Vincenzo Novari, della 3Italia, davanti al viceministro Paolo Romani, nel corso dell'ultima giornata marconiana, aveva lamentato come il blocco della costruzione della nuova rete veloce italiana fosse essenzialmente dovuto all'ostruzionismo del socio straniero di Telecom Italia. E il viceministro aveva annuito...
Inoltre, non tutti i soci di Telco sono d'accordo con la vendita a Telefonica. Infine, le smentite e i no comment sulla possibile operazione sono molti. Forse troppi perché si possa pensare a una scelta già operata e a una decisione imminente. O almeno, speriamo.
Perché il tema è che prima di quell'eventuale operazione, è necessario prendere una decisione sulla rete attuale e sulla rete di nuova generazione. Con in mente due priorità: che se si scorporerà la rete, questo dovrà avvenire in modo da garantire la concorrenza tra gli operatori e la libertà dei cittadini. Quindi la governance dell'eventuale rete scorporata non deve essere affidata a niente di simile a un "cartello" di operatori, non può essere gestita dal governo, non va affidata a nessuno che possa essere interessato a limitare la net neutrality e il controllo dei contenuti in circolazione. È chiaro insomma che la questione è superdelicata.