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Sabato, 3 dicembre 2005
 

Esperienza: dialogare con Carlo Freccero a Nessuno.tv

Grazie a Bruno Pellegrini che mi ha invitato in trasmissione, su Nessuno.tv, ho scambiato due battute con Carlo Freccero. Un vero guru della tv. Aperto a discutere di ciò che viene dopo la tv.

Il suo approccio è fondamentale. E' il punto di partenza. Ha detto (riassumo indegnamente):
1. Il gigantismo della televisione commerciale in Italia è un freno allo sviluppo dei media digitali
2. La tv commerciale è fortissima perché crea le maggioranze
3. I media alternativi, come i blog, non possono crescere oltre un limite molto stretto anche perché l'Italia è un paese con una enorme presenza di analfabeti e persone che non leggono.

Ovviamente questa è l'analisi fondamentale, appunto. E' quella che politicamente conta di più. Anche per preparare le basi di una piattaforma di rinnovamento del sistema. Per lavorare con un obiettivo di riscatto per la parte più debole del paese.

Certo, questo non vuol dire che l'analisi sia esaurita. E devo dire che Freccero non ha avuto solo critiche per quello che dicevo.

Sostenevo, come immaginate che:
1. La televisione commerciale tradizionale fa maggioranze, ma molto relative e, tendenzialmente, sempre più piccole (il maggiore successo degli ultimi tempi, Celentano, ha superato il 50 per cento di share della tv, il che significa 11-12 milioni di spettatori: e gli altri 45 milioni di italiani non li teniamo presenti?)
2. I nuovi media digitali rafforzano i canali trasversali di comunicazione e non sono necessariamente minoritari. La crossmedialità è la vera strada della maggioranza perché il messaggio che viaggia per diversi media ha più probabilità di raggiungere molte persone e magari con una credibilità maggiore (lo stesso Celentano ha vinto tanto anche perché ha vissuto di crossmedialità, dai giornali al passaparola al bar)
3. Se è vero che le élite si parlano con un sistema di media che richiede una buona alfabetizzazione (dai blog ai giornali di carta), se è vero che le persone che non leggono hanno meno probabilità di cogliere le opportunità offerte dai nuovi media, è anche vero che il passaparola è una realtà sociale e culturale misconosciuta e molto interessante. Ci si parla tra pochi alla volta ma attribuendosi molta credibilità: se questo meccanismo è solo fisico si muove con lentezza, se è aiutato dai media digitali può diventare veloce ed efficace (come i blogger, nel loro piccolo, sanno molto bene).

Freccero fa un discorso di sistema molto comprensibile ed efficace. Che non è in fondo contrario al mio. La tv è potente, nessuno lo misconosce. Per liberare le nostre forze culturali è necessario ridurre la centralità di un mezzo come la tv: divertente ed efficacissimo, unilaterale e manipolatore, coltissimo e superficiale, affascinante e ributtante. Ma si può ridurre quella centralità sia per via politica che per via sociale: le due vie non sono contraddittorie. Anzi una politica che voglia davvero occuparsi della tv, dovrebbe cercare di comprendere attentamente quello che la società (con le sue piccole élite di sperimentatori e le sue grandi masse di chiacchieroni al cellulare) sta facendo per rispondere al proprio bisogno di un nuovo sistema di media.
12:48:39 PM    comment [];



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