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Attenzione media

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Google: parassitismo o simbiosi

Jim Spanfeller, di Forbes, aveva detto che Google è un parassita dell’industria dell’informazione perché guadagna utilizzando le notizie prodotte dai giornali tradizionali.  Risponde Marissa Mayer, di Google, per dire che il motore di ricerca aggiunge valore ai siti dei giornali perché porta a loro milioni e milioni di lettori. Un paradosso sensa uscita? No. In realtà, Spanfeller ammette che Google porta lettori, ma segnala che da questa attività il motore di ricerca trae un guadagno sproporzionato rispetto al valore generato. E da qui si trova la chiave per uscire dal paradosso.  Perché il...

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Non è palloso ciò che è serio…

Dal 2004 a oggi, i giornali hanno più che raddoppiato il numero di articoli nei quali parlano di giornali. Ma le persone che usano il web hanno più che dimezzato il numero di ricerche online contenenti la parola “newspapers”. Lo si può verificare, con tutte le cautele metodologiche del caso, consultando Google Trends. Il che suggerisce che il problema dei giornali nell’epoca di internet cambia a seconda dei punti di vista. Per il pubblico, le difficoltà dei giornali non si traducono – apparentemente – in un problema (per esempio in una scarsità di informazione). Anzi...

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“Cambiare il mondo”/3. Oltre lo scenario di crisi

I nostri politici dicono che la crisi è quasi risolta. Anche perché sanno che il primo fattore che può agire a favore del suo superamento è il recupero di una certa fiducia nel futuro. Se si ha fiducia, le famiglie possono consumare invece di lottare per risparmiare qualcosa; e le aziende possono investire invece di pensare solo a tagliare.  Ma la fiducia può essere basata su un abbaglio, una manipolazione della realtà o su dati di fatto. E se è un abbaglio o una manipolazione della realtà, una volta smascherato provoca sfiducia ancora più profonda. Il famoso cinismo-scetticismo italiano, in...

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update/2 – “cambiare il mondo”

Ecco lo stato dei commenti alla ricerca del senso dell’innovazione… Ho l’impressione che stiamo vivendo un cambiamento profondo che dà senso a idee che sembravano non averne e fa perdere senso a idee che sembravano averne… Questo è l’effetto più evidente di un cambio di paradigma. (Un piccolo esempio: parlavo prima con Stefano Venturi… Lui diceva della telepresenza come una cosa che ora ha più senso che in passato… Non solo per risparmio, ma anche per qualità della vita… Guerci non aveva mai capito perché le teleconferenze non decollavano: ho l’impressione che...

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“Cambiare il mondo”

La ricerca che ho cominciato sul senso dell’innovazione in Italia ha suscitato qualche interesse e generato diversi contributi importanti. Le prime reazioni: 17 commenti sul blog, 27 commenti su Facebook, un Tweet, un solo link (grazie a Torino Valley) e 0 commenti su FriendFeed. Ecco i commenti: By Dario Salvelli on April 21, 2009 1:16 PM Potresti spulciare tra gli spin-off di tutta Italia, anche con la differenza tra chi innova e chi invece si parcheggia in attesa di meglio. By Giuliana Guazzaroni on April 21, 2009 1:58 PM Segnalo il ning “Innovatori”, potrebbe essere utile: By...

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Dibattito dei post giornali

Il terrore che pervade il mondo dei giornali continua. L’impatto di internet non è facile da assorbire e l’esempio del disastro avvenuto nel settore della musica, per la scarsa lungimiranza delle major e per la difficoltà a innovare il modello di business, fa pensare alle più gravi conseguenze. Il dibattito si muove tra chi sostiene il superamento della figura dei giornali – e dei giornalisti – e chi pensa che tutto quello che conta sia rinnovare il modello di business. La confusione delle analisi è particolarmente grande. Anche perché tutto rischia spesso di ridursi a una...

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Dissociated press

L’Associated Press ha deciso di perseguire tutti i giornali e blog online che utilizzano, riassumono, aggregano e citano le sue notizie. Non è detto che i tribunali puniranno i presunti “pirati dell’informazione”. E non è detto che l’Ap possa davvero guadagnare da un’attività costosa e di incerta riuscita come quella che evidentemente è necessario fare per trovare tutti coloro che usano più o meno indebitamente le sue news. Ma è una voce che si aggiunge al coro di proteste degli editori contro l’uso gratuito di tutto online. A sua volta, sul giornale cartaceo, il Sole 24 Ore ha...

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Autori, editori, piattaforme

La crisi dei giornali tradizionali si sente meno oscura se ci si concentra sulle opportunità che contemporaneamente stanno venendo fuori su internet. E al Festival del giornalismo ieri c’è stata una dimostrazione di questo nel corso di un panel con Julio Alonso e John Byrne. La soluzione, in effetti, è anche nel modo in cui si pone il problema.  Il problema è che la rete ha separato funzioni che prima erano verticalmente integrate in un sistema industriale lineare: autori, editori, piattaforme. Il problema è che i media tradizionali resistono a questo cambiamento, talvolta senza pensare a...

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Basta con il panico dei giornali

Non è certo con il panico che gli editori e i giornalisti possono reagire costruttivamente alla crisi. Anche se i fatti non sono facili da digerire, l’unica strada è comprendere sul serio la situazione che si sta creando, costruire una visione del servizio che il giornalismo può svolgere nella società e innovare con coraggio per arrivarci. Su questa strada vanno avanti le iniziative, le proposte intellettuali, le discussioni. Steven Berlin Johnson fa un riassunto della conversazione seguita al suo discorso di Austin. Il suo contributo è gratificante per il “tenutario” di questo...

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I soldi dei giornali

Alessandro Gilioli ha commentato il post di ieri, nel quale si parlava dell’eventuale ruolo dei giornalisti nel contesto mediatico che si va costruendo. Così: “Sì, Luca, ma forse sarebbe sottolineare il fatto che la pubblicità on line paga un decimo – ad andar bene – di quella su carta, e che quindi se questa cosa non cambia parecchio, e in fretta, le aziende di media saranno per forza costrette a produrre – sul Web o altrove – un giornalismo di qualità più bassa.A me non frega nulla della carta in sé, non è una piattaforma a cui sono in alcun modo affezionato...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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