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La conoscenza della cooperazione. La quantità di informazione non basta

Un’ipotesi quantitativa dell’informazione suppone che l’aumento dell’informazione disponibile migliori le decisioni delle persone. Più la gente ha accesso a una grande, potenzialmente infinita, quantità di informazioni più giuste saranno le sue scelte. Questa ipotesi giustifica ogni genere di operazione di piattaforma mediatica che generi una moltiplicazione dei messaggi: quelle operazioni che dicono “intanto facciamo accedere a tutta l’informazione che chiunque vuole condividere in qualunque modo; poi la gente troverà il modo di usare quell’informazione e di certo starà meglio”. In realtà...

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Umanamente aumentati: individui, dividui, plurali

Di solito, non si guarda il cannocchiale. Lo strumento allunga lo sguardo oltre il limite al quale sono confinate le lenti naturalmente contenute nell’occhio. Di solito, si guardano le stelle. Allo stesso modo, non si guarda lo schermo del telefono. Ci si guarda dentro. Lo strumento elettronico allunga lo sguardo in tutte le direzioni, lo curva dietro la porta, lo lancia verso la piazza, lo porta alla presenza di un’altra persona che si trova in un altro continente, lo riporta a casa per controllare che tutto vada bene quando non siamo presenti…: insomma, la vista si infila, oltre lo...

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Svezia contro la disinformazione online

Nel quadro del dibattito, molto polarizzato, sulla posizione della Svezia nei confronti della minaccia russa (un dibattito la cui esistenza è di per sé una notizia preoccupante), emerge il problema del timore di campagne di disinformazione. La Svezia pensa che la possibilità di un attacco militare russo non sia del tutto esclusa. E si prepara. Per esempio informando la popolazione di ciò che va fatto in caso di attacco. Nel frattempo, la politica locale discute della posizione della Svezia nei confronti della Nato: chi è contro la Nato sembra a favore della Russia; la classica ambizione...

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Dipendenze digitali, educazione e libertà

I figli di Steve Jobs non erano autorizzati a usare l’iPad. I figli di Bill Gates avevano accesso al personal computer in tempi contingentati. Evan Williams, fondatore di Blogger, Twitter e Medium, non dà il tablet ai figli. Secondo Adam Alter, quei grandi della tecnologia ne conoscono anche i difetti. I pericoli. Le piattaforme più popolari online sono progettate in modo da attirare l’attenzione delle persone per indurle a usare quegli strumenti il più possibile. Lo smartphone è la tecnologia persuasiva per eccellenza. Ormai la gente guarda lo schermo del telefono anche 150 volte al giorno...

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Domani e dopodomani

Roy Amara, un tempo presidente dell’Institute for the Future, ha espresso una grande verità non ovvia (attribuita anche ad altri ma sua): “Tendiamo a sovrastimare gli effetti a breve termine di una tecnologia e a sottostimare i suoi effetti nel lungo termine” (“We tend to overestimate the effect of a technology in the short run and underestimate the effect in the long run”). Gli umani sembrano disegnati meglio per reagire ma sanno anche pianificare. L’osservazione di Daniel Kahneman secondo la quale nella maggior parte dei casi gli umani decidono in base all’intuizione...

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Un brutto giorno per la neutralità della rete

La FCC di Trump ha demolito la protezione della neutralità della rete lasciando questo tema nelle mani degli operatori telefonici (LaTimes). Gli operatori dicono che non ne approfitteranno. Ma perché allora hanno voluto questa decisione? 
Le motivazioni dei difensori della norma oggi abolita sono da leggere (Verge)
Se gli operatori possono scegliere di dare priorità a un servizio internet piuttosto che a un altro che ne sarà della possibilità di innovare senza chiedere il permesso ai giganti delle telecomunicazioni? 
L’Europa per ora resiste. Ma già il Portogallo scricchiola.

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Google e Facebook: il nuovo duopolio

Una ricerca di Wpp sulle prospettive della pubblicità nel 2018 mostra che il duopolio di Google e Facebook arriverà all’84% del totale della spesa pubblicitaria online nel mondo esclusa la Cina (ne parla il Financial Times nell’articolo “Google and Facebook dominance to rise” che si legge a pagamento; ci sono altri articoli che ne parlano: The Drum, Hollywook Reporter). La spesa pubblicitaria aumenterà del 4.3%, cioè di 23 miliardi, l’anno prossimo. E la maggior parte di questo aumento andrà a internet. Dunque quasi tutto a Google e Facebook. In prospettiva, dunque, gli editori...

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Certi giorni cominciano con Franco Carlini

Certi giorni sei nel posto sbagliato. Certi giorni pensi a un’altra vita.
Certi giorni sei, per esempio, a Milano invece che a Genova, dove gli amici ricordano il nostro maestro Franco Carlini. È con loro che oggi avresti dovuto essere.

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Esperimenti di valutazione dell’apprendimento: carta vs. digitale

Gli studenti preferiscono leggere su schermo digitale. Ma alla prova dei test, comprendono meglio quando leggono su carta. È l’evidenza che hanno raccolto Patricia A. Alexander, psicologa della University of Maryland, e Lauren M. Singer Trakhman, ricercatrice in psicologia dell’educazione alla University of Maryland (The enduring power of print for learning in a digital world, The Conversation). Può essere che lo scrolling affatichi gli occhi e il cervello. Può essere che tutte le altre cose che si possono fare con un computer oltre a leggere abbiano un effetto di distrazione. Può persino...

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Retroguardie. Toys R Us e Rolling Stone. Non basta il digitale a spiegare la crisi

Toys R Us è stato un luogo mitico dell’epoca consumista. Ora si appresta alla bancarotta. Molti dicono che è per la concorrenza dell’ecommerce. Ma è anche perché si è indebitata invece di rinnovarsi. Il retail non è soltanto un problema di retail: è anche un problema di relazione tra marchi, pubblico e logistica. Altri riescono a ridefinire meglio il ruolo delle catene di negozi in questo contesto, pensandole come parte di una piattaforma o di un mondo di esperienze. Il fatto è – dice un analista – che senza il debito Toys R Us sarebbero ancora abbondantemente in utile. La scelta...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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