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Populisti o tecnocratici: la bolla dei filtri e la sfera pubblica

Vita ha ripreso un post che era apparso su questo blog in merito alla relazione tra sistema mediatico e sviluppo del cosiddetto populismo. Lo ha fatto aggiungendo un’introduzione che aveva un sapore più di battaglia e meno di ricerca di quanto il post meritasse. Nel frattempo, ieri su Repubblica, sono usciti due pezzi sulla post-truth. Baricco ha detto che è una bufala. Maurizio Ferraris ha ampliato il concetto alla dinamica culturale più profonda cui assistiamo nella contemporaneità (Repubblica). Riprendo l’argomento, anche per spiegarmi meglio (qui il post ripreso da Vita; qui il post...

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Scrivi la tua lettera al pubblico del Sole 24 Ore

Internet, robot, genetica, nanotech. Il lavoro e l’automazione. La moneta e il digitale. Il welfare e l’innovazione sociale. Come è messa l’Italia?Che cosa dobbiamo capire meglio? Cambia tanto, troppo, troppo poco? Puoi scriverne al pubblico del Sole 24 Ore. Io contribuisco con un commento o qualche informazione se serve. La rubrica esce al sabato. Comincia a scrivere qui nei commenti!

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Letture per il discernimento del like e del fake

La quantità di articoli e interventi sulla questione del fake in internet sta diventando talmente gigantesca da indurre un senso di vertigine. Del resto, nelle ultime settimane della campagna elettorale americana il numero di condivisioni su Facebook di notizie fake è stato superiore a quello delle condivisioni di notizie documentate (dato riportato nel Digital News Report 2017 del Reuters Institute). Ecco una breve, incompleta scelta. Le fake news sono notizie che la gente sa già prima di leggerle. O che avvalorano idee che ha già. Una storia delle fake news settecentesche aiuta a mettere il...

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Google e Facebook si affrettano lentamente sulle fake news

Vivek Wadhwa ha scritto un pezzo da leggere sul Washington Post intitolato: What Google and Facebook must do about one of their biggest problems. Mette in luce il rischio che corrono le piattaforme come Facebook e Google se non trovano il modo di qualificare l’informazione che distribuiscono. Osserva ovviamente che non è facile trovare quel modo. Ma sostiene che quelle imprese così intelligenti dovrebbero essere in grado di affrontare seriamente anche un problema così difficile. Se si impegnano. Il pezzo è scritto essenzialmente per dire che non si impegnano abbastanza. Vivek Wadhwa ha...

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Letture del lunedì. Sostenibilità della tecnologia, ripensamenti sui giornali e fake a base di intelligenza artificiale, industria 4.0 senza miti. E altro. Reading Monday

Reading monday. Nella quantità di letture fatte nel weekend, molte delle quali si erano accumulate da qualche settimana, scelgo quelle che probabilmente vale la pena di condividere. Diritti umani e tecnologia. Mariateresa Garrido Villareal, University for Peace, ha curato una vasta survey ispirata all’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sviluppo, equità, ambiente. Educazione, soprattutto. La panoramica è impressionante, come del resto merita l’argomento. Non tutti i contenuti sorprendono, ma l’insieme è molto utile. Il pdf è disponibile. Notizie separate dai media. Katherine G. Fry...

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Il senso di responsabilità per il commons internettiano

Ieri al dibattito “Reset democracy: Political Participation and Digitalization: Risk or Opportunity for Our Democracy?” organizzato dall’istituto italiano di cultura a Bruxelles e dall’omologo istituto tedesco, il moderatore Jacopo Barigazzi ha ricordato le tre questioni poste da Tim Berners-Lee sulle cure delle quali ha bisogno il web (Three challenges for the web, according to its inventor). Che cosa non va nel web di oggi secondo il suo inventore? Dice, appunto Tim Berners-Lee: 1) We’ve lost control of our personal data 2) It’s too easy for misinformation to spread on the web...

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Correlazioni e cause: social media, giornali, populismo

Walter Quattrociocchi esce lunedì 6 marzo con un nuovo articolo su Pnas. Analizza le echo-chamber che si formano sui social network studiando le interazioni di 376 milioni di utenti Facebook con più di 900 giornali e sistemi di produzione di notizie. Quattrociocchi dimostra che la teoria della “selective exposure” domina il consumo di notizie e crea diversi ambienti segregati e non comunicanti basati su diversi pregiudizi e diversi conformismi: in queste echo-chamber le notizie che contraddicono le opinioni dominanti vengono respinte o ignorate. Le false notizie che aderiscono...

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Novità nella pubblicità su Facebook

Facebook ha annunciato che consentirà controlli indipendenti sui dati della pubblicità che appare sulle sue pagine. E che aprirà nuove opzioni per le inserzioni, comprese gli annunci con l’audio acceso. (Facebook, Techcrunch, AdWeek)
Una potenza pubblicitaria mondiale non poteva restare totalmente priva di trasparenza per i clienti. Anche l’esempio della finanza e dei suoi controllori dimostra che non è facile aggiungere trasparenza a un business nel quale il potere è tanto concentrato.

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Il boom degli abbonamenti al Guardian

La strada della sostenibilità di un buon giornale è basata sempre meno sulla pubblicità e sempre più sugli abbonamenti. E la strada è percorribile. Il Guardian per esempio è passato in un anno da 15mila a 200mila abbonati. Si può fare. Purché il giornale sia fatto bene (riporta Digiday). Chi fa affidamento solo sulla pubblicità è tentato di essere fedele soprattutto agli inserzionisti, o può generare questa impressione. Chi fa affidamento sugli abbonamenti deve essere fedele al pubblico, deve dare valore al pubblico, deve migliorarsi costantemente per aderire alle esigenze informative del...

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Grande Ethan! Un passo avanti sul tema: a chi giovano le notizie false e che cosa possiamo fare

Ethan Zuckerman scrive un grande pezzo sul tema delle notizie false (Medium: Stop saying “fake news”. It’s not helping). Va letto. Ma in sintesi dice che attribuire la responsabilità della vittoria di Trump alla disinformazione è purtroppo una forma di cattiva informazione. Che avvantaggia paradossalmente Trump. In quanto – e qui sta il punto – alimenta la sensazione che non esista buona informazione, che tutta l’informazione sia inquinata, che dei media non ci si possa fidare: con la conseguenza di rafforzare ogni tipo di manipolazione della realtà. La strada è costruire uno...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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