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Ecologia dei media. A Camogli

Un programma notevole. Orientato a fare ricerca intorno alle conseguenze culturali della comunicazione digitale. Il festival di Camogli si conclude oggi. Ho parlato ecologia dei media. Ho tentato di dire che si può smettere di lamentare le fake news e cominciare a lavorare per migliorare la situazione. Con un approccio “ecologista”. Ecco gli appunti per oggi. Che cosa sappiamo? 1. Nell’economia dei dati, il denaro è una forma di informazione (Bill Gates) e l’informazione è una fonte di denaro. Esiste una crescente asimmetria nel controllo e nell’elaborazione dei dati. Il modo...

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Media ecology. Una definizione di ecologia del media. Di Lance Strate

Lance Strate, della Fordham University, ha scritto la voce “media ecology” per la nuova International Encyclopedia of Communication Theory and Philosophy. Ecco un breve riassunto. L’ecologia dei media è la ricerca sui media intesi come ambienti. Caratteristiche di questo campo di studi: 1. La parola “media” è intesa, nell’ecologia dei media, in modo piuttosto allargato e può includere qualunque tipo di tecnologia, codice o struttura adatta a comunicazione, informazione, percezione o espressione. 2. La ricerca sull’ecologia dei media è interessata a identificare le...

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Ecologia dei media: Katharina Borchert, Mozilla, la disinformazione e la salute di internet

Un esempio dell’approccio ecologico all’internet si trova nelle parole di Katharina Borchert, capo dell’innovazione a Mozilla, che ha deciso di occuparsi di disinformazione in rete (Poynter). Il rapporto sulla salute di internet, pubblicato in gennaio, è un esempio importante di analisi perché mette insieme i valori di fondo che rendono l’ecosistema internettiano ricco di possibilità innovative e i fatti che mettono in discussione il suo equilibrio di lungo termine. Borchert è convinta che la disinformazione sia un danno enorme per la salute dell’ecosistema internettiano, «perché decresce...

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Ma come ti informi? Mi hanno bannato da Facebook (dove si parla anche di una ricerca di Reuters e di una pubblicazione su Nature)

Una persona fortemente critica dei vaccini mi spiega le sue ragioni. Chiedo: «Ma come ti informi su questo argomento?» Risponde: «Mi hanno bannato da Facebook!» Sembra difficile da comprendere. Che cosa voleva dire? In questa risposta c’è un sapere implicito da esplicitare. In pratica, quella persona ha risposto: 1. si informava su Facebook 2. non c’è differenza tra informarsi e informare 3. perché l’informazione equivale all’opinione 4. se si scrive qualcosa di vero e controverso Facebook ti banna 5. dunque le mie informazioni sono vere Si può dire che questa realtà emergente sia una sorta...

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Preparando una storia di McLuhan

Marshall McLuhan sarà l’argomento di una prossima puntata di Wikiradio che la Rai progetta di realizzare. In fondo ogni scusa è buona, compreso il prossimo compleanno del grande studioso, nato 106 anni fa, il 21 luglio… e proprio mentre stavo leggendo di lui è arrivata una lettera per la rubrica dei lettori che scrivono di innovazione dedicata a McLuhan. La potenza intellettuale di quello che ha fatto quell’uomo è ancora fortissima. Ma la domanda latente è sempre più importante man mano che il mondo si accorge di quanto accurata e profonda fosse la sua lettura della dinamica dei media:...

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Fake fight guerrilla

Walter Quattrociocchi riassume in un pezzo per Wef la sua esperienza nello studio dei comportamenti online che sono collegati alla diffusione di notizie false. I suoi temi sono relativamente tradizionali per questo dibattito ma terminano con una intuizione innovativa (Building a global debunker for fake news): 1. le false notizie sono sempre esistite ma assistiamo a un fenomeno almeno quantitativamente nuovo 2. le echo-chamber che si formano naturalmente sui social network anche per i loro algoritmi funzionano in base al “confirmation bias”, conducono a ignorare il factchecking o...

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Cennamo e Fornaro: il giornalismo del Brand reporter

Diomira Cennamo e Carlo Fornaro scrivono Professione brand reporter (Hoepli 2017). Il libro inquadra ampiamente l’evoluzione del sistema dell’informazione e della comunicazione aziendale nell’epoca di internet ma offre anche un taglio operativo per l’innovazione del contributo che le aziende offrono al pubblico in termini di notizie e servizio informativo. Mentre una parte della pubblicità rischia di perdere credibilità e il sistema dei giornali si mantiene sull’orlo di una grande crisi di trasformazione, la comunicazione aziendale cerca di rinnovarsi. Il libro di Cennamo e Fornaro propone...

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Google, Facebook: utility o editori o aziende di software?

Dalla definizione del business di Google e Facebook discende il modo in cui sono trattate dalle legislazioni e legittimate dagli utenti. Normalmente, Google e Facebook si pensano come aziende di software che mettono a disposizione il loro prodotto di chiunque lo voglia usare per qualunque scopo. Ma la loro diffusione globale le rende indispensabili, quasi come monopoli naturali per la ricerca di informazioni e per la gestione delle relazioni sociali: il che per qualcuno le avvicina a utility: in questo caso dovrebbero essere regolate in modo da mitigare l’effetto monopolistico e imporre una...

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Il metodo di Reporters sans Frontières

Una classifica usata per anni come il podestà straniero dei comuni che non riuscivano a trovare un compromesso tra gli interessi delle famiglie e delle corporazioni locali. La classifica sulla libertà di stampa di Reporters sans Frontières che ha piazzato l’Italia in una posizione pessima per molto tempo è diventata improvvisamente un poco meno severa quest’anno. L’Italia resta peggiore della Romania ma ha migliorato. Anche quest’anno, la classifica è entrata nel dibattito polemico della politica per una questione che riguarda i Cinquestelle. Ma il problema è il metodo: Ossigeno pubblica una...

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Populisti o tecnocratici: la bolla dei filtri e la sfera pubblica

Vita ha ripreso un post che era apparso su questo blog in merito alla relazione tra sistema mediatico e sviluppo del cosiddetto populismo. Lo ha fatto aggiungendo un’introduzione che aveva un sapore più di battaglia e meno di ricerca di quanto il post meritasse. Nel frattempo, ieri su Repubblica, sono usciti due pezzi sulla post-truth. Baricco ha detto che è una bufala. Maurizio Ferraris ha ampliato il concetto alla dinamica culturale più profonda cui assistiamo nella contemporaneità (Repubblica). Riprendo l’argomento, anche per spiegarmi meglio (qui il post ripreso da Vita; qui il post...

Luca De Biase

Knowledge and happiness economy Media and information ecology

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