<?xml version="1.0"?><!-- RSS generated by Radio UserLand v8.2.1 on Sun, 01 Feb 2009 08:01:21 GMT --><rss version="2.0">	<channel>		<title>Luca De Biase: Digitalia</title>		<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/</link>		<description>Notizie sull&apos;innovazione digitale.</description>		<language>it-it</language>		<copyright>Copyright 2009 Luca De Biase</copyright>		<lastBuildDate>Sun, 01 Feb 2009 08:01:21 GMT</lastBuildDate>		<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>		<generator>Radio UserLand v8.2.1</generator>		<managingEditor>luca@debiase.com</managingEditor>		<webMaster>luca@debiase.com</webMaster>		<category domain="http://rpc.weblogs.com/shortChanges.xml">rssUpdates</category> 		<skipHours>			<hour>3</hour>			<hour>2</hour>			<hour>4</hour>			<hour>1</hour>			<hour>5</hour>			<hour>6</hour>			<hour>0</hour>			<hour>13</hour>			</skipHours>		<cloud domain="xmlstoragesystem.it" port="80" path="/RPC2" registerProcedure="xmlStorageSystem.rssPleaseNotify" protocol="xml-rpc"/>		<ttl>60</ttl>		<item>			<title>L&apos;auto elettrica c&apos;e&apos;</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/02/01.html#a2276</link>			<description>&lt;img src=&quot;http://blogs.it/0100844/immagini/auto_elettrica.jpg&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Molti colpevoli. Uno gi&amp;agrave; condannato&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Merita di essere &lt;a href=&quot;http://www.cineblog.it/post/12993/dvd-ecologico-per-il-documentario-chi-ha-ucciso-lauto-elettrica&quot;&gt;visto&lt;/a&gt; il &lt;a href=&quot;http://www.lafeltrinelli.it/products/8013123029966/Chi_Ha_Ucciso_L%27auto_Elettrica/Chris_Paine.html?prkw=auto%20elettrica&amp;amp;srch=0&amp;amp;Cerca.x=0&amp;amp;Cerca.y=0&amp;amp;cat1=&amp;amp;prm=&quot;&gt;dvd&lt;/a&gt; di Chris Paine sull&apos;incredibile fine dell&apos;auto elettrica. Nata essenzialmente per rispondere all&apos;esigenza californiana di ridurre l&apos;inquinamento da auto - una legge di quello stato imponeva che una quota di auto californiane dovessero essere prive di emissioni - l&apos;auto elettrica della Gm fu un successo. I petrolieri cominciarono una battaglia per impedirne la diffusione. E quando arriv&amp;ograve; George W. Bush, dice il documentario, la vinsero. La Gm ritir&amp;ograve; le auto elettriche dal mercato e le distrusse! Cos&amp;igrave;, l&apos;auto elettrica, che in passato funzionava benissimo, torn&amp;ograve; a essere un sogno del futuro. Perch&amp;eacute; per Bush il presente doveva restare propriet&amp;agrave; dei petrolieri. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ora, finalmente, &amp;egrave; storia anche Bush. E si pu&amp;ograve; tornare a sperare che chi aiuter&amp;agrave; la Gm a uscire dalla sua crisi sia capace di imporre un ritorno dell&apos;impegno per l&apos;automobile pulita.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/02/01.html#a2276</guid>			<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 07:56:43 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2276&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F02%2F01.html%23a2276</comments>			</item>		<item>			<title>Il prezzo del gratuito</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/31.html#a2272</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il prezzo del gratuito&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://online.wsj.com/article/SB123335678420235003.html&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/a&gt; pubblica un pezzo di Chris Anderson sull&apos;economia che si sviluppa intorno ai servizi gratuiti. Ma non &amp;egrave; l&apos;economia del dono. E&apos; l&apos;economia dei servizi che pochi pagano e molti utilizzano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Segnalazioni utili in un box di Juliet Chung:&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.hypem.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;hypem.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;monitor di blog sulla musica&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.kayak.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;kayak.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;comparazione prezzi per viaggiatori&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.picnik.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;picnik.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;foto editing gratuito&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.pogo.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;pogo.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;giocare gratis&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;&quot; href=&quot;http://www.shopittome.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;shopittome.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt;avverte quando i prezzi delle merci preferite sono convenienti&lt;cite class=&quot;tagline&quot;&gt;&lt;/cite&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/31.html#a2272</guid>			<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 15:44:28 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2272&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F31.html%23a2272</comments>			</item>		<item>			<title>Minuti di ansia via Google</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/31.html#a2270</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Minuti di ansia via Google&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; successo anche a me. Come a &lt;a href=&quot;http://www.techcrunch.com/2009/01/31/google-flags-whole-internet-as-malware/&quot;&gt;Robin Wauters&lt;/a&gt;. Qualunque ricerca su Google, oggi, portava a una pagina che diceva che il sito cliccato poteva danneggiare il computer. Anche se il sito dove si voleva andare era lo stesso &lt;a href=&quot;http://www.zoliblog.com/2009/01/31/the-entire-web-is-unsafe-to-browse-says-google/&quot;&gt;Google&lt;/a&gt;... Ora &amp;egrave; finita. Ma questa cosa non &amp;egrave; stata per niente divertente... &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/31.html#a2270</guid>			<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 15:29:52 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2270&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F31.html%23a2270</comments>			</item>		<item>			<title>Complicazioni</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/29.html#a2268</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Complicazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;A leggere &lt;a href=&quot;http://discuss.joelonsoftware.com/default.asp?biz.5.730915.0&quot;&gt;questa&lt;/a&gt; descrizione di vita quotidiana nel mondo delle applicazioni informatiche  che si usano online - e ricordando le tante esperienze fatte negli ultimi vent&apos;anni con i computer che si usano offline - viene da chiedersi se non ci stiamo complicando un po&apos; la vita...&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/29.html#a2268</guid>			<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 18:23:38 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2268&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F29.html%23a2268</comments>			</item>		<item>			<title>Rodota&apos; a Nexa</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/22.html#a2255</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Rodot&amp;agrave; a Nexa&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inaugurazione di &lt;a href=&quot;http://nexa.polito.it/&quot;&gt;Nexa&lt;/a&gt;. Cronaca sul sito del centro di ricerca. La cultura aperta, la consapevolezza dell&apos;importanza di un pubblico dominio ricco nell&apos;epoca della conoscenza, lo studio delle conseguenze di ci&amp;ograve; che si decide sulla forma di internet, &amp;egrave; parte di un&apos;evoluzione fondamentale per la civilt&amp;agrave; che stiamo costruendo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Parla tra gli altri Stefano Rodot&amp;agrave;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;#171;Senza buona cultura non c&apos;&amp;egrave; buona politica. Quali tematiche il centro Nexa non potr&amp;agrave; evitare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Internet &amp;egrave; il luogo della complessit&amp;agrave; e dell&apos;innovazione. E&apos; anche il luogo della contrapposizione tra il reale e il virtuale, visti come due mondi distinti. Di qui la rappresentazione di internet come luogo di utopie realizzate o realizzabili da tenere al riparo da ogni regolamentazione esterna. Una dimensione diversa nella quale ci si muoveva nella leggerezza della libert&amp;agrave; dai condizionamenti del corpo. Da qui lo slogan: &apos;gi&amp;ugrave; le mani da internet&apos;. Come se fosse una sorta di nuova natura da non corrompere. Internet come nuova natura da mantenere incontaminata. Come diceva la dichiarazione dei diritti del cyberspazio... Ma nel frattempo internet &amp;egrave; entrata nella societ&amp;agrave; e la societ&amp;agrave;, tutta, &amp;egrave; entrata nell&apos;internet.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Attenzione per&amp;ograve;. Il modo in cui internet &amp;egrave; penetrata nella societ&amp;agrave; &amp;egrave; tale che si &amp;egrave; determinato un continuo tra &apos;reale e virtuale&apos;. Tanto che internet non &amp;egrave; altro da come la societ&amp;agrave; si organizza, ma &amp;egrave; parte del modo in cui la societ&amp;agrave; si &amp;egrave; organizzata. Per questo serve un centro come Nexa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Si diceva una volta che la tecnologia aiuta a ridurre la complessit&amp;agrave;. In realt&amp;agrave;, la tecnologia di internet rende la societ&amp;agrave; pi&amp;ugrave; leggibile. Consente di riconoscere i nessi e le complessit&amp;agrave; della societ&amp;agrave; con una maggiore trasparenza. Internet alimenta una convergenza tra culture diverse. E ha enormi capacit&amp;agrave; innovative. E incide sulla societ&amp;agrave;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma &amp;egrave; organizzata in un modo che in parte &amp;egrave; stato autodeterminato, a partire dalla neutralit&amp;agrave; della rete. Ma man mano che internet incide sulla societ&amp;agrave; pu&amp;ograve; essere che la societ&amp;agrave; voglia influire sul modo in cui &amp;egrave; organizzata internet. Come si decide su internet? Chi &amp;egrave; chiamato a decidere?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Obama &amp;egrave; il segno del cambiamento profondo del rapporto tra politica e internet. Newt Gingrich aveva proposto l&apos;abolizione del Congresso e la sua sostituzione con un sistema di decisioni da prendere online. Quel paradigma &amp;egrave; stato sostituito da un nuovo paradigma esemplificato da Obama (sulla scia di Dean): internet &amp;egrave; ora uno strumento di mobilitazione che riduce la dipendenza della politica dai media tradizionali, uno strumento di finanziamento che riduce la dipendenza della politica dal big business e non solo. Ha fatto di pi&amp;ugrave;. Internet &amp;egrave; partita come una nuova sfera pubblica, dalla blogosfera ai social network. Una sfera pubblica che si distingueva e contrapponeva alla sfera pubblica tradizionale nella quale si svolge la relazione sociale. Obama ha riunificato la sfera pubblica internettiana e la sfera tradizionale della politica: portando la nuova sfera pubblica a candidarsi a riformare la sfera pubblica tradizionale.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma questo non risolve. Apre una nuova quantit&amp;agrave; di temi. Un tema &amp;egrave; quello del mercato. La tecnologia apre le porte, il capitale le chiude. Le decisioni e i modi con le quali le ragioni di mercato inducono parte delle soluzioni non sono necessariamente quelli giusti... Google, Facebook, Yahoo!, hanno preso decisioni che hanno un impatto sociale ma che seguono logiche private. Esempi infiniti. YouTube accetta di eseguire una richiesta di un governo asiatico e toglie un certo video che non &amp;egrave; conforme alla politica di quel paese. Yahoo! consegna le informazioni che consentono al governo cinese di arrestare una persona. Facebook non ha invece accettato di cambiare una sua politica sui gruppi favorevoli alla mafia. Google ha fatto lo stesso mentre nello stesso tempo toglieva le immagini della mamme che allattano. Insomma: accettando o rifiutando di prendere queste decisioni in modo privatamente deciso, quelle aziende hanno un&apos;influenza sul governo del mondo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non dobbiamo interrogarci sul modo in cui internet produca regole che non solo mantenga fermi i suoi principi costitutivi ma possa affrontare le questioni nuove che emergono nel tempo?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Esiste un catastrofismo tecnologico, un nuovo luddismo, che parte da idee tipo &apos;internet &amp;egrave; anche il luogo nel quale si pu&amp;ograve; fare attivit&amp;agrave; terroristica, si pu&amp;ograve; fare diffusione di pensieri razzisti, va messa sotto controllo&apos;. Nello stesso tempo esiste un&apos;idea di utilizzare internet come sistema per investigare su possibili reati e illeciti: &apos;si pu&amp;ograve; pensare a internet come alleato della societ&amp;agrave; della sorveglianza&apos;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Di fronte a queste posizioni, novit&amp;agrave; straordinarie, gli scenari che si affacciano all&apos;attenzione (internet delle cose, internet delle persone, internet della conversazione di tutti con tutti), dobbiamo fare uso di tutte le opportunit&amp;agrave; che internet offre. Ma non possiamo non pensare a come comprendere i fenomeni. Non &amp;egrave; rompendo il termometro che evitiamo di prendere la febbre&amp;#187;. La privacy, la sorveglianza, la trasparenza vanno rielaborate in modo da non generare soluzioni unilaterali, riunificando i principi profondi delle regole sociali anche nel contesto di internet. &amp;#171;Attenzione: l&apos;idea che la privacy non sia importante per tutti coloro che &apos;non hanno nulla da nascondere&apos; &amp;egrave; l&apos;idea dell&apos;uomo di vetro ed &amp;egrave; un&apos;idea nazista. Si danno informazioni pensando che saranno usate in un modo ma poi possono essere usate in un modo imprevisto e diventano informazioni diverse che non si voleva rilasciare. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Internet non &amp;egrave; solo tecnologia, non &amp;egrave; solo design, non &amp;egrave; solo ingegneria. Per tutto questo Nexa sar&amp;agrave; un centro di studi prezioso&amp;#187;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/22.html#a2255</guid>			<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 10:11:06 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2255&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F22.html%23a2255</comments>			</item>		<item>			<title>E-gov 2012</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/22.html#a2252</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;E-gov 2012&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br&gt;In Italia la pubblica amministrazione vale il 17% del Pil. Come l&apos;industria, dicono le notizie fornite dal governo. Quindi rendere pi&amp;ugrave; efficiente la pubblica amministrazione &amp;egrave; importante. Gi&amp;agrave;. Magari rendendo pi&amp;ugrave; facile e sicuro il servizio per i cittadini. L&apos;obiettivo &amp;egrave; ridurre gli oneri derivanti dalle pubbliche amministrazioni del 25% investendo in tecnologie 1,380 miliardi di euro in quattro anni. E&apos; il &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/01/e-government-brunetta-giustizia-salute-scuola.shtml?uuid=cd1edef8-e7d4-11dd-aed1-e692b9d9e3fd&amp;amp;DocRulesView=Libero&quot;&gt;piano&lt;/a&gt; e-gov2012. Che parte con 248 milioni e spera di trovare il resto dei soldi (1,133 miliardi) strada facendo. Lo stato di avanzamento dei lavori sar&amp;agrave; pubblicato online sul sito del ministero. Come i giornali, anche la pubblica amministrazione taglia la carta. Magistrati e ospedali, scuole e universit&amp;agrave;, comuni e regioni, soprattutto cinquantotto milioni di cittadini stanchissimi attendono buone notizie. Sperano certamente che tutti questi soldi, se si troveranno, vengano spesi per il bene pubblico e non per quello privato. Dunque auguri di buon lavoro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/22.html#a2252</guid>			<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 07:17:32 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2252&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F22.html%23a2252</comments>			</item>		<item>			<title>Concorrenza Facebook Twitter</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/12.html#a2236</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Concorrenza Facebook-Twitter&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Si &lt;a href=&quot;http://www.allfacebook.com/2009/01/facebook-friendfeed-like/&quot;&gt;parla&lt;/a&gt; spesso delle feature che Facebook potrebbe aggiungere per fare concorrenza a Twitter o a FriendFeed... L&apos;idea &amp;egrave; rafforzata dalla necessit&amp;agrave; di arrivare a una forma di economia del tempo che si dedica agli strumenti di social networking. Ma &amp;egrave; indebolita dal fatto che non tutti vogliono affidare tutto a uno strumento di propriet&amp;agrave; di un&apos;azienda sola. Quindi si diversifica e si mantiene in piedi una molteplicit&amp;agrave; di piattaforme.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Nell&apos;alternativa, le piattaforme resteranno probabilmente pi&amp;ugrave; di una. Anche perch&amp;eacute; mentre una innova l&apos;altra copia le soluzioni e ne moltiplica l&apos;effetto. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Una tendenza sintetica potrebbe svilupparsi per una via diversa, per ora poco praticata. Non sarebbe la via della prevalenza di una piattaforma privata sulle altre. Sarebbe piuttosto la via dello sviluppo di un modo pi&amp;ugrave; &amp;#171;pubblico e personale&amp;#187;, meno &amp;#171;privatistico aziendale&amp;#187;, di pensare il profilo personale: un profilo personale di &amp;#171;propriet&amp;agrave;&amp;#187; delle persone e non delle piattaforme. Internet si presterebbe a questa via. Il profilo sarebbe come il dominio di un sito: &amp;egrave; di chi lo pubblica e lo sviluppa. Poi ci si affida a questa o quella piattaforma per sfruttare le feature di espressione e comunicazione che le specifiche tecnologie e reti sociali consentono... Un servizio - tipo register - che consenta di sviluppare i profili personali senza affidarli ad aziende private, potrebbe avere un senso... Perch&amp;eacute; risponderebbe all&apos;idea che le informazioni personali sono pi&amp;ugrave; vicine a un mondo di commons che a un mondo di propriet&amp;agrave; aziendale...&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Tag:&lt;/b&gt;&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/social+network&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;social network&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/profilo+personale&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;profilo personale&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://technorati.com/tag/commons&quot; rel=&quot;tag&quot;&gt;commons&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;!-- AddThis Button BEGIN --&gt;&lt;a href=&quot;http://www.addthis.com/bookmark.php&quot; onclick=&quot;window.open(&apos;http://www.addthis.com/bookmark.php?wt=nw&amp;amp;pub=lucadebiase&amp;amp;url=&apos;+encodeURIComponent(location.href)+&apos;&amp;amp;title=&apos;+encodeURIComponent(document.title), &apos;addthis&apos;, &apos;scrollbars=yes,menubar=no,width=620,height=520,resizable=yes,toolbar=no,location=no,status=no,screenX=200,screenY=100,left=200,top=100&apos;); return false;&quot; title=&quot;Bookmark and Share&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://s9.addthis.com/button1-share.gif&quot; alt=&quot;Bookmark and Share&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;16&quot; width=&quot;125&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;!-- AddThis Button END --&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2009/01/12.html#a2236</guid>			<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:20:45 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2236&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2009%2F01%2F12.html%23a2236</comments>			</item>		<item>			<title>Memoria in movimento</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/24.html#a2212</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Memoria in movimento&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non pi&amp;ugrave; storage ma &lt;a href=&quot;http://www.kk.org/thetechnium/archives/2008/12/movage.php&quot;&gt;movage&lt;/a&gt; dice Kevin Kelly per spiegare che cosa sia l&apos;archivio nell&apos;era digitale, nella quale le informazioni, i dati, le foto di famiglia, si devono muovere da un supporto all&apos;altro per restare in vita...&lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; una sorta di antitesi dell&apos;idea secondo la quale tutto &amp;egrave; registrato e dunque tutto rimane. Solo ci&amp;ograve; del quale conserviamo la memoria viva e che quindi trasferiamo da un computer a un disco rigido, da un cd a un iPod, da un iPhone a un computer, ripensandolo, ricostruendone la consapevolezza, viene alimentato di vita. &lt;br&gt;&lt;br&gt;E&apos; molto meno deresponsabilizzante di quanto si pensasse. Anche nell&apos;era digitale, la memoria ha bisogno dei suoi custodi, delle sue attenzioni, del suo amore.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/24.html#a2212</guid>			<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 08:14:51 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2212&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F24.html%23a2212</comments>			</item>		<item>			<title>Cloni Facebook</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/18.html#a2199</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Cloni Facebook&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Si nota che il software di Facebook per iPhone &amp;egrave; particolarmente adatto ai generatori di cloni. Si trovano infatti &amp;#171;amici&amp;#187; falsi sull&apos;iPhone che non ci sono sul servizio via web. Quando si incontrano cloni di &amp;#171;amici&amp;#187; sul software Facebook per iPhone che non ci sono sul servizio che si usa via web, l&apos;unica soluzione &amp;egrave; cancellare quel software e ricaricarlo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/18.html#a2199</guid>			<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 09:45:23 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2199&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F18.html%23a2199</comments>			</item>		<item>			<title>Twitter decide di far soldi</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2197</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Twitter decide di far soldi&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Un annuncio di ricerca di personale &amp;egrave; la traccia che porta &lt;a href=&quot;http://www.techcrunch.com/2008/12/16/twitter-hiring-product-manager-to-bring-in-the-revenue/&quot;&gt;TechCrunch&lt;/a&gt; a ritenere che davvero Twitter stia finalmente tentando di trovare una forma di fatturato per sostenere il suo interessantissimo servizio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2197</guid>			<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 21:13:29 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2197&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F17.html%23a2197</comments>			</item>		<item>			<title>Concorrenza sulla privacy</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2196</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Concorrenza sulla privacy&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Yahoo! &lt;a href=&quot;http://yhoo.client.shareholder.com/press/releasedetail.cfm?ReleaseID=354703&quot;&gt;promette&lt;/a&gt; di tenere in memoria i dati degli utenti per soli 90 giorni. E&apos; una risposta a Microsoft che ha promesso qualche giorno fa di tenere i dati degli utenti per soli 6 mesi. E quella della Microsoft era una risposta a Google che tiene i dati degli utenti ancora pi&amp;ugrave; a lungo. Una sana competizione in questa direzione &amp;egrave; un bene. &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2196</guid>			<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 21:04:17 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2196&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F17.html%23a2196</comments>			</item>		<item>			<title>Best quality effort</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2195</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Best quality effort&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Due spiegazioni sulle parole. Il dibattito sull&apos;avvento di nuovi servizi internet con il carattere di &amp;#171;quality of service&amp;#187; che si aggiungono ai tradizionali servizi con il carattere di &amp;#171;best effort&amp;#187; si far&amp;agrave; via via pi&amp;ugrave; acceso, man mano che i provider introdurranno il concetto nella loro offerta. Visto quello che si &amp;egrave; scritto finora, vale la pena di spiegare di che si tratta (almeno per quello che si &amp;egrave; capito finora).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Internet per adesso funziona in base all&apos;idea che i provider offrono il servizio in &amp;#171;best effort&amp;#187;. Significa che mandano in giro i pacchetti alla velocit&amp;agrave; migliore possibile e con il tasso di errore minore possibile sulla base della larghezza di banda di cui dispongono e della quantit&amp;agrave; di traffico che devono gestire. Tutti i pacchetti sono uguali. Viaggiano al meglio possibile. Ma se il traffico aumenta per qualche ragione rallentano tutti, come se c&apos;&amp;egrave; poco traffico tutti accelerano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per alcuni servizi occorrerebbe invece, dicono alcuni provider, una sorta di qualit&amp;agrave; minima garantita. Si parla per esempio di iptv o di telepresence come di servizi che richiedono questa qualit&amp;agrave; minima garantita. Sempre internet (ip) ma con qualcosa di diverso nella gestione dei pacchetti che in qualche modo garantisce una priorit&amp;agrave; o una strada sempre libera a un certo tipo di pacchetti che portano quel genere di servizi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ebbene. L&apos;introduzione di questi servizi non &amp;egrave; indolore, se non ci sono accordi precisi tra i provider, se non ci sono regole precise concordate con l&apos;authority, per la net neutrality o per l&apos;interoperabilit&amp;agrave;. Senza contare che se il servizio con &amp;#171;quality of service&amp;#187; dovesse essere offerto usando la stessa banda che attualmente &amp;egrave; usata per i servizi con &amp;#171;best effort&amp;#187;, il risultato sarebbe un peggioramento della qualit&amp;agrave; in &amp;#171;best effort&amp;#187;. Ed &amp;egrave; chiaro che gli utenti devono saperlo, poter scegliere in modo consapevole e non vedere degradata l&apos;internet alla quale si sono abbonati e si sono abituati.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come fare? Si pu&amp;ograve; creare una nuova rete in pi&amp;ugrave; che non tocca quella attuale e sulla quale i pacchetti girano in &amp;#171;quality of service&amp;#187;. Si pu&amp;ograve; spartire la rete attuale ma in modo da garantire i livelli di servizio ai quali gli utenti sono abituati. Si deve in ogni caso partire da un accordo giusto tra tutti gli interessati e trasparente nei confronti degli utenti. Perch&amp;eacute; il &amp;#171;best effort&amp;#187; &amp;egrave; il mondo creativo e innovativo che ha fatto internet finora e deve essere a sua volta offerto con la davvero massima qualit&amp;agrave; possibile. Imho.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/17.html#a2195</guid>			<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 21:01:41 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2195&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F17.html%23a2195</comments>			</item>		<item>			<title>Neutralita&apos; e Microsoft</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/16.html#a2193</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Neutralit&amp;agrave; e Microsoft&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Qualche spunto in pi&amp;ugrave; sui temi del &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/12/15.html&quot;&gt;post&lt;/a&gt; di ieri si trova in una &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/categories/ldbPodcast/2008/12/16.html&quot;&gt;chiacchierata&lt;/a&gt; con Pietro Scott Jovane, di Microsoft Italia. Grazie a &lt;a href=&quot;http://www.fluxes.it/flussi-e-influssi-della-rete/2008/12/15/luca-de-biase-meets-pietro-scott-jovane.html&quot;&gt;Fluxes&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/16.html#a2193</guid>			<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 12:11:10 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2193&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F16.html%23a2193</comments>			</item>		<item>			<title>Neutralita&apos; della sete</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/15.html#a2191</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Neutralit&amp;agrave; della sete&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;La sete di banda internet &amp;egrave; una questione. La creazione di una rete internet non neutrale &amp;egrave; un&apos;altra questione. La confusione generata dall&apos;articolo pubblicato oggi dal &lt;a href=&quot;http://online.wsj.com/article/SB122929270127905065.html&quot;&gt;Wall Street Journal&lt;/a&gt;, gestione Murdoch, &amp;egrave; un contributo alla chiacchiera, non alla comprensione. (Notizie su &lt;a href=&quot;http://www.reuters.com/article/technologyNews/idUSTRE4BE09820081215&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-8/open-edge/open-edge.html&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;). Commenti di &lt;a href=&quot;http://www.dariosalvelli.com/2008/12/google-openedge-bye-bye-net-neutrality&quot;&gt;Dario&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://it.blogbabel.com/discussions/discussion/72408/&quot;&gt;altri&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La storia di oggi si chiama OpenEdge. Google avrebbe in mente di piazzare i suoi server dentro le reti dei provider di accesso a internet. Pagando qualcosa e ottenendo in cambio una maggiore velocit&amp;agrave; per i suoi servizi. &lt;a href=&quot;http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2008/12/net-neutrality-and-benefits-of-caching.html&quot;&gt;Google&lt;/a&gt; conferma con forza il suo sostegno all&apos;idea della network neutrality e osserva che si tratterebbe di una soluzione che non modificherebbe la neutralit&amp;agrave; della rete visto che qualunque azienda potrebbe fare la stessa cosa. Un post di &lt;a href=&quot;http://lessig.org/blog/2008/12/the_madeup_dramas_of_the_wall.html&quot;&gt;Lessig&lt;/a&gt; conferma che non si tratta di un attacco alla net neutrality ma di una sorta di bufala del Wall Street Journal. Di certo, non tutte le aziende sarebbero sullo stesso piano perch&amp;eacute; alcune potrebbero pagare pi&amp;ugrave; di altre per avere pi&amp;ugrave; velocit&amp;agrave; a favore dei loro servizi ma non sarebbe una novit&amp;agrave;, come osservano ad &lt;a href=&quot;http://arstechnica.com/news.ars/post/20081215-google-backing-off-net-neutrality-with-isp-deal-not-really.html&quot;&gt;ArsTechnica&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma la questione &amp;egrave; davvero pi&amp;ugrave; complicata di cos&amp;igrave;:&lt;br&gt;1. la neutralit&amp;agrave; della rete pu&amp;ograve; essere attaccata con i software che controllano il contenuto dei pacchetti internet e bloccano o degradano la velocit&amp;agrave; di quelli che non piacciono alle lobby o alle telco (pacchetti di contenuti piratati, pacchetti di servizi che fanno concorrenza a quelli delle telco, pacchetti con parole che non piacciono a governi non democratici...);&lt;br&gt;2. la neutralit&amp;agrave; della rete pu&amp;ograve; essere attaccata dall&apos;introduzione di servizi a quality of service (con per esempio una banda minima garantita) offerti togliendo banda ai servizi a best effort (quelli che conosciamo oggi senza banda minima garantita); &lt;br&gt;3. la neutralit&amp;agrave; della rete pu&amp;ograve; essere attaccata creando offerte molto diversificate per favorire le aziende che possono pagare di pi&amp;ugrave; o che sono integrate sulla filiera accesso-contenuti e degradare il servizio per le aziende che nascono innovative ma senza fatturato o per le aziende che fanno concorrenza agli isp...&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le regole pubbliche devono garantire prima di tutto che la rete resti il territorio dell&apos;innovazione che &amp;egrave; stato finora attraverso la network neutrality. In secondo luogo, devono garantire agli utenti il diritto di scegliere quale qualit&amp;agrave; di banda avere e a quale prezzo con un insieme di offerte comprensibili e accessibili. In terzo luogo, devono consentire alle aziende di sviluppare un business solido. Gli interessi sono molti, apparentemente divergenti, ma in realt&amp;agrave; sono tutti accomunati da un punto: solo se l&apos;ecosistema della rete cresce, possono fiorire anche le sue componenti. E l&apos;ecosistema cresce nella diversit&amp;agrave;, non nelle monocolture. E&apos; questa la priorit&amp;agrave;. Imho.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/15.html#a2191</guid>			<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 18:21:15 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2191&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F15.html%23a2191</comments>			</item>		<item>			<title>Pratica del web-design</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/09.html#a2181</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Pratica del web-design&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.nicolamattina.it/&quot;&gt;Nicola Mattina&lt;/a&gt; segnala una &lt;a href=&quot;http://www.blographik.it/2008/12/09/25-tutorial-avanzati-per-web-designer-freelance/&quot;&gt;pagina&lt;/a&gt; con soluzioni pratiche per migliorare il design delle pagine web (dai frame per le foto all&apos;uso avanzato delle tabelle)... Utile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/09.html#a2181</guid>			<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 11:14:49 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2181&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F09.html%23a2181</comments>			</item>		<item>			<title>Piano piano Telecom</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/05.html#a2174</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Piano piano Telecom&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il piano Telecom Italia &amp;egrave; un &amp;#171;&lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/12/03.html#a2165&quot;&gt;piano piano&lt;/a&gt;&amp;#187; per quanto riguarda l&apos;innovazione e un insieme di novemila decisioni drammatiche per quanto riguarda l&apos;occupazione. Non spiega come verranno selezionate le persone in esubero n&amp;eacute; come verranno sviluppate i famosi business &amp;#171;adiacenti&amp;#187;. Di certo &amp;egrave; scritto per tranquillizzare i banchieri e i finanzieri &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/12/04.html#a2169&quot;&gt;preoccupati&lt;/a&gt; per i loro soldi in questo periodo pi&amp;ugrave; che mai e serve a dire che i debiti verranno pagati. Ma non pu&amp;ograve; essere soddisfacente per chi vuole vedere come l&apos;ecosistema dell&apos;innovazione italiano sar&amp;agrave; sostenuto dalla principale compagnia telefonica italiana.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La precedente gestione della Telecom era forse pi&amp;ugrave; amata dai finanzieri (che pagavano il doppio per le azioni della compagnia di quanto non paghino oggi). Ma era pi&amp;ugrave; discussa e criticata&amp;nbsp; di quella attuale da tutti gli altri: regolamentatori, magistrati, concorrenti, opinionisti, informatori, persino utenti. Almeno a giudicare da quello che si legge in giro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come si spiega? Migliori pubbliche &lt;a href=&quot;http://rectoverso.tumblr.com/post/63181408/vendere-licenziare-e-dar-via-il-culo&quot;&gt;relazioni&lt;/a&gt; o differenze pi&amp;ugrave; sostanziali? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Il fatto &amp;egrave; che questa gestione ha progressivamente aperto il suo discorso all&apos;innovazione generata al di fuori del suo perimetro aziendale. Ha parlato di open source, di servizio all&apos;ecosistema, di rispetto per gli innovatori e per le innovazioni che non sono fatte dalla compagnia. Ha parlato e accettato accordi con le autorit&amp;agrave; e i concorrenti riducendo gli attriti. Ha parlato bene. In questo modo, ha anche generato aspettative significative. Che si possono verificare solo in un tempo piuttosto lungo. Anche per questo, in attesa di vedere se quelle aspettative saranno soddisfatte, si guarda a quello che viene fatto e detto con un misto di preoccupazione (motivata dalle decisioni immediate) e di speranza (motivata dall&apos;impostazione culturale proposta). Un giudizio sospeso. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Perch&amp;eacute; le aspettative elevate portano, potenzialmente, a grandi soddisfazioni o a grandi delusioni. Non &amp;egrave; ancora possibile sapere se quelle che si verificheranno saranno le prime o le seconde. Nel frattempo si segue con attenzione. Sia quello che viene fatto in Telecom. Sia quello che viene detto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/05.html#a2174</guid>			<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 17:10:35 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2174&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F05.html%23a2174</comments>			</item>		<item>			<title>Che piano e&apos; quello di Telecom Italia</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/04.html#a2169</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Che piano &amp;egrave; quello di Telecom Italia&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma perch&amp;eacute; un&apos;azienda che ha bisogno come il pane di idee diverse da quelle che l&apos;hanno tenuta in piedi in passato dovrebbe presentare un piano industriale che non mostra segnali particolarmente innovativi? Eppure, dal piano industriale &lt;a href=&quot;http://blog.debiase.com/2008/12/03.html&quot;&gt;Telecom Italia&lt;/a&gt; non si vede molto di innovativo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Domandarselo &amp;egrave; lecito, visto che il leader dell&apos;azienda ha mostrato in pi&amp;ugrave; occasioni di possedere una profonda cultura dell&apos;innovazione internettiana.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La spiegazione - al di l&amp;agrave; delle dietrologie non dimostrabili - non pu&amp;ograve; che essere vista nel contesto scelto per l&apos;annuncio del piano industriale. Evidentemente, la Telecom Italia non aveva altro da dire alla comunit&amp;agrave; finanziaria londinese se non questo: state tranquilli che pagheremo i nostri debiti, sostenete i nostri bond e non chiedete altro. Che di questi tempi, per il mercato finanziario &amp;egrave; gi&amp;agrave; moltissimo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Sar&amp;agrave; ad altri che la Telecom Italia dovr&amp;agrave; spiegare che cosa vuole fare. Nei servizi informatici, nell&apos;iptv, nell&apos;online advertising, nella rete di nuova generazione e nelle altre piattaforme di servizio internettiano. E probabilmente queste cose sar&amp;agrave; meglio spiegarle quando saranno pronte. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Pu&amp;ograve; essere una spiegazione buonista, ma almeno &amp;egrave; coerente con i dati che abbiamo a disposizione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/04.html#a2169</guid>			<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 21:53:01 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2169&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F04.html%23a2169</comments>			</item>		<item>			<title>Techmeme piu&apos; umano</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/04.html#a2166</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Techmeme pi&amp;ugrave; umano&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Techmeme &amp;egrave; un sito che offre un aggiornamento continuo sulle notizie che riguardano le tecnologie. E&apos; un motore automatico ibridato con un po&apos; di lavoro umano. Ebbene: da &lt;a href=&quot;http://news.techmeme.com/081203/automated&quot;&gt;ieri&lt;/a&gt; &amp;egrave; ancora pi&amp;ugrave; umano. Per selezionare meglio le notizie in pagina e per togliere quelle obsolete.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/04.html#a2166</guid>			<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 06:48:19 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2166&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F04.html%23a2166</comments>			</item>		<item>			<title>Telecom Italia non vola</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/03.html#a2165</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Telecom Italia non vola&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/12/telecom-italia-piano-industriale-bernabe.shtml?uuid=a7945c90-c10e-11dd-b2c0-736ae4b7529a&amp;amp;DocRulesView=Libero&quot;&gt;piano&lt;/a&gt; industriale di Telecom Italia non &amp;egrave; fatto di voli di fantasia:&lt;br&gt;&lt;br&gt;1. Novemila esuberi entro il 2010 (non &amp;egrave; chiaro se in parte legati alle dismissioni)&lt;br&gt;2. Crescita dei ricavi (per una percentuale che a voler essere maliziosi potrebbe sembrare simile ai proventi in pi&amp;ugrave; dovuti all&apos;aumento del canone)&lt;br&gt;3. Niente scorporo della rete n&amp;eacute; cessione del Brasile (anzi aumento della presenza in Argentina)&lt;br&gt;4. Cinque miliardi di debiti in meno entro il 2011 (il debito effettivamente &amp;egrave; il fardello ereditato che frena molte possibilit&amp;agrave; di sviluppo)&lt;br&gt;5. Cessioni a Telecom Italia Media per attivit&amp;agrave; non legate a tv via internet e altre dismissioni per un valore atteso di tre miliardi (insomma, che sar&amp;agrave; de La 7?)&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma capiremo meglio nei prossimi giorni. Perch&amp;eacute; nel &lt;a href=&quot;http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=6&amp;amp;pageTypeId=-8663&amp;amp;LANG=IT&amp;amp;channelId=-9793&amp;amp;programId=9596&amp;amp;programPage=/ep/TImedia/TICSList.jsp?fonte=Telecom+Italia&amp;amp;contentId=32915&amp;amp;contentType=EDITORIAL&amp;amp;tabId=6&amp;amp;pageTypeId=9537&quot;&gt;piano&lt;/a&gt; si accenna a qualcosa di pi&amp;ugrave;: &lt;em&gt;&amp;#171;Sul mercato domestico ci concentreremo su una nuova impostazione customer centric, modificando coerentemente la nostra macroorganizzazione a partire da gennaio 2009. Continueremo a dare un forteimpulso ai business innovativi, lavorando per lo sviluppo complessivodell&apos;economia digitale&amp;#187;.&lt;/em&gt; Con lo sviluppo di &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&amp;#171;servizi adiacenti&amp;#187;&lt;/span&gt; il che significa, pare: &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&amp;#171;iptv, ict, online advertising, digital home, service exposure&amp;#187;&lt;/span&gt;. Questi effettivamente sono concetti da piano industriale (non finanziario come sembrerebbe da altre parti del comunicato). In particolare, mi pare che online advertising potrebbe significare qualcosa di un po&apos; sorprendente. Ma anche gli altri elementi possono riservare sorprese.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/03.html#a2165</guid>			<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 22:50:59 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2165&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F03.html%23a2165</comments>			</item>		<item>			<title>Apple e i virus</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/03.html#a2163</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Apple e i virus&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Apple ha &lt;a href=&quot;http://news.cnet.com/8301-1009_3-10111958-83.html&quot;&gt;cambiato&lt;/a&gt; le sue note ai clienti sull&apos;uso degli antivirus. La nuova indicazione &amp;egrave; pi&amp;ugrave; tranquillizzante della precendente. Prima si diceva che era bene usare molti antivirus anche sui Mac. Ora si dice che i Mac sono costruiti in modo da difendersi dai virus. Anche se aggiunge che non si pu&amp;ograve; pensare che un sistema sia perfettamente sicuro. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ovviamente non c&apos;&amp;egrave; la certezza di essere al sicuro usando il Mac. Ma le probabilit&amp;agrave; di incontrare problemi sono significativamente minori di quelle che ci sono usando Windows.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/03.html#a2163</guid>			<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 11:54:39 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2163&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F03.html%23a2163</comments>			</item>		<item>			<title>Il tempo di Google e il tempo di Apple</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/02.html#a2161</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il tempo di Google e il tempo di Apple&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il calendario di Google si pu&amp;ograve; &lt;a href=&quot;http://googlemac.blogspot.com/2008/12/google-calendar-now-supports-apple-ical.html&quot;&gt;connettere&lt;/a&gt; all&apos;iCal di Apple. Ma questo non aumenter&amp;agrave; il tempo disponibile, la vera risorsa non rinnovabile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/12/02.html#a2161</guid>			<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 11:54:38 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2161&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F12%2F02.html%23a2161</comments>			</item>		<item>			<title>iPhone 2.2</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/11/22.html#a2147</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;iPhone 2.2&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Non si vedeva l&apos;ora di poter scaricare il nuovo iPhone 2.2. Perch&amp;eacute;, &lt;a href=&quot;http://www.ilounge.com/index.php/articles/comments/instant-expert-secrets-features-of-iphone-22/&quot;&gt;tra l&apos;altro&lt;/a&gt;, contiene un bottone nuovo assolutamente desiderabile: il bottone che blocca il terribile, assurdo, ridicolo correttore automatico dell&apos;italiano. Quello che mette sempre l&apos;accento sull&apos;ultima o dei verbi all&apos;indicativo presente. E che trasforma &amp;#171;ma&amp;#187; in &amp;#171;m&apos;a&amp;#187;... &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma un post di &lt;a href=&quot;http://www.iphoneatlas.com/2008/11/21/users-face-serious-iphone-os-22-problems/&quot;&gt;iPhoneAtlas&lt;/a&gt; segnala problemi con iPhone 2.2. E va letto prima di passare alla nuova versione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/11/22.html#a2147</guid>			<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 12:48:39 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2147&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F11%2F22.html%23a2147</comments>			</item>		<item>			<title>Come bloccare definitivamente le intercettazioni</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/30.html#a2106</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Come bloccare definitivamente le intercettazioni&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le intercettazioni non piacciono al governo. Che ha deciso diverse misure per limitarne l&apos;utilizzo da parte della magistratura inquirente. Ma si pu&amp;ograve; sorridere sull&apos;ipotesi - paradossale, certamente - che si sia trovato un metodo per bloccarle definitivamente, un metodo persino geniale nella sua semplicit&amp;agrave;: lo Stato smette di pagarle. Ne parla un articolo del &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_30/intercettazioni_stop_soldi_06e4f268-a652-11dd-9cb7-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/30.html#a2106</guid>			<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 08:03:37 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2106&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F10%2F30.html%23a2106</comments>			</item>		<item>			<title>Cloud 2.0</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/26.html#a2094</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Cloud 2.0&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://radar.oreilly.com/2008/10/web-20-and-cloud-computing.html&quot;&gt;Tim O&apos; Reilly&lt;/a&gt; commenta approfonditamente l&apos;idea che il cloud computing sia destinato a costruire un nuovo monopolio alla luce delle sue lunghe riflessioni intorno al web 2.0.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/26.html#a2094</guid>			<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 18:34:21 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2094&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F10%2F26.html%23a2094</comments>			</item>		<item>			<title>iPhone e nuvole</title>			<link>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/25.html#a2089</link>			<description>&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;iPhone e nuvole&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&apos;applicazione Box.net per iPhone &amp;egrave; &lt;a href=&quot;http://www.intomobile.com/2008/10/24/boxnet-iphone-application-for-free-on-appstore.html&quot;&gt;online&lt;/a&gt; su AppStore. Consente di registrare e accedere a qualunque file (foto prese con l&apos;iPhone comprese) attraverso lo stesso iPhone. La nuvola spiazza sempre pi&amp;ugrave; chiaramente i pc.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>			<guid>http://blog.debiase.com/categories/digitalia/2008/10/25.html#a2089</guid>			<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 07:32:17 GMT</pubDate>			<comments>http://comments.blogs.it/comments?u=100844&amp;amp;p=2089&amp;amp;link=http%3A%2F%2Fblog.debiase.com%2F2008%2F10%2F25.html%23a2089</comments>			</item>		</channel>	</rss>