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Kindle newspaper

E dunque il Kindle è la soluzione ai problemi dei giornali? Le analisi di bilancio potrebbero dare ragione a chi sostiene che la distribuzione di giornali su supporti elettronici potrebbe diventare nel tempo conveniente. La spesa per la carta e tutto ciò che è connesso è tanto grande che, si calcola, se un grande giornale regalasse ai suoi lettori un apparecchio per leggere il giornale (un Kindle, un iPhone, un altro schermo intelligente connesso…) e chiedesse il pagamento per la lettura del giornale, rientrerebbe dall’investimento in un anno. Ma questo suppone che i lettori...

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“Il teatrino della politica”

Dice Baricco: il teatro pagato con soldi pubblici non raggiunge gli obiettivi per i quali era stato pensato (accesso alla cultura, salvaguardia del patrimonio culturale, democrazia). E quindi? Dice di spostare investimenti sulla scuola: può essere sensato se si pensa a progetti eccellenti. Ma dice, in aggiunta, che si possono spostare investimenti sulla televisione… Su questo non sono d’accordo. Il servizio pubblico è già finanziato, può già fare una politica culturale. Cambiare il modello può essere necessario: ma solo se lo si fa con una buona dose di pensiero. Non privatizzando come...

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Ma si “cade” in pubblico dominio?

In una pagina del sito della Siae dedicata a spiegare il diritto d’autore si scopre che finito il periodo di copertura del diritto l’opera “cade” in pubblico dominio. 

“Cade”? 

Direi piuttosto:

“Entra…”, “Arriva…”, “Va ad arricchire il…”!

Il diritto dell’autore non è il solo diritto tutelato. C’è anche il diritto del pubblico. Che prima o poi deve avere la disponibilità dell’opera per farne altre opere creative. Dunque al posto di “cade”, imho, si dovrebbe dire qualcosa di più rispettoso per il pubblico.

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Conversando di simbiosi

Massimo Russo ha pubblicato una critica del mio piccolo paper sulla strategia della disattenzione, ho risposto e lui ha risposto ancora con qualche domanda. Per rispondere premetto che dal mio punto di vista occorre vedere il medium delle persone che si va sviluppando su internet come un medium, appunto, distinto da altri media e da altri sistemi editoriali: da altri media, perché ovviamente funziona in modo diverso da televisione o giornali di carta; da altri sistemi editoriali, perché non è basato sulle strategie aziendali di major più o meno grandi (che usano uno o più media compreso...

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Conversando di innovazione

Ho fatto i miei complimenti a Riccardo Luna per il primo numero di Wired Italia. Mi ha risposto con la consueta simpatia: «Grazie, ma è lunga per fare un vero Wired. Mi aiuti?». Penso che, anche se ne fossi capace, finché sono a Nòva non potrò fare molto di pratico per aiutare Riccardo a fare un vero Wired. Posso però contribuire con un brevissimo commento che in realtà si sintetizza con la domanda che riporto in fondo a questo post: non spero di riuscire ad aiutare davvero, ma non voglio neppure sottrarmi al tentativo. Ebbene. Non sorprende che l’aspetto di Wired Italia richiami fedelmente...

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Attenzione a Russo

Ringrazio Massimo Russo per il tempo e la competenza che ha dedicato al mio piccolo paper sull’ecologia dell’attenzione. E tento di contribuire con alcune ulteriori considerazioni. Russo teme che le promesse della rete possano essere tradite nei prossimi anni.  E come si può negare una simile possibilità? Il timore che le promesse della rete possano essere tradite è condiviso da molti. Le condizioni che garantiscono un equilibrato sviluppo dell’ecosistema della conoscenza che si è sviluppato nell’ambiente internettiano possono essere inquinate, consumate, rovinate da molti cambiamenti...

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Diritti di Facebook: chiose

Nella comunicazione di ieri con la quale Mark Zuckerberg annunciava il ritiro delle nuove condizioni di utilizzo di Facebook c’è un passaggio che vale la pena di chiosare. «More than 175 million people use Facebook. If it were a country, it would be the sixth most populated country in the world. Our terms aren’t just a document that protect our rights; it’s the governing document for how the service is used by everyone across the world. Given its importance, we need to make sure the terms reflect the principles and values of the people using the service. Our next version will be a substantial...

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Tumblr anti-anonimi

Gli anonimi generatori di blog in Tumblr che costruiscono siti solo per rilanciare post altrui allo scopo si sfruttare – per esempio – l’algoritmo di Google e che così facendo creano varie onde negative nell’ecosistema internettaro dovrebbero incontrare prossimamente qualche difficoltà: lo hanno deciso i fondatori di Tumblr.

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Diritti di Facebook: ritirata immediata

Facebook ritira la nuova versione delle condizioni di servizio. Dopo un paio di giorni di discussioni. Partite da un post di Consumerist. E promette di uscire con una nuova nuova versione delle condizioni di servizio scritta in modo che tutti la possano capire. Ecco dunque il nuovo post di Zuckerberg: “A couple of weeks ago, we revised our terms of use hoping to clarify some parts for our users. Over the past couple of days, we received a lot of questions and comments about the changes and what they mean for people and their information. Based on this feedback, we have decided to return...

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Diritti di Facebook: Zuckerberg risponde

Mark Zuckerberg ha risposto alle preoccupazioni emerse ieri in rete, in riferimento al cambiamento dei termini di servizio di Facebook. In sostanza, dice Zuckerberg, il cambiamento serve ma non è facile da spiegare. E’ vero che ora i contenuti prodotti dagli utenti non spariscono quando questi si cancellano da Facebook. Ma questo è motivato dal fatto che devono poter restare negli spazi dei loro “amici”. Come una mail ricevuta da una persona resta, anche quando chi l’ha inviata decide di chiudere l’account di posta elettronica dal quale l’ha mandata. Zuckerberg ammette che tutto...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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