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Giovedì, 22 gennaio 2009
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Rodotà a Nexa
Inaugurazione di Nexa. Cronaca sul sito del centro di ricerca. La cultura aperta, la consapevolezza dell'importanza di un pubblico dominio ricco nell'epoca della conoscenza, lo studio delle conseguenze di ciò che si decide sulla forma di internet, è parte di un'evoluzione fondamentale per la civiltà che stiamo costruendo.
Parla tra gli altri Stefano Rodotà.
«Senza buona cultura non c'è buona politica. Quali tematiche il centro Nexa non potrà evitare.
Internet è il luogo della complessità e dell'innovazione. E' anche il luogo della contrapposizione tra il reale e il virtuale, visti come due mondi distinti. Di qui la rappresentazione di internet come luogo di utopie realizzate o realizzabili da tenere al riparo da ogni regolamentazione esterna. Una dimensione diversa nella quale ci si muoveva nella leggerezza della libertà dai condizionamenti del corpo. Da qui lo slogan: 'giù le mani da internet'. Come se fosse una sorta di nuova natura da non corrompere. Internet come nuova natura da mantenere incontaminata. Come diceva la dichiarazione dei diritti del cyberspazio... Ma nel frattempo internet è entrata nella società e la società, tutta, è entrata nell'internet.
Attenzione però. Il modo in cui internet è penetrata nella società è tale che si è determinato un continuo tra 'reale e virtuale'. Tanto che internet non è altro da come la società si organizza, ma è parte del modo in cui la società si è organizzata. Per questo serve un centro come Nexa.
Si diceva una volta che la tecnologia aiuta a ridurre la complessità. In realtà, la tecnologia di internet rende la società più leggibile. Consente di riconoscere i nessi e le complessità della società con una maggiore trasparenza. Internet alimenta una convergenza tra culture diverse. E ha enormi capacità innovative. E incide sulla società.
Ma è organizzata in un modo che in parte è stato autodeterminato, a partire dalla neutralità della rete. Ma man mano che internet incide sulla società può essere che la società voglia influire sul modo in cui è organizzata internet. Come si decide su internet? Chi è chiamato a decidere?
Obama è il segno del cambiamento profondo del rapporto tra politica e internet. Newt Gingrich aveva proposto l'abolizione del Congresso e la sua sostituzione con un sistema di decisioni da prendere online. Quel paradigma è stato sostituito da un nuovo paradigma esemplificato da Obama (sulla scia di Dean): internet è ora uno strumento di mobilitazione che riduce la dipendenza della politica dai media tradizionali, uno strumento di finanziamento che riduce la dipendenza della politica dal big business e non solo. Ha fatto di più. Internet è partita come una nuova sfera pubblica, dalla blogosfera ai social network. Una sfera pubblica che si distingueva e contrapponeva alla sfera pubblica tradizionale nella quale si svolge la relazione sociale. Obama ha riunificato la sfera pubblica internettiana e la sfera tradizionale della politica: portando la nuova sfera pubblica a candidarsi a riformare la sfera pubblica tradizionale.
Ma questo non risolve. Apre una nuova quantità di temi. Un tema è quello del mercato. La tecnologia apre le porte, il capitale le chiude. Le decisioni e i modi con le quali le ragioni di mercato inducono parte delle soluzioni non sono necessariamente quelli giusti... Google, Facebook, Yahoo!, hanno preso decisioni che hanno un impatto sociale ma che seguono logiche private. Esempi infiniti. YouTube accetta di eseguire una richiesta di un governo asiatico e toglie un certo video che non è conforme alla politica di quel paese. Yahoo! consegna le informazioni che consentono al governo cinese di arrestare una persona. Facebook non ha invece accettato di cambiare una sua politica sui gruppi favorevoli alla mafia. Google ha fatto lo stesso mentre nello stesso tempo toglieva le immagini della mamme che allattano. Insomma: accettando o rifiutando di prendere queste decisioni in modo privatamente deciso, quelle aziende hanno un'influenza sul governo del mondo.
Non dobbiamo interrogarci sul modo in cui internet produca regole che non solo mantenga fermi i suoi principi costitutivi ma possa affrontare le questioni nuove che emergono nel tempo?
Esiste un catastrofismo tecnologico, un nuovo luddismo, che parte da idee tipo 'internet è anche il luogo nel quale si può fare attività terroristica, si può fare diffusione di pensieri razzisti, va messa sotto controllo'. Nello stesso tempo esiste un'idea di utilizzare internet come sistema per investigare su possibili reati e illeciti: 'si può pensare a internet come alleato della società della sorveglianza'.
Di fronte a queste posizioni, novità straordinarie, gli scenari che si affacciano all'attenzione (internet delle cose, internet delle persone, internet della conversazione di tutti con tutti), dobbiamo fare uso di tutte le opportunità che internet offre. Ma non possiamo non pensare a come comprendere i fenomeni. Non è rompendo il termometro che evitiamo di prendere la febbre». La privacy, la sorveglianza, la trasparenza vanno rielaborate in modo da non generare soluzioni unilaterali, riunificando i principi profondi delle regole sociali anche nel contesto di internet. «Attenzione: l'idea che la privacy non sia importante per tutti coloro che 'non hanno nulla da nascondere' è l'idea dell'uomo di vetro ed è un'idea nazista. Si danno informazioni pensando che saranno usate in un modo ma poi possono essere usate in un modo imprevisto e diventano informazioni diverse che non si voleva rilasciare.
Internet non è solo tecnologia, non è solo design, non è solo ingegneria. Per tutto questo Nexa sarà un centro di studi prezioso».
11:11:06 AM
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E-gov 2012
In Italia la pubblica amministrazione vale il 17% del Pil. Come l'industria, dicono le notizie fornite dal governo. Quindi rendere più efficiente la pubblica amministrazione è importante. Già. Magari rendendo più facile e sicuro il servizio per i cittadini. L'obiettivo è ridurre gli oneri derivanti dalle pubbliche amministrazioni del 25% investendo in tecnologie 1,380 miliardi di euro in quattro anni. E' il piano e-gov2012. Che parte con 248 milioni e spera di trovare il resto dei soldi (1,133 miliardi) strada facendo. Lo stato di avanzamento dei lavori sarà pubblicato online sul sito del ministero. Come i giornali, anche la pubblica amministrazione taglia la carta. Magistrati e ospedali, scuole e università, comuni e regioni, soprattutto cinquantotto milioni di cittadini stanchissimi attendono buone notizie. Sperano certamente che tutti questi soldi, se si troveranno, vengano spesi per il bene pubblico e non per quello privato. Dunque auguri di buon lavoro.
8:17:32 AM
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