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A Pisa. Politiche del quotidiano, di Ezio Manzini

Politiche del quotidiano è il nuovo libro di Ezio Manzini. La trasformazione della società mette in discussione ogni convenzione ed esalta la cultura del progetto. «Il concetto di progetto è molto ricco e si è prestato nel tempo, e nei diversi ambiti culturali, a tante definizioni», scrive Manzini. «Per me, in questo contesto, un progetto è una sequenza di conversazioni e azioni sul mondo, il cui obiettivo è renderlo più prossimo a come si vorrebbe che fosse. Farlo implica dunque: la valutazione critica dello stato delle cose, l’immaginazione di come si vorrebbe che fosse, la disponibilità...

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La gestione della conoscenza. Un corso all’università di Pisa

Il knowledge management è un concetto in piena evoluzione. Ne parliamo al corso 2018 all’università di Pisa. Nell’epoca della conoscenza, l’immateriale intorno al quale si concentra il valore non è più un patrimonio di dati ma un processo creativo. Del resto, in questo contesto, il management non è più la gestione di un insieme di risorse noto e stabile in virtù dell’applicazione di una volontà strategica definita dal livello imprenditoriale dell’azienda: è una cultura che interpreta le risorse e le loro capacità di rispondere alle sfide della contemporaneità. Grazie a Enzo Rullani sappiamo...

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La conoscenza della cooperazione. La quantità di informazione non basta

Un’ipotesi quantitativa dell’informazione suppone che l’aumento dell’informazione disponibile migliori le decisioni delle persone. Più la gente ha accesso a una grande, potenzialmente infinita, quantità di informazioni più giuste saranno le sue scelte. Questa ipotesi giustifica ogni genere di operazione di piattaforma mediatica che generi una moltiplicazione dei messaggi: quelle operazioni che dicono “intanto facciamo accedere a tutta l’informazione che chiunque vuole condividere in qualunque modo; poi la gente troverà il modo di usare quell’informazione e di certo starà meglio”. In realtà...

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Giovannini: L’utopia sostenibile

Un libro importante, di quelli che possono restare nella memoria delle persone che lo incrocino con lo spirito aperto e l’orientamento criticamente costruttivo: Enrico Giovannini, L’utopia sostenibile, Laterza 2018 “I limiti dello sviluppo”, il rapporto dell’Mit al Club di Roma, nel 1972 ebbe su una generazione un effetto decisivo. Svelò un inganno sistemico: l’idea della crescita infinita implicita nell’industrializzazione del Dopoguerra non aveva fondamento pratico ed era destinata a schiantarsi con i vincoli ecologici, in un sistema complesso di interazioni tra demografia...

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Umanamente aumentati: individui, dividui, plurali

Di solito, non si guarda il cannocchiale. Lo strumento allunga lo sguardo oltre il limite al quale sono confinate le lenti naturalmente contenute nell’occhio. Di solito, si guardano le stelle. Allo stesso modo, non si guarda lo schermo del telefono. Ci si guarda dentro. Lo strumento elettronico allunga lo sguardo in tutte le direzioni, lo curva dietro la porta, lo lancia verso la piazza, lo porta alla presenza di un’altra persona che si trova in un altro continente, lo riporta a casa per controllare che tutto vada bene quando non siamo presenti…: insomma, la vista si infila, oltre lo...

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Dipendenze digitali, educazione e libertà

I figli di Steve Jobs non erano autorizzati a usare l’iPad. I figli di Bill Gates avevano accesso al personal computer in tempi contingentati. Evan Williams, fondatore di Blogger, Twitter e Medium, non dà il tablet ai figli. Secondo Adam Alter, quei grandi della tecnologia ne conoscono anche i difetti. I pericoli. Le piattaforme più popolari online sono progettate in modo da attirare l’attenzione delle persone per indurle a usare quegli strumenti il più possibile. Lo smartphone è la tecnologia persuasiva per eccellenza. Ormai la gente guarda lo schermo del telefono anche 150 volte al giorno...

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A.I. una narrativa e una tecnologia

La narrativa che parla dell’intelligenza artificiale come di una sorta di competitore dell’intelligenza umana, diventa argomento di romanzo – come nell’ultimo Dan Brown – il che va benissimo. Coltivare l’immaginazione su quello che può significare una macchina che sa pensare autonomamente è un’attività di enorme importanza. Ma le proiezioni immaginifiche non dovrebbero coprire troppo la consapevolezza diffusa della realtà dei fatti attuale. Che è un’altra. L’intelligenza artificiale sa fare una cosa alla volta e deve essere allenata in modo da insegnarle a dominare un argomento...

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Le avventure dell’immaginazione di Marco Paolini e Gianfranco Bettin

“Le avventure di Numero Primo” sono nate come idea teatrale. E in teatro le racconta Marco Paolini, in questi giorni al Piccolo di Milano. È uno spettacolo divertente, commovente, importante. E il mondo che racconta è esplorato più a fondo nel libro “Le avventure di Numero Primo” (Einaudi 2017) che va letto assolutamente. Numero Primo è un bimbo dolce, candido, capace di tirare fuori dagli altri il meglio di sé: è una creatura nata per amore dalla scienza. Le cui qualità derivano anche dalla ricerca biologica e dall’intelligenza artificiale. Il mondo di Paolini e...

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I luoghi della fiducia. Rachel Botsman da commentare

Rachel Botsman ha scritto What’s Mine Is Yours: The Rise of Collaborative Consumption. Una delle intuizioni del libro riguardava la fiducia: una vera e propria “moneta” nella economia emergente. Una sorta di patrimonio, un deposito di valore, e molto di più. Ora Botsman esce con un nuovo libro dedicato a indagare proprio sulla fiducia: Who Can You Trust?: How Technology Brought Us Together – and Why It Could Drive Us Apart. Ci sono tre tipi di fiducia, dice Botsman. Il primo è la fiducia tradizionale, quella che tutti hanno sempre coltivato con la prossimità fisica, convivendo con...

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Esperimenti di valutazione dell’apprendimento: carta vs. digitale

Gli studenti preferiscono leggere su schermo digitale. Ma alla prova dei test, comprendono meglio quando leggono su carta. È l’evidenza che hanno raccolto Patricia A. Alexander, psicologa della University of Maryland, e Lauren M. Singer Trakhman, ricercatrice in psicologia dell’educazione alla University of Maryland (The enduring power of print for learning in a digital world, The Conversation). Può essere che lo scrolling affatichi gli occhi e il cervello. Può essere che tutte le altre cose che si possono fare con un computer oltre a leggere abbiano un effetto di distrazione. Può persino...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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