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Edelman. Poca fiducia nei media professionali, ancora meno nei media sociali

Il Trust barometer di Edelman mostra che solo il 47% degli abitanti dei 26 grandi paesi considerati dalla ricerca – compresa l’Italia – ha fiducia nei media professionali (è la stessa percentuale di quelli che hanno fiducia nei governi). Ma l’impegno nell’accedere ai giornali professionali è aumentato del 22% nell’ultimo anno in termini di numero di esposizione alle news e di azioni di condivisione operate di conseguenza. Mentre i social media perdono credibilità: in particolare in Europa e Nord America dove l’indice di fiducia è poco sopra la metà del livello raggiunto dai media...

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Joi Ito: The Practice of Change

I strongly recommend reading and commenting Joi Ito’s The Practice of Change. How I survived being interested in everything. Joi starts with an Abstract: “Over the last century civilization has systematically supported a market- based approach to developing technical, financial, social and legal tools that focus on efficiency, growth and productivity. In this manner we have achieved considerable progress on some of the most pressing humanitarian challenges, such as eradicating infectious diseases and making life easier and more convenient. However, we have often put our tools and...

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Ironia sovrana. Le élite vecchie e nuove. Chiose a Baricco

Alle ricorrenti crisi delle élite sono dedicate intere biblioteche. In generale, i problemi connessi sono legati alla forma dei moti popolari che le mettono in difficoltà, alle loro cause di fondo e immediate, alle loro conseguenze. Ma c’è una costante: la crisi delle élite significa anche la crisi del discernimento tradizionale intorno a ciò che è giusto, vero e bello. Ed è una forma del rinnovamento storico, necessario, salutare. Spesso le dinamiche si assomigliano. Gerarchie sociali troppo bloccate, con ascensori sociali troppo fermi, finiscono per collassare di fronte a difficoltà...

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KRINO – informatica umanistica da Pisa al mondo

Studenti di Pisa hanno fondato l’associazione per l’informatica umanistica. Si chiama Krino. E merita sostegno il suo appello: “Designer, filosofi, programmatori, storici, giuristi, hacker, cittadini dell’ecosistema digitale tutti: quest’appello è per voi. Siamo un gruppo di studenti ed ex studenti di Informatica Umanistica all’Università di Pisa, mossi dall’esigenza di abbattere i muri disciplinari che ancora dividono il sapere scientifico da quello umanistico, falsamente rappresentati ai due poli distinti della conoscenza.” Falsi poli della conoscenza!!! Hanno ragione questi...

Apple vs. FBI innovazione Post

Le discussioni sul futuro di Apple riguardano in realtà il nuovo paradigma dell’innovazione

Dove cercare l’innovazione? Da dove arriva la sorpresa, chi svelerà un nuovo pensiero tecnologicamente in grado di superare i limiti del possibile? Per rispondere a queste domande, recentemente gli osservatori hanno cercato chi potesse incarnare una leadership. Negli anni Novanta era l’accoppiata Microsoft-Intel a dare il ritmo di sviluppo di un paradigma fondato sul personal computer. Nella prima parte del nuovo Millennio la leadership culturale è stata conquistata dalla Apple di Steve Jobs. Chi ha l’impressione che questa fase si vada concludendo, solo perché la borsa non premia più come...

aaa Lavoro del futuro Economia Felicità innovazione perplessità Post ricerche

Apocalittici e integrati nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Questo è un post vagamente troppo lungo. Me ne scuso Implausibile. È la parola che due filosofi hanno scelto per commentare la possibilità che emerga un’intelligenza artificiale pericolosa per la specie umana perché, superando di molto le capacità cognitive degli umani, finisca per decidere autonomamente di fare i propri interessi e non quelli degli umani. Maurizio Ferraris definisce questa prospettiva implausibile perché le macchine non dimostrano di volere alcunché, dunque non dovrebbero neppure cercare il potere e, tanto meno, a scapito degli umani. Luciano Floridi usa la parola...

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Fisica della conoscenza

L’informatica e l’elettronica restano il fondamento tecnico della rivoluzione digitale. Ma la complessità delle dinamiche che si sono avviate su internet richiedono un approccio strategico e una capacità di astrazione e modellizzazione che hanno portato in prima fila i fisici, i matematici, i logici. Del resto i principali linguaggi di programmazione oggi sono fatti per persone che abbiano coltivato questi approcci alla conoscenza. Ovviamente, le conseguenze sull’occupazione potrebbero farsi sentire, aprendo la strada ancor più di quanto non sia già successo finora, appunto a fisici...

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I social network sono teatro

QuHarrison Terry su Medium scrive un articolo da approfondire: A Primer on Digital Humans, Meet the lifelike creations gaining fame and followers in the real world Come spiega nel titolo, l’Autore discute intorno all’emergere nei social network di influencer digitali. Costruiti da creativi di varia estrazione, professionali o dilettanteschi, offrono la loro storia e il loro carattere in rete esattamente come gli influencer umani. Ma non esistono se non nella fantasia di chi li ha creati e delle migliaia o dei milioni di persone che li seguono. Che cosa sono? Per alcuni sono come i personaggi...

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In memoria di Morph

Morph è diventato famoso nel 2008 per una presentazione al Moma di New York, ma era stato già reso noto nel 2007 (lo ricorda Paolo Tamborrini nel suo libro Design sostenibile, Electa 2009). Era un concetto di telefono realizzato dal Nokia Research Center e dal dipartimento di ingegneria delle nanoscienze dell’università di Cambridge. Era appunto basato sulle nanotecnologie. Le sue caratteristiche erano fantastiche: riciclabile, ricaricabile con la luce del sole, indossabile e pieghevole, utilizzabile con interfaccia touch, elettronica trasparente, pieno di sensori, con superfici autopulenti...

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Gli occhi dell’umanità

Questo post prende spunto da due letture: – Mauro Carbone, Des pouvoirs del l’archi-écran et de l’idéologie de la “transparence 2.0”, in Des Pouvoirs des écrans, sous la direction de Mauro Carbone, Anna Caterina Dalmasso et Jacopo Bodini, éditions Mimésis, 2018 – Simone Arcangeli, L’occhio della macchina, Einaudi 2018 L’estetica Mauro Carbone, filosofo che insegna a Lione, traccia una via estetica per l’esplorazione della società avviluppata dalle conseguenze della tecnologia che si esprime nello schermo: la filosofia della percezione lo conduce a porsi domande fondamentali sul...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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