, aveva commentato osservando che i volontari wikipediani fanno un lavoro encomiabile, che possono sbagliare e che i meccanismi di controllo sono in funzione. Bertola è stato poi bannato perché non poteva continuare a scrivere avendo in corso un contenzioso con Wikipedia.
Il fatto nuovo è che Alleanza per l'Italia è a sua volta un movimento politico che ha soltanto tre mesi di vita. Ma la sua voce è stata accettata. Con l'avvertenza però che si tratta di una voce affetta da recentismo. (Ultima visita prima di questo post, mercoledì 20 alle 13:00). A voler essere coerenti, sia Alleanza per l'Italia che Movimento 5 stelle, dovrebbero avere una voce su wikinotizie (ma attualmente non c'è).
Ci sono dunque parecchi fenomeni caotici nella vicenda. Voci che dovrebbero essere messe nel notiziario non ci sono, mentre voci che non dovrebbero essere sull'enciclopedia ci sono in un caso e non in un altro. Questo è istruttivo. Come spiega Frieda Brioschi, il lavoro di editing di Wikipedia è svolto da volontari che si occupano di quello che li interessa in modo non coordinato, sapendo che il loro lavoro non finisce mai, seguendo criteri di massima e interpretandoli soggettivamente, anche attraverso lunghe discussioni tra loro. In Italia ci sono circa 500 volontari molto attivi, che fanno almeno 100 edit al mese. E ci sono circa 8000 utenti attivi che hanno fatto almeno 50 edit. Alla discussione su una voce partecipano mediamente una dozzina di persone che non sono le stesse che partecipano alla discussione su altre voci, naturalmente. Quindi l'interpretazione può cambiare di volta in volta.
Un fatto è chiaro. Quando una voce è affetta da recentismo vuol dire che non è stabile, che chi l'ha approvata la considera al limite dell'accettabile, e che non è detto che quella voce rimanga. Da leggere la spiegazione di recentismo su Wikipedia.
Tutto questo significa che il sistema di Wikipedia è incoerente e andrebbe cambiato o che va bene così? Probabilmente va bene così nel senso che può generare decisioni incoerenti ma è programmato per migliorare e migliorerà ancora, sulla base della passione e della dedizione delle persone che se ne occupano. Il motivo per cui queste persone sono indirizzate bene è chiaro: la metafora dell'enciclopedia rende Wikipedia un progetto comune alle persone che partecipano; la scarsa visibilità degli individui che partecipano incentiva poco o nulla la competizione tra le persone; ne emerge un'intelligenza collettiva orientata a un progetto comune che riduce il peso degli interessi di parte. Imho.
Wikipedia è un progetto meraviglioso, le cui conseguenze culturali sono immense considerando la quantità delle persone coinvolte e la qualità dei problemi che pone. Senza esagerazione quello che stiamo vivendo in questi anni è paragonabile alla fase di elaborazione dell'Encyclopédie dell'illuminismo settecentesco: riguarda la scelta degli argomenti, il loro trattamento, lo scopo dell'opera, la diffusione dei risultati, l'organizzazione necessaria alla stesura delle voci e al loro aggiornamento. Comprese le metodologie per affrontare il dibattito intorno a queste questioni. Si tratta di un lavoro che condensa in un progetto concreto e di vastissimo successo un modo di interpretare l'intelligenza collettiva.
La questione emergente riguarda la qualità dei contributi. Andando avanti con il ragionamento, in effetti, l'Encyclopédie è nata da un dibattito filosofico profondo. Come incentivare la profondità del dibattito? Se il sistema di Wikipedia non incentiva chi persegue interessi di parte, e se come dimostra la pagina di spiegazione del recentismo ha già sviluppato una sua filosofia (la lunga durata dei contenuti è un punto essenziale) è anche vero che non presenta incentivi specifici per selezionare le persone più competenti (il che è ovviamente molto difficile), ma privilegia le più dedicate al progetto (un fatto oggettivamente rilevabile). Su questo punto, si può immaginare uno sviluppo? Se avverrà, sarà pragmatico e teorico: pragmatico, in base alla qualità del dibattito relativo alle varie voci e, teorico, in base alla crescita di criteri che valorizzino il peso dell'opinione di chi ha maggiore esperienza sulle varie materie. Non è facile. Ci vuole tempo. Ma un'enciclopedia richiede il suo tempo.
(Domani su Nòva un pezzo in materia).
Vittorio Bertola aveva scritto una pagina sul Movimento 5 stelle. Ma Wikipedia non l'ha accettata. La discussione tra i partecipanti si concentrata sul fatto che si tratta di un partito troppo giovane, nato da tre mesi, e dunque le informazioni su di esso sono più da notiziario che da enciclopedia. Quintarelli, tra gli altri, aveva commentato osservando che i volontari wikipediani fanno un lavoro encomiabile, che possono sbagliare e che i meccanismi di controllo sono in funzione. Bertola è stato poi bannato perché non poteva continuare a scrivere avendo in corso un contenzioso con Wikipedia.
Il fatto nuovo è che Alleanza per l'Italia è a sua volta un movimento politico che ha soltanto tre mesi di vita. Ma la sua voce è stata accettata. Con l'avvertenza però che si tratta di una voce affetta da recentismo. (Ultima visita prima di questo post, mercoledì 20 alle 13:00). A voler essere coerenti, sia Alleanza per l'Italia che Movimento 5 stelle, dovrebbero avere una voce su wikinotizie (ma attualmente non c'è).
Ci sono dunque parecchi fenomeni caotici nella vicenda. Voci che dovrebbero essere messe nel notiziario non ci sono, mentre voci che non dovrebbero essere sull'enciclopedia ci sono in un caso e non in un altro. Questo è istruttivo. Come spiega Frieda Brioschi, il lavoro di editing di Wikipedia è svolto da volontari che si occupano di quello che li interessa in modo non coordinato, sapendo che il loro lavoro non finisce mai, seguendo criteri di massima e interpretandoli soggettivamente, anche attraverso lunghe discussioni tra loro. In Italia ci sono circa 500 volontari molto attivi, che fanno almeno 100 edit al mese. E ci sono circa 8000 utenti attivi che hanno fatto almeno 50 edit. Alla discussione su una voce partecipano mediamente una dozzina di persone che non sono le stesse che partecipano alla discussione su altre voci, naturalmente. Quindi l'interpretazione può cambiare di volta in volta.
Un fatto è chiaro. Quando una voce è affetta da recentismo vuol dire che non è stabile, che chi l'ha approvata la considera al limite dell'accettabile, e che non è detto che quella voce rimanga. Da leggere la spiegazione di recentismo su Wikipedia.
Tutto questo significa che il sistema di Wikipedia è incoerente e andrebbe cambiato o che va bene così? Probabilmente va bene così nel senso che può generare decisioni incoerenti ma è programmato per migliorare e migliorerà ancora, sulla base della passione e della dedizione delle persone che se ne occupano. Il motivo per cui queste persone sono indirizzate bene è chiaro: la metafora dell'enciclopedia rende Wikipedia un progetto comune alle persone che partecipano; la scarsa visibilità degli individui che partecipano incentiva poco o nulla la competizione tra le persone; ne emerge un'intelligenza collettiva orientata a un progetto comune che riduce il peso degli interessi di parte. Imho.
Wikipedia è un progetto meraviglioso, le cui conseguenze culturali sono immense considerando la quantità delle persone coinvolte e la qualità dei problemi che pone. Senza esagerazione quello che stiamo vivendo in questi anni è paragonabile alla fase di elaborazione dell'Encyclopédie dell'illuminismo settecentesco: riguarda la scelta degli argomenti, il loro trattamento, lo scopo dell'opera, la diffusione dei risultati, l'organizzazione necessaria alla stesura delle voci e al loro aggiornamento. Comprese le metodologie per affrontare il dibattito intorno a queste questioni. Si tratta di un lavoro che condensa in un progetto concreto e di vastissimo successo un modo di interpretare l'intelligenza collettiva.
La questione emergente riguarda la qualità dei contributi. Andando avanti con il ragionamento, in effetti, l'Encyclopédie è nata da un dibattito filosofico profondo. Come incentivare la profondità del dibattito? Se il sistema di Wikipedia non incentiva chi persegue interessi di parte, e se come dimostra la pagina di spiegazione del recentismo ha già sviluppato una sua filosofia (la lunga durata dei contenuti è un punto essenziale) è anche vero che non presenta incentivi specifici per selezionare le persone più competenti (il che è ovviamente molto difficile), ma privilegia le più dedicate al progetto (un fatto oggettivamente rilevabile). Su questo punto, si può immaginare uno sviluppo? Se avverrà, sarà pragmatico e teorico: pragmatico, in base alla qualità del dibattito relativo alle varie voci e, teorico, in base alla crescita di criteri che valorizzino il peso dell'opinione di chi ha maggiore esperienza sulle varie materie. Non è facile. Ci vuole tempo. Ma un'enciclopedia richiede il suo tempo.
(Domani su Nòva un pezzo in materia).
Sistemi che gestiscono la conoscenza collettivamente (Silicon Alley Insider). Google e Wikipedia. Oppure Innocentive. C'è un filone di ricerca in via di definizione.
All'Mit stanno lavorando per costruire una piattaforma nella quale le persone possano essere guidate a creare previsioni.
C'è un link evidente con la costruzione dell'agenda comune. Perché anche in questo caso le previsioni possono diventare la focalizzazione di un gruppo intorno a una comune serie di priorità. (Tanto per fare un esempio: Nicholas Negroponte si schernisce quando gli chiedono come ha fatto vent'anni fa a prevedere la convergenza dicendo: "non era una previsione, era l'osservazione di quello che stavamo preparando").
All'Mit stanno lavorando per costruire una piattaforma nella quale le persone possano essere guidate a creare previsioni.
C'è un link evidente con la costruzione dell'agenda comune. Perché anche in questo caso le previsioni possono diventare la focalizzazione di un gruppo intorno a una comune serie di priorità. (Tanto per fare un esempio: Nicholas Negroponte si schernisce quando gli chiedono come ha fatto vent'anni fa a prevedere la convergenza dicendo: "non era una previsione, era l'osservazione di quello che stavamo preparando").
La rete rischia se lascia che l'inciviltà di alcuni degradi la qualità dell'esperienza di tutti, dicono Jimmy Wales e Andrea Weckerle, sul Wall Street Journal. Non senza ragioni, chiaramente. La soluzione, però, è la consapevole vigilanza degli internettiani. Può essere per un verso una questione normativa, ma non servono nuove leggi, casomai occorre il rispetto delle leggi attuali.
Il tema più affascinante, però, è capire come potranno emergere servizi e luoghi di conversazione che valorizzino chi rispetta gli altri e sceglie di discutere in modo civile.
Un progetto come Wikipedia, che non è certo privo di problemi, ha comunque saputo creare un contesto che incentiva la collaborazione costruttiva rispetto al vandalismo. È possibile, probabilmente, generalizzare alcune caratteristiche di Wikipedia nel design dei nuovi servizi di condivisione delle informazioni e discussione delle conoscenze. Quali sono quelle caratteristiche?
Ipotesi: un grande progetto comune, non profit e orientato al bene di tutti; una limitata sottolineatura dell'individualità di chi contribuisce che non innesca una gara degli ego; una buona struttura di manutenzione prevalentemente volontaria ma molto impegnata.
Non è detto che queste siano caratteristiche generalizzabili. E certamente non garantiscono neppure Wikipedia dall'emergere di problemi. Ma possono costituire un elemento di riflessione visto che in effetti sono connesse a un successo inequivocabile per una rete attenta alla civiltà delle relazioni.
Il tema più affascinante, però, è capire come potranno emergere servizi e luoghi di conversazione che valorizzino chi rispetta gli altri e sceglie di discutere in modo civile.
Un progetto come Wikipedia, che non è certo privo di problemi, ha comunque saputo creare un contesto che incentiva la collaborazione costruttiva rispetto al vandalismo. È possibile, probabilmente, generalizzare alcune caratteristiche di Wikipedia nel design dei nuovi servizi di condivisione delle informazioni e discussione delle conoscenze. Quali sono quelle caratteristiche?
Ipotesi: un grande progetto comune, non profit e orientato al bene di tutti; una limitata sottolineatura dell'individualità di chi contribuisce che non innesca una gara degli ego; una buona struttura di manutenzione prevalentemente volontaria ma molto impegnata.
Non è detto che queste siano caratteristiche generalizzabili. E certamente non garantiscono neppure Wikipedia dall'emergere di problemi. Ma possono costituire un elemento di riflessione visto che in effetti sono connesse a un successo inequivocabile per una rete attenta alla civiltà delle relazioni.